29 maggio 2010

Nude - Radiohead



Sono nuda senza Te.

La mia estasi di 24 minuti...



"In alto l'albatro sta immobile sospeso nell'aria,
e giù nel profondo dei flutti
in labirinti di caverne coralline
l'eco di un tempo remoto giunge
tremante attraverso le sabbie,
ed ogni cosa è verde sotto il sole;

e nessuno ci mostra alla terra,
e nessuno sa i dove o i perché
ma qualcosa è all'erta, qualcosa si muove
e comincia a salire verso terra

Stranieri passano in strada
per caso due sguardi diversi si incontrano,
ed io sono te, e ciò che vedo sono io,
e ti prenderò per mano per guidarti nel paese,
ed aiutami a capire meglio che posso

e nessuno ci chiama a vedere l'alba,
e nessuno ci fa abbassare gli occhi,
e nessuno parla, nessuno cerca,
nessuno vola intorno al sole

Serena, ogni giorno ti mostri
ai miei occhi che si destano,
m'inviti, guardandomi, ad alzarmi,
e dal muro, attraverso la finestra
arrivano ondeggiando su ali di raggi di sole
un milione di ambasciatori splendenti del mattino

e nessuno mi canta ninne nanne
e nessuno mi fa chiudere gli occhi
così spalanco le finestre
e nuoto fino a te, attraverso il cielo"

24 maggio 2010

orrore

E' il tempo dell'orrore.

21 maggio 2010

Lettera aperta a Silvio Berlusconi della scrittrice albanese Elvira Dones: NATA FEMMINA


"Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un
giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché
venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me
molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio
paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo
nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta
belle ragazze possiamo fare un'eccezione."
Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a
decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho
seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato
sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A "Stella" i
suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una
bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in
Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri
collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò
piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria,
e chissà quanti altri. E' solo allora - tre anni più tardi - che le
incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per
sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto
della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e
nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di
speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei
protettori le ha distrutto l'utero.
Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia
con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per
la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava
Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei.
Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse
le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie
dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo
meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua
figlia sia morta per sempre,
affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia.
Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' una storia lunga,
Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le
invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o
farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l'avviso, signor
Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.
In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie
queste poche righe gliele dovevo. In questi vent'anni di difficile
transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con
le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di
poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non
ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che
se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per
battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.
Questa "battuta" mi sembra sia passata sottotono in questi
giorni in cui infuria la polemica Bertolaso , ma si lega profondamente
al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri
e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni
giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le
ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali
costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch'io a tutte le
donne albanesi

Merid Elvira Dones

"PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione
spero sentano l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad altre
persone.

grazie Elvira

20 maggio 2010

Pensiero concepito durante la mia giornata lavorativa tipica...



C'è un pensiero che a volte mi commuove: la consapevolezza di aver sfiorato Anime, anche se per un solo istante volatile.
Minuziosamente ho conservato immagini, suoni ma soprattutto odori.
E' pericoloso avere una memoria olfattiva. Rischia d'intrappolare il soggetto in un ricordo. Niente è più personale di un odore. Un colore, un taglio d'occhi possono ingannare... Ma mai un odore!

E il ricordo è un'arma a doppio taglio, può immobilizzare come può altrettanto sedimentare bellezza. E' solo grazie ad esso, infatti, che tutto può rivivere in noi e accompagnarci fino alla tomba.

Ogni uomo, donna che ho abbracciato, baciato, accarezzato e colpito risiede in me e non può andarsene se non lo decido io. Ecco, questo mi commuove. Incorporare frammenti di Meraviglia in me e lasciarli eternamente intrappolati in una scena. Eh sì, perché i ricordi non sono persone e quindi non possono evolvere. Sono immagini stantie, immobili, pezzi di creta da modellare sotto le dita a piacimento, creando un'illusione che forse mai avrà attinenza col Reale. Converrete con me su quanto tutto ciò sia parimenti bello e brutto.
Il senso sta proprio nella capacità di tenere in equilibrio gli elementi senza lasciarsi sopraffare né dalla memoria, né dall'oblio. E poi è importante valutare chi far restare e chi no, chi nominare "Persona" e chi "Ricordo".
In questo Oggi è impossibile non INCONTRARE, e frequentare Ognuno può essere fuorviante. Quant'è facile essere idoli e famosi con questi mezzi e poi ricadere a terra non appena ci si accorge di non aver trattenuto le Persone Giuste...

A questo punto non rimane altro che guardare e guardarsi.

Cazzo, mi sono accorta solo ora di avere 24 anni! Sono vecchia.
E' da qualche giorno a questa parte che mi sta venendo voglia di avere un bambino, di cullarlo, allattarlo, prendermi cura di lui.
La cosa buffa è che non vedo uomini accanto a me. Nessun potenziale Padre!

Sulla mia mano sinistra ho letto che avrò un figlio. E' da quando me ne sono accorta che non faccio altro che pensare a come sarà, a che tipo di personalità avrà.

Per ora mio figlio è una linea sulla mano sinistra e non faccio che accarezzare quella Linea...

Quanta incredibile tenerezza...

16 maggio 2010

Frank Sinatra My Way

I did it my way!!

E fra tutta questa terribile sporcizia, non smetterò mai di portare avanti il mio principio di Onestà mentale.

Non venderò questo mio bene immenso. Non mi lascerò abbindolare da scaltri uomini. Non mi tradirò mai. Non userò l'intelligenza che posseggo a fini disumani.

Mi commuoverò ogni volta guardandomi allo specchio, perché riconoscerò nei miei occhi lucenti l'autenticità che mi contraddistingue.

