Quando avevo diciassette anni ero ossessionata da una persona che mi è stata accanto per quasi due anni.
Non ne ero innamorata... Non si poteva provare amore per lui. Ne ero semplicemente ossessionata.
Lui era un demone in carne ed ossa, un cupo essere venuto da lontanissimo che possedeva gusti musicali meravigliosi e un particolare ascendente sulle persone.
Era talmente teatrale ed artefatto da suscitare repulsione in qualsiasi persona incontrasse.
Io sapevo che sotto le sue maschere si celava una persona ipersensibile con forti disturbi di comunicazione. Non poteva farci nulla... Risultava falso e altamente ipocrita, un bamboccio le cui affermazioni non sarebbero mai valse uno zero.
Un giorno mi baciò e mi disse: "Lo sai che il bacio di un demone ti tiene per sempre incatenata a lui?"
Io mi misi a ridere, un po' sarcastica e un po' sconcertata, dopodiché mi lasciai suggestionare da quelle parole e caddi nella sua trama. Fu tre giorni dopo Halloween.
Da quella data in poi, una metà della mia luce si spense inesorabilmente, accogliendo la tenebra che ancora oggi mi accompagna.
Passò del tempo e mi regalò un cd ricco di musiche seducenti e raccapriccianti. