Quell'insopportabile arrendevolezza di chi non sa resistere alla bellezza, allora preferisce non vedere, allontanarsi, rinchiudersi in un silenzio obbligato, meditando un attaccamento al proprio orgoglio, riflettendo sulle cose fatte e dette. Cose che appunto, di fronte alla bellezza estetica, si tendono a dimenticare.
Sapevo di fargli quell'effetto. Sapevo che mi stava alla larga per non cedere, tutto rannicchiato nel suo dolore e nella ferma convinzione di dovermela far pagare.
Poi sarebbe tornato. Sarebbe tornato a ripetere che senza di me non ce la poteva fare, che gli mancavo e che ero bella. Ed io, incredula, capitolando ai suoi piedi affusolati, virtualmente cingendogli le ginocchia con le braccia. Impotente di fronte al suo corpo, implorante d'un altro bacio, d'un altro sguardo ombroso. Ché troppa era la sua grazia da Nettuno ed io non potevo che perdermi in quelle acque, il suo elemento nativo.
Io e lui che identici ci amavamo da lontano ma disperati non potevamo perdonarci. Troppo male, troppe ripetizioni, troppe offese. Nemmeno l'attrazione fisica, nemmeno quella poteva salvarci.
Non stavolta.
31 ottobre 2011
30 ottobre 2011
Seeking... for what?
Nebbia fuori, nebbia dentro.
L'ho sempre amata, la nebbia.
Da bambina adoravo passeggiare e annusarla perché sapeva rendere le ragnatele meravigliosi gioielli.
Oggi, invece, la odio. Ho capito d'essere diventata adulta proprio dopo aver appreso questo.
Con la nebbia non si può andare in giro con la macchina e ad una persona grande sembra una tragedia.
Oggi la nebbia, purtroppo, è dentro di me e non dipende dal fatto che mi sento poco lucida... Dipende dalle altrui cataratte.
Intravedo lo spiraglio dell'incomunicabilità che si crea quando due persone restano ferme nelle proprie posizioni. Normalmente mi lascio convincere ma stavolta no. Stavolta ho deciso che ho ragione e che sarò stupida agli occhi di qualcuno.
Bene, buona cazzo di domenica.
L'ho sempre amata, la nebbia.
Da bambina adoravo passeggiare e annusarla perché sapeva rendere le ragnatele meravigliosi gioielli.
Oggi, invece, la odio. Ho capito d'essere diventata adulta proprio dopo aver appreso questo.
Con la nebbia non si può andare in giro con la macchina e ad una persona grande sembra una tragedia.
Oggi la nebbia, purtroppo, è dentro di me e non dipende dal fatto che mi sento poco lucida... Dipende dalle altrui cataratte.
Intravedo lo spiraglio dell'incomunicabilità che si crea quando due persone restano ferme nelle proprie posizioni. Normalmente mi lascio convincere ma stavolta no. Stavolta ho deciso che ho ragione e che sarò stupida agli occhi di qualcuno.
Bene, buona cazzo di domenica.
23 ottobre 2011
La tenerezza che sei
Non ti ho chiesto di prenderti cura di me, di cucinare manicaretti, di grattuggiarmi il formaggio sulla pasta, di aiutarmi a scegliere il cellulare, di fare la spesa con me, di ripararmi le gambe dal freddo col tuo braccio quando siamo in moto, di accarezzare la mia gelida manina quando sono aggrappata a te, di darmi i bacini quando voglio darteli io nel bel mezzo della notte...
Non te l'ho chiesto eppure Tu lo hai fatto.
Non te l'ho chiesto eppure Tu lo hai fatto.
21 ottobre 2011
Una poesia anche per Te
Casa di carne e ossa.
Rosso calore dischiuso tra gli arti.
Rami le gambe e le braccia.
Croci le linee delle tue mani.
Pane il sapore dei baci.
Cime tempestose gli slanci.
Lacci virtuali al cuore.
Ore mai lunghe e mai scarne.
Ardo di eterno divenire.