Cercherò strenuamente Persone Vere. Darò ad ognuna la possibilità di esprimersi, senza sentirsi mai limitata. Non chiuderò le porte prima ancora di averle lasciate socchiuse.

Esistono mondi sommersi ed io voglio scoprirli. Tutti custodiamo sogni ma pochi di noi hanno il coraggio di guardarli e afferrarli con le mani.

Sono una guerriera di Luce che crede nella potenza di un gesto e di una parola. Sono l'alchimista, l'amazzone fiera che galoppa felice e fiera in una landa senza nome. Sono la valchiria, la maga Circe, Moll Flanders e tante altre Donne..

Ma prima di tutto sono Me. Valentina dolcissima, Valentina giocosa, Valentina fantasiosa, Valentina l'umorista, Valentina presuntuosa, Valentina impertinente, Valentina generosa, Valentina diplomatica, Valentina Va(do)lentina.

E questo è il mio inno d'indipendenza!

11 maggio 2010

As tears go by...


Tu ridevi delle mie lacrime.
Per te avevano il sapore delle lacrime di coccodrillo.

E io passavo il tempo a vergognarmi.

Come se piangere per la Bellezza del Mondo fosse un reato.

Il reato lo compievi tu ogni volta che ammazzavi le mie lacrime senza succhiarle, e io dovevo zittire tutto.


10 maggio 2010

...

« You laugh at me because I'm different, I laugh at you because you're all the same. »

(Jonathan Davis)

5 maggio 2010

Essere giovani oggi

Non è facile essere giovani oggi. Capire che si è merci prima ancora di uomini e donne. In passato ero certa di vivere nel Mondo, ora invece realizzo che perfino lui, il Mondo, è stato declassato e che può essere soltanto rietichettato sotto una visione puramente economica. Qui si parla di sistema Mondo e il capitalismo lo caratterizza come un immenso e futuristico mercato.

Già. E' tutto nella norma, lineare. La merce è fatta per essere esposta e venduta nel mercato. E allora di che cosa ci lamentiamo se il ragionamento non fa una piega?

Forse accade perché perfino questa altisonante razionalità che non lascia spazio a dubbi ci mortifica, relegandoci paradossalmente ad uno stato di perpetuo dubbio che ci fa chiedere se tutto questo vada bene, se Noi, prima d'ogni cosa, andiamo bene.

La responsabilità enorme di risponderci non può essere delegata a qualcun altro. Siamo noi i tristi testimoni di ciò che ci sta accadendo e talvolta non realizziamo che chiunque sia nato prima di noi non può capirci né sostenerci.

Magari si trattasse di un semplice stadio di conflitto adolescenziale! Qui, a mio avviso, si sta parlando di crisi identitaria. Non una mera catalogazione o analisi dei generi: femminile, maschile o “altro” … Ma di reale identificazione di ciò che l’uomo è. Cosa può significare l’aggettivo qualificativo “umano” oggi? Chi è l’umano?

Ciò che mi sgomenta maggiormente è che i termini più inflazionati che girano in questo sistema sono: libertà e parità. Quante belle “a” accentate! Che me ne faccio se dopo aver terminato il mio percorso di studi, comprendo che le mie scelte sono state sbagliate? Nessuno nega che io sia una risorsa ma il problema non risiede in questo, ma nell’uso e nell’allocazione che se ne dovrà fare. Il meccanismo m’induce pertanto a pensare che le mie scelte, essendo mie, sono libere e quindi errate. Intuisco, dunque, che per sopravvivere dovrei fare scelte mirate non mie, imposte dal mercato. Se mi adeguo a lui (dove il verbo “adeguarsi” è un eufemismo), posso essere ben allocata (uso il femminile riferendomi a merce, non a me Donna).

Questa è la libertà. Quel mirabolante vocabolo che risiede sulla bocca di tutti i politici, senza distinzione di partito.

Tuttavia, questo sistema non lo ritengo poi tanto malvagio. Essere giovani oggi significa scegliere se essere stupidi o intelligenti e non c’è assolutamente nulla che ci impedisca d’intraprendere l’una o l’altra strada. Non abbiamo alcuna scusa ora che l’informazione può essere reperita ovunque. Inoltre lo stress quotidiano cui veniamo sottoposti, ci impone di vedere e riconoscere cose che i nostri padri non avrebbero mai potuto constatare e non per mancanza di risorse ma perché semplicemente il sistema funzionava in maniera più “semplice”.

Il riconoscimento del valore personale, basato su un’attestazione di merito, comportava la diretta assunzione di quella data persona per quel dato posto di lavoro. Non era necessario sottoporre il candidato ad infiniti test psicologici, né era necessario essere mille cose in contemporanea. Bastava essere ciò che si era, con i propri pregi e difetti e con le proprie limitate conoscenze (dove “limitate” non vuole essere dispregiativo).

La mia società m’impone di reinventarmi continuamente, per poter acquisire molteplici competenze e, in fondo, è una società “libera” perché nessuno me ne vorrà se decido di fare la fallita.
Ciò che ci spinge a definirla una società “non libera” è il fatto che il prezzo da pagare per fare le nostre scelte è “economicamente” ingente.

Alla luce di questo ragionamento, mi viene da dire che ogni società è sempre stata libera, perché il prezzo più alto da pagare ce lo siamo inflitti da soli, con le nostre scelte. L’unica differenza è che ora si sa, mentre prima non lo si sapeva e forse qualcuno decideva di ammazzarci prima del Tempo e invece ora siamo noi a farlo, psicologicamente o fisicamente.


E’ tutta una questione di Tempo. E’ lui che maneggia la spada di Damocle che troneggia sulle nostre teste.

Sleeping

Sleeping