Ite ite con passo celere ma badate bene a non intopparvi voi stessa, oh Va(do)lentina dal piedino per nulla quieto a discapito del nome che portate.
"Eccomi signora nonna. Mia madre è nera con Voi, deh! Siete la più cocciuta delle nonne siciliane! Quali vivande osaste consegnarci e per quale ragione non mi faceste chiamare acciocché passassi io stessa alla vostra attigua dimora?"
"Vostra madre si farà presto bianca, non dubitatene!" (sorride furbescamente) "Porto ossibuchi già infarinati, sì che li si possa cucinar come si conviene ai gusti di Vostra madre, mia figlia."
"Vi sono obbligata, signora Nonna. Arrivederci!" (si lascia sfuggire un bacio sulla gota a testimonianza dell'affetto parentale)
Indi, sulle scale e con voce sottile ... "Nipote mia, badate bene che Vi portai altresì quel che avanzò delle focacce del pasto di iersera. Gli è che una è con patate e piselli e l'altra con spinacio e ricotta. Abbiate cura di consumare quanto prima quella col cacio sì che non diventi rancida e non commestibile!"
Annuisce col capo in segno di grato assenso e si congeda.
Varcando l'uscio, incontra lo sguardo furibondo della propria genitrice.
"E dunque?"
"Ossibuchi e focacce"
"Di quei maledetti ossibuchi! Essa ne compra in gran dosi sì che ne possa dispensar a terzi! Ora intendo le parole di mia sorella, sua convivente! Si è che nostra madre è degna del segno zodiacale che porta: un'ariete dalle corna più dure del corno di rinoceronte!"
"Via, madre! Non fate così. Ella si preoccupa pel vostro stato cagionevole di salute e si premunisce di pulire il congelatore suo. Ha da vuotarlo, intendete?"
"Esse stesse son tutte scuse! Non dovrebbe aver l'ardire di colmarlo con vivande ch'ella stessa non consumerà a cagion di terzi!"
"Avete ragione di lagnarVi. Si è che noi due non siamo buone per la carne ma mio padre, Vostro consorte, avrà buon cuore di consumarlo ei stesso."
Così si prepara la peggiore delle domeniche, l'ultimo giorno d'agosto.
Ma vaffanculo!