Con Te.
Rosso calore dischiuso tra gli arti.
Rami le gambe e le braccia.
Croci le linee delle tue mani.
Pane il sapore dei baci.
Cime tempestose gli slanci.
Lacci virtuali al cuore.
Ore mai lunghe e mai scarne.
Ardo di eterno divenire.
Con Te.
Death
E mentre tutti gioiscono per la morte di Gheddafi, io penso sinceramente che non ci sia nulla per cui gioire. Nessuna morte è bella, men che meno una morte così...
R.I.P.
R.I.P.
18 ottobre 2011
Frederic Chopin and George Sand
Afterdeath, Mme Dupin persecuted by Chopin's phantom...
What a whisper, what a violent feeling of completeness.
His hands creeping on my pale body.
Afterdeath.
Creare
Mi sono accorta che lo squallore e l'assenza di qualità mi stanno impoverendo ogni giorno di più.
Ho passato una vita a chiedermi come si producessero le cose più belle e ho stimato quelle persone che dal nulla le hanno create.
Il problema è che le cose non s'imparano più perché le abbiamo tutte a portata di mano e non abbiamo un motivo per ingegnarci ad inventarle o a produrle con le nostre mani.
Chi è che ha capito che le chiare d'uovo si potevano montare e aggiungere all'impasto?
Perché i profumi si fanno così? Come si producono le pomate?
Come diavolo fa un cd a contenere la musica?
Io sono stanca che tutto sia disponibile e che ormai non esista la soddisfazione di creare.
Ma io Donna posso mettere al mondo un bambino... Qualcosa posso fare.
Posso imparare a lavorare a maglia, posso cucinare cose deliziose ecc...
Si capisce che sono triste?
Si capisce che ho l'impressione di vivere in un mondo usa e getta?
Oggi ho comprato una borsa a 19,90 euro. E' carina ma fa schifo. Me la sarei dovuta costruire da sola così non si sarebbe rotta fra tre/sei mesi al massimo...
E poi ho comprato delle collant bellissime all'Ex Zoccolaio. A Duomo, sin da quando ero bimba, nei sotterranei della metro, ci stava questo negozio e la mamma non mi ci ha mai portato (chissà perché...). Oggi mi è venuta voglia di trasgredire dato che ero da sola e ho deciso di entrare nel negozio e ho trovato, mio malgrado, uno Zoccolaio un po' diverso... Si chiamava Cherry Sun o qualcosa del genere ed era gestito dai cinesi.
Non potete capire quanto ci sono rimasta male... Un altro pezzo di vita che se ne andava via... Un altro pezzo d'Italia smarrito per sempre tra i meandri di questa città cosmopolita.
Il "carattere" del negozio era in qualche modo rimasto lo stesso ma l'odore era di Cina. Commesse gentili che tra loro parlano la propria lingua e tu ti chiedi se puoi fidarti. La signora mi mostra dei collant molto belli ma le chiedo quale sia la misura... Mi dice "tallia unica". Le rispondo che non può essere così perché siamo tutti diversi e lei abbassa lo sguardo e dice che vanno bene per me e le misura sulla mia gamba, da vestita.
E' persuasiva la signora, le compro!
Niente scontrino. Sto per chiederglielo ma è troppo tardi... Io non credo più in niente.
Ho passato una vita a chiedermi come si producessero le cose più belle e ho stimato quelle persone che dal nulla le hanno create.
Il problema è che le cose non s'imparano più perché le abbiamo tutte a portata di mano e non abbiamo un motivo per ingegnarci ad inventarle o a produrle con le nostre mani.
Chi è che ha capito che le chiare d'uovo si potevano montare e aggiungere all'impasto?
Perché i profumi si fanno così? Come si producono le pomate?
Come diavolo fa un cd a contenere la musica?
Io sono stanca che tutto sia disponibile e che ormai non esista la soddisfazione di creare.
Ma io Donna posso mettere al mondo un bambino... Qualcosa posso fare.
Posso imparare a lavorare a maglia, posso cucinare cose deliziose ecc...
Si capisce che sono triste?
Si capisce che ho l'impressione di vivere in un mondo usa e getta?
Oggi ho comprato una borsa a 19,90 euro. E' carina ma fa schifo. Me la sarei dovuta costruire da sola così non si sarebbe rotta fra tre/sei mesi al massimo...
E poi ho comprato delle collant bellissime all'Ex Zoccolaio. A Duomo, sin da quando ero bimba, nei sotterranei della metro, ci stava questo negozio e la mamma non mi ci ha mai portato (chissà perché...). Oggi mi è venuta voglia di trasgredire dato che ero da sola e ho deciso di entrare nel negozio e ho trovato, mio malgrado, uno Zoccolaio un po' diverso... Si chiamava Cherry Sun o qualcosa del genere ed era gestito dai cinesi.
Non potete capire quanto ci sono rimasta male... Un altro pezzo di vita che se ne andava via... Un altro pezzo d'Italia smarrito per sempre tra i meandri di questa città cosmopolita.
Il "carattere" del negozio era in qualche modo rimasto lo stesso ma l'odore era di Cina. Commesse gentili che tra loro parlano la propria lingua e tu ti chiedi se puoi fidarti. La signora mi mostra dei collant molto belli ma le chiedo quale sia la misura... Mi dice "tallia unica". Le rispondo che non può essere così perché siamo tutti diversi e lei abbassa lo sguardo e dice che vanno bene per me e le misura sulla mia gamba, da vestita.
E' persuasiva la signora, le compro!
Niente scontrino. Sto per chiederglielo ma è troppo tardi... Io non credo più in niente.
14 ottobre 2011
Sogni
Una volta mi hanno detto che Pasolini sognava per immagini e cercava di realizzare i film su di queste.
Spesso non avevano un filo logico o una consequenzialità però erano delle immagini davvero forti e particolari.
Questa cosa mi ha sempre reso contenta perché io sogno alla stessa maniera e quindi m'illudo di essere speciale mentre, in altri momenti, mi rattristo all'idea di non poter interpretare nulla.
Stamattina, ad esempio, la sveglia mi ha portato via da un'atmosfera meravigliosa e mi sono chiesta come si sarebbe evoluto tutto quanto se non fossi stata costretta a ridestarmi. Poi ho pensato che anche in condizioni migliori (vale a dire quando posso dormire) mi sveglio senza ricordare nulla. Credo, magari ingenuamente, che i miei sogni qualche volta si completino ma che poi la censura del cervello li rielabori e poi cancelli.
Anche se al mattino normalmente non ricordo nulla, penso che il buono o il cattivo umore dipenda dal completamento di un sogno o di un incubo a seconda.
I frammenti che mi restano sono quelli dei sogni mattutini e se riesco a trattenerli nella realtà è solo perché qualcuno o qualcosa mi ha svegliato bruscamente. Penso a stamattina...
12 ottobre 2011
Reponds à ma tendresse...
Non posso dire che Lei sia bella, che risponda ai canoni estetici contemporanei...
Eppure, sento che potrei immolare la mia vita a Lei.
Sento che muoio di bellezza e sprofondo dentro i suoi sensi.
Sento di amarLa e basta.
11 ottobre 2011
Cry on
e a me anna piace perché è scorretta, scanzonata, ipersensibile, buona, porca, impulsiva, orgogliosa, tenerissima, intelligente, curiosa, viva, divertente, bambina, educatissima, logorroica e ribelle.
mi piace perché scrive a flusso libero e perché le ore con lei passano rapidamente. è una montagna russa vivente. è un pozzo di conoscenza al quale non si finisce mai di attingere.
però piango quelle volte che la gente superficiale la etichetta per quel che non è.
sì, piango perché penso a quant'è triste la vita di chi non si è fatto un giro di giostra con Lei almeno una volta e non sa cosa cavolo si è perso...
ma lei se li lascia scivolar di dosso perché quelli sono solo esseri invisibili. li vedo io per lei e non mi entra niente in tasca.
anna mi fa sempre commuovere e quando la leggo sto bene e penso che ovunque andrà io la porterò nel cuore, anche se sono solo una collega di lavoro...
anna è Bella ed io so di vedere :)
mi piace perché scrive a flusso libero e perché le ore con lei passano rapidamente. è una montagna russa vivente. è un pozzo di conoscenza al quale non si finisce mai di attingere.
però piango quelle volte che la gente superficiale la etichetta per quel che non è.
sì, piango perché penso a quant'è triste la vita di chi non si è fatto un giro di giostra con Lei almeno una volta e non sa cosa cavolo si è perso...
ma lei se li lascia scivolar di dosso perché quelli sono solo esseri invisibili. li vedo io per lei e non mi entra niente in tasca.
anna mi fa sempre commuovere e quando la leggo sto bene e penso che ovunque andrà io la porterò nel cuore, anche se sono solo una collega di lavoro...
anna è Bella ed io so di vedere :)
10 ottobre 2011
Rosa antico
Oggi ho sognato che m'introducevo nella casa di Lisa che non so come mai era diventata un ridicolo appartamento pieno di mobili Luigi XV che io e lei abbiamo sempre detestato.
Era piena di piante e di moquette strana. C'erano poi delle grate bianche ai balconi e gli spazi erano molto ampi.
Io mi guardavo attorno e dentro la sua stanza trovavo foto di noi, oggetti condivisi. Nel suo diario c'erano miei scatti mai visti. Io piangevo dalla gioia e speravo in una ricongiunzione.
Poi sentivo la serratura della porta fare un rumore metallico ed io correvo su quel balcone angusto per nascondermi alla bene peggio.
Entrava moltissima gente vestita in maniera ridicola. Mi sembrava di essere stata catapultata in un'altra dimensione temporale, eppure lei era vestita in abiti moderni, come sempre...
Allora io la spiavo da quelle grate bianche e nascondevo il capo tra i vasi delle piante.
Lei non mi vedeva. Sembrava accedere al bagno insieme a tutti gli altri inservienti e allora io sgattaiolavo fuori approfittando dell'indisposizione altrui e salivo al piano superiore.
Beh, sapete cosa accadeva lassù? Si girava il Gattopardo e la musica era una delle mie preferite di Shostakovich. Vedevo Claudia Cardinale e tutto il resto del cast e rimanevo basita.
Poi, improvvisamente, mi sono svegliata.
Oggi sono andata su FB e ho cercato Lisa. Ho visto una foto che la ritrae nella sua nuova casa. Sapete perché lo sfondo del mio blog è di questo colore? Perché io sogno una camera da letto così.
Dico soltanto che la stanza in cui stava Lisa era esattamente di questo colore.
E poi non ditemi che la vita mia non è magica perché vi mando cordialmente a quel paese.
Era piena di piante e di moquette strana. C'erano poi delle grate bianche ai balconi e gli spazi erano molto ampi.
Io mi guardavo attorno e dentro la sua stanza trovavo foto di noi, oggetti condivisi. Nel suo diario c'erano miei scatti mai visti. Io piangevo dalla gioia e speravo in una ricongiunzione.
Poi sentivo la serratura della porta fare un rumore metallico ed io correvo su quel balcone angusto per nascondermi alla bene peggio.
Entrava moltissima gente vestita in maniera ridicola. Mi sembrava di essere stata catapultata in un'altra dimensione temporale, eppure lei era vestita in abiti moderni, come sempre...
Allora io la spiavo da quelle grate bianche e nascondevo il capo tra i vasi delle piante.
Lei non mi vedeva. Sembrava accedere al bagno insieme a tutti gli altri inservienti e allora io sgattaiolavo fuori approfittando dell'indisposizione altrui e salivo al piano superiore.
Beh, sapete cosa accadeva lassù? Si girava il Gattopardo e la musica era una delle mie preferite di Shostakovich. Vedevo Claudia Cardinale e tutto il resto del cast e rimanevo basita.
