Mia dolce me, è da tanto che non ci vediamo, vero? Oggi mi rivolgo a te perché, manco a dirlo, non sto tanto bene. Sono parecchio in ansia perché vedrò Anna Valdetarra, la mia nuova potenziale insegnante di canto e non so bene come mai ci stia andando dato che il canto, ormai, l'ho preso in giro parecchie volte con tutti i miei mille ripensamenti. Ma prima di darmi per vinta, voglio vedere che cosa ne pensa lei di me, perché per troppo tempo mi sono affidata a Simona e mi serve un ulteriore parere ed un'eventuale spinta a lottare.
Sono molto giù per mia sorella e la verità è che ho pena di lei. In fondo penso che sia questo il sentimento che vuole incutere nelle persone, altrimenti non si comporterebbe così. Io mi comporto come se fossi diversa da lei, una persona "salva" e, in qualche modo, superiore. In fondo me lo fa credere così tanto che ormai ho preso anch'io a vedermi così. Quando me ne rendo conto, però, mi sento un mostro asettico, che pensa solo a sé e cerca banalmente di tracciare una netta linea di demarcazione per differenziarsi da chi non stima.
Adesso io sto così e, come avrai capito, sono molto arrabbiata con lei che mi restituisce questa immagine altera, arrogante, illusa e... Sola di me.
Ma se sto così e se mi sono svegliata col collo dolorante è perché, in realtà, non riesco a fregarmene. Sto lasciando che questa mattinata faccia sostanzialmente schifo e che il senso di colpa e di impotenza mi macchino il cuore.
Le ho mandato un video dei Placebo, "Song to say goodbye" perché non saprei come spiegare altrimenti il mio stato d'animo. Anche se sono più piccola di lei, ho l'impressione di doverla trascinare da tutte le parti, di dovermi prendere cura di lei manco fosse autistica, come l'adulto di quel video straziante. So di averle inferto un duro colpo ma sono stanca di ascoltare il suo dolore quasi che io ne fossi esente... Quasi che io non soffrissi. Avrei anch'io bisogno di essere ascoltata e scossa da qualcuno che non sia me stessa. Ma tant'è: lei, come quasi tutti, pensa che non mi manchi nulla e che sia tutto a posto. Ecco che, dunque, ho deciso di ferirla con quel video perché tutto il bene e le attenzioni che le ho dato, non sembrano aver sortito alcun risultato. Solo una momentanea gratitudine. Come se me ne facessi qualcosa, di questo sentimento... Come se il mio non fosse un ennesimo, disperato tentativo di dirle che anche lei può fare altrettanto. E invece no. Ciò che io faccio (che sia una torta di compleanno, un piatto cucinato con amore, una battuta scema per strapparle una risata) non agisce da sprone ma da "non sarò mai brava quanto lei. E' una questione di carattere ed io sono nata sfortunata". Questo è il suo fottuto pensiero ricorrente: uno sbatterle in faccia la sua inettitudine.
E allora che fare? Mi viene da dire che debba smetterla di fare cose per lei, in modo che non mi metta sempre su quel fottuto piedistallo. Mi vien da dire che prima o poi tirerà fuori le sue virtù perché nessuno lo fa al posto suo. Ma non è così, anzi... Va sempre più giù, fino ad un fondo non quantificabile. E tutti noi, intorno a lei, ci sentiamo schifosamente inutili e senza speranze.
Cara me, io non so più che fare. Non so cosa inventarmi per darle uno scossone.
Sinceramente credo che per ora la lascerò nel suo brodo ed io resterò nel mio, a leccarmi da sola le ferite che m'infligge quotidianamente. Non ho le forze, in questo momento, per sostenere il mio carnefice.