26 aprile 2011

Bellezza

Ho capito come mai odio i complimenti sulla bellezza esteriore.
Dopo anni di autoanalisi, sono finalmente giunta alla conclusione che non li sopporto perché per me non c'è nulla di glorificante nel fatto di avere dei begli occhi o una bella bocca. Insomma, è una pura casualità essere esteticamente gradevoli e di certo non si può considerare una dote il fatto di esserlo o meno.

Quando qualcuno mi dice "Come sei bella!" (quasi con lo scopo di congratularsi) io mi metto a ridere e provo disagio. Della serie... Di che cavolo ti stai congratulando? Semmai congratulati con i miei genitori. Io non c'entro niente. Sono frutto del caso e senz'altro non mi sono impegnata. Non ho speso anni di studio per acquisire questa capacità! 

Il punto della situazione è che non posso avere determinate reazioni con chi è così gentile da usarmi un complimento. Dovrei saperlo accettare e ringraziare debitamente. E' solo che mi sento male e non so assolutamente cosa rispondere. D'altra parte non posso ricambiare, o almeno non posso farlo sempre!!
Che faccio se mi trovo di fronte ad un emerito cesso?
Ecco, ci siamo capiti.

E' che non sono abituata ad essere considerata bella. Non ci faccio molto caso. Mi vesto e mi trucco a seconda dell'umore del momento.  Rispetto solo quel che sento e poi mi butto nel mondo.

Forse alla gente piace questo: la Libertà di essere ciò che si è.





24 aprile 2011

Netto

E' il tempo del lutto.
Il lutto è quando qualcuno muore per te e rimane solo il suo corpo.
L'altra tipologia (quella "classica") è quasi più accettabile. Ci si mette una pietra sopra e prima o poi si guarisce.
Nell'altro caso, invece, la porticina del cuore rimane aperta per un tempo indeterminabile.

Oggi mi sono tagliata la frangetta quando i capelli erano già asciutti. Mi sono accorta di quanto fosse lunga e ho pensato che volevo vederci ancora e che non avevo alcuna intenzione di somigliare alla Mosetti ai tempi di "Non è la Rai".

Ora sembro più paffuta, pazza e (apparentemente) più sicura di me. I tagli netti lasciano sempre questa impressione.


Già... Eheh!


Va beh. Lasciamo stare che è meglio.

23 aprile 2011

Specchi

Almeno, stanotte, mi è stata offerta la grazia di prendere sonno.
Dalle 23 alle 6.38 ho dormito profondamente e senza interruzioni. Poi ho fatto gira e rigira nel letto fino alle 8.21, quando ho finalmente deciso di alzarmi e di affrontare la mia figura allo specchio.
Ho visto un mostro claudicante, ingobbito dal peso della colpa e i suoi occhi mi hanno fatto spavento perché non avevano espressione ed erano fermi e vacui.
Ho pensato di distruggere tutti gli specchi della casa ma tanto so che lo specchio più grande è indistruttibile. Giace nella mia anima, se ne ho ancora una...

Ho deciso, allora, di far luce e di alzare ogni tapparella. Il sole oggi non c'è. Ironia della sorte vuole che la tapparella della sala si sia rotta. La luce artificiale mi fa quasi senso ma non posso sopportare ulteriore buio.

Devo cucinare una torta di ricotta per la Pasqua. Devo fare gli auguri a Qualcuno ma non posso perché la mia maschera si è rotta.
Non ho mantenuto alcun fioretto. Ho solo ulteriormente peccato. Signore perdonami perché ho peccato!
A me non serve il  suo perdono... Mi serve il Suo.

La Katana è lì che mi guarda di sottecchi. Seppuku.


22 aprile 2011

Seule

Sola nella mia casa. Sola. Per la prima volta non sopporto questa condizione. Ho paura di me, del rumore che ho dentro e che potrebbe spezzare il silenzio intorno.
E allora accendo la tv e il computer e accendo anche le luci perché fuori il sole sta tacendo.

Me ne resto qui, a mangiar macedonia di sole fragole e a pensare che le lenticchie mi ammazzeranno ancora una volta l'intestino.

Ora devo trovare la forza di dire addio a tutti quanti, perché c'è una me stessa che vuole essere ascoltata ma è stanca dei candidati esterni...


20 aprile 2011

La maschera di cera

La maschera di cera si è sciolta.
Ha lasciato dietro a sé nient'altro che un buco nero.
Quel buco nero sono io. Senza cuore nel petto perché ce l'ho in mano.
Sento il muscolo pulsare ma se non lo proteggo dalle intemperie, morirà tra le mie mani.
Non è quello il suo luogo.
E' già morto o forse non c'è mai stato.
E allora cosa sono queste emozioni laceranti che mi straziano in un pianto silenzioso e sommesso?
Cos'è questa voragine che non lascia niente dietro a sé a parte l'odio?

Io non so chi sono. Ho tanta confusione. Ma se ho tanto dolore dentro è perché ho troppo amato.
Il dolore esce fuori quando l'amore muore.



14 aprile 2011

L'uomo del mattino

L'uomo del mattino avrà circa 65 anni. I suoi capelli sono di media lunghezza e folti, con delle meches biondo scuro mischiate ad altre grigie. Ha il tipico capello alla Pantene, insomma.
Veste in maniera inappuntabile e so che gli abbinamenti cromatici se li studia da solo. Non è sposato perché ha l'atteggiamento dell'eterno predatore. Sarà dell'acquario o giù di lì. I suoi occhi sono assolutamente olandesi e immagino che il suo cognome inizi per "Van der" ecc. Però potrebbe anche essere americano. Davvero non so identificare a quale nazionalità appartenga quel taglio d'occhi... Sono occhi piccoli, a striscia, scuri e penetranti. Eppure li odio. Sono vuoti come lui. Sono occhi volgari che non comunicano assolutamente nulla a parte un desiderio di promiscuità.
Io lo incontro alla metro di * ogni volta che faccio il turno dalle 7.30 alle 13.30. Grazie al cielo è molto raro che io faccia quel turno, così non devo sopportare la sua arroganza da americano medio...
Non ha mai avuto un gesto vagamente carino. Non ha mai ceduto il posto a qualcuno. Detesto quegli uomini che si atteggiano ad eterni ragazzini però poi, a convenienza, fanno i vecchietti. Una volta mi è letteralmente saettato davanti per prendere il posto che si era appena liberato. 
E' da quel giorno che mi sta antipatico però, paradossalmente, gli sono sempre stata grata per la sua indifferenza. Ci sono tanti uomini, sulla metro, che mi guardando come se fossi l'apparizione della Madonna ed è una cosa che mi fa saltare i nervi!! 
Lui, almeno, si è sempre fatto i cavoli suoi.
Ma non ci ha messo molto a smentirsi. Caso vuole che lui scenda proprio alla mia fermata e quindi dobbiamo farci tutto il viaggio insieme. Io sto sulle mie e ascolto musica, lui si passa la mano sui capelli e guarda gli altri fingendo di non farlo.
Da qualche giorno a questa parte mi sorride sornione solo perché gli sto diventando familiare e  so che vorrebbe attaccare bottone dicendo "Salve, ormai c'incontriamo spesso... Cosa fa lei?"

Non ho mai capito come mai ho la presunzione di sapere cosa passi nella testa degli altri però, per me, il 50% degli uomini è di una prevedibilità raccapricciante. Sono troppe le volte in cui qualcuno ha agito come pensavo. 
Questo non fa che inacidirmi e così, quando un uomo mi guarda in un certo modo, io  mi limito a voltare il capo o ad alzare gli occhi al cielo in segno di fastidio. Posso soltanto immaginare quanto la mia espressione possa risultare odiosa ma non riesco a controllarla. In quei momenti c'è sempre una domanda che mi balena per la testa: "Credi che stia facendo la stronza per sedurti?" 
Non ho risposta.

C'è solo un'agitazione crescente.

Ieri l'uomo del mattino mi ha guardato intensamente, io ho alzato gli occhi al cielo e lui ci è rimasto male. Si è avvicinato alle porte della metro per prepararsi a scendere. Sapeva benissimo che ero dietro di lui. Ha pestato i piedi sul pavimento nero e ha strizzato le natiche in una maniera irritante. Ho pensato che fosse un animale da palestra e da solarium.
La cosa mi ha urtato parecchio. Sono salita sulla scala mobile e ho camminato lentissima. 
Il cielo era screziato di colori stupendi. Allora, per un attimo, ho capito che esisteva ancora la Bellezza...





13 aprile 2011

Changer

Voglio tutto bianco, bianchissimo.
Voglio una casa vuota e bianca da riempire con la mia anima.
Voglio che l'insofferenza esca fuori da me violentemente e che macchi le pareti.

Ho immagini vivide davanti agli occhi. Immagini che non so descrivere.
La carne come una veste da togliere a mio piacimento.

Io vorrei cambiare anima come si cambia un vestito, ecco.

6 aprile 2011

4 aprile 2011

Psicodrammi

Per molti i miei psicodrammi sono del tutto inventati. Se ne stanno lì, avvolti dal loro patetico mistero.
Sono così tanti che nessuno crede più alla loso risonanza.
Ogni volta che entro in uno psicodramma sento che perderò credibilità ed è una sensazione orribile sapere che il mio "atto di creazione" non verrà compreso.
Per qualcuno sono una grande masochista che si fa a brandelli l'anima per trovare appagamento. Per qualcun altro ancora i miei dolori non sono degni di essere chiamati tali.
Non sono capace di spiegare quel che provo o se lo faccio risulto teatrale in una maniera repellente. Quindi, generalmente, prendo pause di riflessione per ricompormi ed agire in maniera "pulita".
Di solito, durante le mie pause, io passo il tempo a suonare, a leggere, ad andare in bici, a far docce lunghissime e a resistere ad ogni tipo di tentazione... Quella di risentire chi ho messo in pausa, quella di mangiare per rabbia e quella di suicidarmi.
Mi contraddistingue un autocontrollo ossessivo alternato a momenti di cedimento consapevole.
Generalmente divento del tutto asessuata. Scompaiono la libido e la spinta seduttiva che mi contraddistingue da sempre.
Ho sempre la perpetua sensazione che questi periodi letificanti avranno una durata indefinita e che mi porteranno a capire chissà chè!
In realtà questo stato non dura parecchio ed è la ragione principale per cui soffro. Vorrei essere, infatti, una di quelle persone che dopo attente riflessioni riesce a dare un responso valido e risoluto, al riparo da pericolosi tentennamenti e rimpianti. Quando ce la faccio mi sento davvero bene e mi dico, solennemente, che non ci ricadrò più.
Riesco a stare così per mesi e anche anni ma poi tendo a dimenticare quanto ho sofferto e fatto soffrire e ripeto lo stesso copione malefico, illudendomi che saprò gestire meglio la faccenda...

Credo che l'unica soluzione sia scrivere di questo e (se possibile) parlarne.
Non posso più entrare in una situazione che so già essere pericolante e credere che sarò forte nel mentre.
E' meglio che stia sola con i miei Amici, ecco.

1 aprile 2011

Me...

Visionaria, melodrammatica, angosciante, folle, limitata, egocentrica, ipersensibile, instabile, fiera, altera, inconcludente, sospesa, antica, fragilissima, forte, pudica, coraggiosa, crudele, sincera, sprezzante, saccente, dolce, passionale, sensuale, allegra, ironica, auto ironica, irascibile, vulnerabile, volubile, generosa, meticolosa, dispersiva, incostante, infedele, apolitica, anticonformista, aliena, solitaria, mondana, festaiola, eremita, gentile, rabbiosa, distruttiva, emotiva, prigioniera, apocalittica, romantica, animale, cerebrale, incoerente, pigra, spossata, carica, muscolosa, goliardica, spirituale, confusa, ignorante, indifferente, armoniosa, eterea, cadaverica, blasfema, dipendente, seduttiva, demoniaca.



MORTALE

Sleeping

Sleeping