Poi, improvvisamente, mi sono svegliata.
Oggi sono andata su FB e ho cercato Lisa. Ho visto una foto che la ritrae nella sua nuova casa. Sapete perché lo sfondo del mio blog è di questo colore? Perché io sogno una camera da letto così.
Dico soltanto che la stanza in cui stava Lisa era esattamente di questo colore.
E poi non ditemi che la vita mia non è magica perché vi mando cordialmente a quel paese.
7 ottobre 2011
6 ottobre 2011
Il Giardino segreto
Ricordo la casa panna accanto la mia. Il giardino curato, il verde abete alto sui balconi.
Ricordo la signora bionda, tanto gentile quanto sola, che abitava al primo piano.
Ricordo il bambino girovago e la sua famiglia albanese e i loro sacrifici per stare bene.
E io dal balcone, coi miei sei anni per gamba, che urlavo "Ciao bambino girovago!"
e subito dopo rientravo in camera come una testuggine ritrae la testa nel guscio
e lo spiavo non vista perché mi piaceva che se ne andasse in giro in bici, come me.
Ora quella casa è caduta in rovina. E' disabitata da due anni e non ho ancora capito perché.
Penso che qualcuno ci torni, altrimenti non mi spiegherei lo spostamento delle persiane verdi.
La cosa che mi piace di più è che la natura, in pochissimo tempo, abbia preso un possesso incontrastato.
Il cemento del terreno non esiste più e ho come l'impressione che prima o poi il verde inghiottirà anche lo stabile stesso.
I fiori crescono spontanei insieme alle sterpaglie e presuntuosi mi accarezzano il viso quando cammino sul marciapiede. Mi chiedo spesso quante specie animali si stiano generando laggiù e desidero ardentemente
accedervi.
Ho sempre amato moltissimo un film: "Il giardino segreto" perché l'epoca vittoriana inglese mi evoca delle emozioni fortissime, inspiegabili... Pur detestando il colonialismo con tutta l'eredità triste che ci ha lasciato, c'è qualcosa di affascinante in quei viaggi, in quegli scambi culturali con l'India, nel lento mischiarsi dei popoli. Ricordo solo che la protagonista del film era nata proprio in India e che poi veniva strappata a quella realtà per essere catapultata nella brughiera inglese. I sentimenti di malinconia che lei si portava dentro sono gli stessi che vivo io oggi e che animano il mio desiderio di entrare in quel giardino che ora sembra aver assunto sembianze quasi tropicali. I cachi in primavera cadono giù e macchiano il nostro cortile d'arancione. Mio padre talvolta li raccoglie. I fiori sono rosa, bianchi e gialli e gli insetti regnano indisturbati.
Credo che in quel luogo speciale si sia creato un varco spazio-temporale, una specie di Stargate ed è per questo che forse, un giorno, mi arrampicherò sul cancello verde e nessuno mi troverà più...
Ricordo la signora bionda, tanto gentile quanto sola, che abitava al primo piano.
Ricordo il bambino girovago e la sua famiglia albanese e i loro sacrifici per stare bene.
E io dal balcone, coi miei sei anni per gamba, che urlavo "Ciao bambino girovago!"
e subito dopo rientravo in camera come una testuggine ritrae la testa nel guscio
e lo spiavo non vista perché mi piaceva che se ne andasse in giro in bici, come me.
Ora quella casa è caduta in rovina. E' disabitata da due anni e non ho ancora capito perché.
Penso che qualcuno ci torni, altrimenti non mi spiegherei lo spostamento delle persiane verdi.
La cosa che mi piace di più è che la natura, in pochissimo tempo, abbia preso un possesso incontrastato.
Il cemento del terreno non esiste più e ho come l'impressione che prima o poi il verde inghiottirà anche lo stabile stesso.
I fiori crescono spontanei insieme alle sterpaglie e presuntuosi mi accarezzano il viso quando cammino sul marciapiede. Mi chiedo spesso quante specie animali si stiano generando laggiù e desidero ardentemente
accedervi.
