pare che non ti vada bene come figlia e che il mio modo di fare le pulizie in casa non ti aggradi per nulla. Come vedi, si tratta proprio di motivazioni profonde.
Ogni volta che ti guardo, vedo me stessa. Se monto in bestia per un nonnulla evidentemente un motivo ci sarà. Mi hai regalato quello strano movimento culturale chiamato "covismo", l'arte di covare dentro delle montagne e di esplodere poi per un'inezia col primo malcapitato. Ma, se non altro, io questo difetto l'ho capito e provo a curarlo, ma tu no. Tu hai 59 anni suonati e stai messo ancora così. Hai problemi con tua moglie ma, piuttosto che risolverli con lei, metti in mezzo me perché sono quella che le somiglia di più. Non potendoti scagliare contro di lei perché la temi, decidi arbitrariamente di rivalerti sulla sua copia in miniatura. E il peggio sai qual è? Che non chiedi nemmeno scusa perché "tu sei il padre e sei anche una persona adulta". Quindi, mi pare di capire, che io debba sempre fare la parte di quella che abbassa la testa perché, per un motivo o per un altro, ho sempre torto.
Mentre mi riempi di merda, non perdi tuttavia occasione per mostrarti per ciò che non sei, vale a dire un uomo dalla mente aperta. Rassegnati, non sei proprio conformato per esserlo. Non si è aperti "a parole". Lo si è quando si vuole trovare la forza di ascoltare l'altro e di farlo anche quando quest'ultimo non spiccica nemmeno mezza parola. Tu vuoi che io faccia le cose come mia madre, vuoi che io mi sfoghi a tuo modo, che la mia via comunicativa sia "conforme alla regola" ma, mi dispiace, sono Valentina e ho tutto un mio modo di essere, sono un meccanismo raffinatissimo, come quello di un orologio. Non ho organi dentro di me ma ingranaggi di rotelle dentate e quando qualcosa va storto, semplicemente mi fermo. Non vado avanti anche se continuo a ticchettare. Mi getti merda addosso e pretendi che io ti dica quel che non mi sta bene di te perché "ah, io accetto le critiche e sono dell'idea che si debba trovare un punto in comune fra le nostre distanze".
Complimenti, sono delle parole bellissime! Ti ci sei mai soffermato per più di un secondo o nella tua vita precedente sei stato un pappagallino ammaestrato? Hai una vaga idea di quante cose orrende sto scrivendo di te? Mi sono chiusa in bagno per lavarmi e invece sono seduta sul cesso col portatile sulle cosce e la gamba sinistra mi si è addormentata fino al ginocchio.
Ora mi alzerò, mi laverò ed uscirò da questa casa che non ha nemmeno una scrivania su cui io possa studiare in santa pace.