Ho sempre amato moltissimo un film: "Il giardino segreto" perché l'epoca vittoriana inglese mi evoca delle emozioni fortissime, inspiegabili... Pur detestando il colonialismo con tutta l'eredità triste che ci ha lasciato, c'è qualcosa di affascinante in quei viaggi, in quegli scambi culturali con l'India, nel lento mischiarsi dei popoli. Ricordo solo che la protagonista del film era nata proprio in India e che poi veniva strappata a quella realtà per essere catapultata nella brughiera inglese. I sentimenti di malinconia che lei si portava dentro sono gli stessi che vivo io oggi e che animano il mio desiderio di entrare in quel giardino che ora sembra aver assunto sembianze quasi tropicali. I cachi in primavera cadono giù e macchiano il nostro cortile d'arancione. Mio padre talvolta li raccoglie. I fiori sono rosa, bianchi e gialli e gli insetti regnano indisturbati.
Credo che in quel luogo speciale si sia creato un varco spazio-temporale, una specie di Stargate ed è per questo che forse, un giorno, mi arrampicherò sul cancello verde e nessuno mi troverà più...
5 ottobre 2011
Caterpillar a chiodi
Fatico sinceramente a trattenere le lacrime.
Forse pretendo troppo. Pretendo che mi si legga nel pensiero o, semplicemente, che qualcuno mi capisca al volo guardandomi in faccia... E io che credevo d'essere espressiva!
Fatto sta che così non è. Mi devo abituare a parlare chiaro perché non tutti hanno quel tipo di sensibilità.
Io so soltanto che non ho fatto niente eppure mi ritrovo a dover pagare...
Mi viene voglia di mandare tutti a quel paese e sono stanca che tutto debba essere così complicato.
Mi pare di essere accorta in un modo in cui nessuno lo è più.
Passo il 50% del tempo a riflettere su come potrei presentare una questione spinosa senza ferire il destinatario ma non sono in grado di farlo perché comunque preferisco la chiarezza all'ipocrisia che si cela dietro un atteggiamento cortese... La risultante è che sembro una che sta puntando il dito e basta.
Ecco.
Se la gente si mettesse nei panni altrui, a quest'ora non ci sarebbero tutti questi problemi.
Invece ognuno resta chiuso nel proprio orgoglio ferito e si arrabbia con chi non c'entra nulla.
Io sono quella che non c'entra nulla. Lasciatemi sola e non fatemi domande. Non chiedetemi di essere comprensiva e pensateci due volte a quel che fate. Io ormai sono così controllata che la spontaneità sta diventando un termine vuoto di significato.
Grazie per essere dei caterpillarr.
Forse pretendo troppo. Pretendo che mi si legga nel pensiero o, semplicemente, che qualcuno mi capisca al volo guardandomi in faccia... E io che credevo d'essere espressiva!
Fatto sta che così non è. Mi devo abituare a parlare chiaro perché non tutti hanno quel tipo di sensibilità.
Io so soltanto che non ho fatto niente eppure mi ritrovo a dover pagare...
Mi viene voglia di mandare tutti a quel paese e sono stanca che tutto debba essere così complicato.
Mi pare di essere accorta in un modo in cui nessuno lo è più.
Passo il 50% del tempo a riflettere su come potrei presentare una questione spinosa senza ferire il destinatario ma non sono in grado di farlo perché comunque preferisco la chiarezza all'ipocrisia che si cela dietro un atteggiamento cortese... La risultante è che sembro una che sta puntando il dito e basta.
Ecco.
Se la gente si mettesse nei panni altrui, a quest'ora non ci sarebbero tutti questi problemi.
Invece ognuno resta chiuso nel proprio orgoglio ferito e si arrabbia con chi non c'entra nulla.
Io sono quella che non c'entra nulla. Lasciatemi sola e non fatemi domande. Non chiedetemi di essere comprensiva e pensateci due volte a quel che fate. Io ormai sono così controllata che la spontaneità sta diventando un termine vuoto di significato.
Grazie per essere dei caterpillarr.
Melassa time
Purtroppo stamattina, con mio immenso rammarico, mi sono svegliata con "Solo ieri c'era lei" di Eros Ramazzotti in testa. In realtà non so se sia questo il titolo effettivo però scordatevi che lo vada a cercare su google... Preferisco sguazzare nell'ignoranza quando la materia è ramazzottiana...
Volevo solo condividere questa cosa con voi perché vi voglio empatici.
Firmato, la stronza.
Volevo solo condividere questa cosa con voi perché vi voglio empatici.
Firmato, la stronza.
4 ottobre 2011
Termini di paragone da non paragonare
Ho una responsabile a lavoro che sembra questa attrice in versione brutta:
E badate che per me Tilda Swinton non è affatto bella... Semmai, affascinante.
Comunque ogni giorno mi viene l'ansia se penso che lavorare qui potrebbe farmi somigliare a lei caratterialmente. Questa donna ha il pessimo vizio di farti sentire una merda o una nullità a seconda. Non le ho mai sentito fare un complimento. Il suo miglior passatempo è prendere qualcuno sottotiro per poter esercitare una qualche forma di superiorità che secondo me, interiormente, non possiede.
Un tempo le persone così riuscivano ad incutermi un timore reverenziale e così finivo per farmi sottomettere psicologicamente come se nulla fosse. Fino a quando mi sono stufata e mi sono detta che non sarei morta se avessi trovato il coraggio di rispondere.
L'unica cosa a cui non c'è rimedio è la morte, per l'appunto, tutto il resto può solo farti perdere la faccia o per l'appunto renderti superiore a simili faziosità.
Oggi la cara Swinton nostrana mi ha dato delle direttive ben precise a cui io ho adempito professionalmente e prima di andare in pausa le ho chiesto se al ritorno dovessi ancora svolgere il medesimo compito. La sua risposta è stata affermativa "Resta sempre in evasione se ci sono i ticket, altrimenti available".
Torno e non ci sono ticket quindi mi metto a gestire le normali assistenze e nel bel mezzo di una lei mi disturba come sempre in maniera prepotente e dice "Non eri mica in evasione fissa?" ed io, prontamente, rispondo che al mio ritorno non c'erano ticket. Lei, da par suo, controbatte: "Sì, peccato che ora ce ne sono dieci..." Naturalmente non gliela dò a bere e quindi, con tutta la serenità del mondo, le rispondo che prima non ce n'erano e che mi sembrava sciocco lasciare la gente in coda aspettando che arrivassero nuovi ticket...
Si è dileguata con la codina fra le gambe.
Oramai queste per me sono diventate le soddisfazioni della vita e mi pare immensamente triste tutto ciò.
Non avrei mai voluto conoscere quest'insofferenza mal celata, non avrei mai voluto perdere quell'intima innocenza che ho sempre avuto... In virtù di cosa poi? La mia mente studia risposte ad effetto e perde energie solo per poter stare al passo con queste menti spicce da bulletti di strada...
Quel che mi pesa è l'eredità mentale. Il fatto di portarmi queste cose a casa, nella testa, negli atteggiamenti privati. Quella polemica impertinente a cui ormai la mia bocca si è abituata.
Le persone come lei dovrebbero essere processate perché riescono a inibire una persona, a farla regredire oppure a renderla simile a lei. Forse è per questo che lo fa... Per avere sue copie attorno.
Allora io mi vendico con la gentilezza e in cuor mio spero di averne a sufficienza per chi si merita quella vera, quella non di circostanza. Per chi, in ultima analisi, mi deve sopportare fuori da quell'ufficio tutto illuminato ma pieno di persone spaventosamente buie...
Ecco, vorrei armonia e farfalle. Nello stomaco e fuori.
E badate che per me Tilda Swinton non è affatto bella... Semmai, affascinante.
Comunque ogni giorno mi viene l'ansia se penso che lavorare qui potrebbe farmi somigliare a lei caratterialmente. Questa donna ha il pessimo vizio di farti sentire una merda o una nullità a seconda. Non le ho mai sentito fare un complimento. Il suo miglior passatempo è prendere qualcuno sottotiro per poter esercitare una qualche forma di superiorità che secondo me, interiormente, non possiede.
Un tempo le persone così riuscivano ad incutermi un timore reverenziale e così finivo per farmi sottomettere psicologicamente come se nulla fosse. Fino a quando mi sono stufata e mi sono detta che non sarei morta se avessi trovato il coraggio di rispondere.
L'unica cosa a cui non c'è rimedio è la morte, per l'appunto, tutto il resto può solo farti perdere la faccia o per l'appunto renderti superiore a simili faziosità.
Oggi la cara Swinton nostrana mi ha dato delle direttive ben precise a cui io ho adempito professionalmente e prima di andare in pausa le ho chiesto se al ritorno dovessi ancora svolgere il medesimo compito. La sua risposta è stata affermativa "Resta sempre in evasione se ci sono i ticket, altrimenti available".
Torno e non ci sono ticket quindi mi metto a gestire le normali assistenze e nel bel mezzo di una lei mi disturba come sempre in maniera prepotente e dice "Non eri mica in evasione fissa?" ed io, prontamente, rispondo che al mio ritorno non c'erano ticket. Lei, da par suo, controbatte: "Sì, peccato che ora ce ne sono dieci..." Naturalmente non gliela dò a bere e quindi, con tutta la serenità del mondo, le rispondo che prima non ce n'erano e che mi sembrava sciocco lasciare la gente in coda aspettando che arrivassero nuovi ticket...
Si è dileguata con la codina fra le gambe.
Oramai queste per me sono diventate le soddisfazioni della vita e mi pare immensamente triste tutto ciò.
Non avrei mai voluto conoscere quest'insofferenza mal celata, non avrei mai voluto perdere quell'intima innocenza che ho sempre avuto... In virtù di cosa poi? La mia mente studia risposte ad effetto e perde energie solo per poter stare al passo con queste menti spicce da bulletti di strada...
Quel che mi pesa è l'eredità mentale. Il fatto di portarmi queste cose a casa, nella testa, negli atteggiamenti privati. Quella polemica impertinente a cui ormai la mia bocca si è abituata.
Le persone come lei dovrebbero essere processate perché riescono a inibire una persona, a farla regredire oppure a renderla simile a lei. Forse è per questo che lo fa... Per avere sue copie attorno.
Allora io mi vendico con la gentilezza e in cuor mio spero di averne a sufficienza per chi si merita quella vera, quella non di circostanza. Per chi, in ultima analisi, mi deve sopportare fuori da quell'ufficio tutto illuminato ma pieno di persone spaventosamente buie...
Ecco, vorrei armonia e farfalle. Nello stomaco e fuori.
3 ottobre 2011
Infinite parentele
"Centrale buongiorno, come posso aiutarla?"
"Sono Edis, marito di Annette Nadin Mombasa..."
"Sì, le si è fermata la macchina?"
"... Arriette Aswami..."
"Ok, ha bisogno di un carro attrezzi?"
"Esatto"
[...]
"Mi raccomando, visto che la localizzazione non è precisa, tenga il cellulare libero!"
"Sì, sì, sì, sì, sì ma io voglio numero del carro attressi"
"Non posso darglielo, sarà lui a chiamarla a breve. Tenga il cellulare libero, glielo ripeto: 328000000"
"Sì, ok, aspetto"
Passo i dati abbozzati sulla localizzazione ma non sono sufficienti e quindi tengo in attesa il carrista e chiamo Edis marito di ecc.
"Segreteria telefonica. Risponde il numero: 328000000. Si prega di lasciare un messaggio dopo il bip. "BIP". Siamo spiacenti, la memoria dell'utente è esaurita e quindi non è possibile registrare alcun messaggio"
...
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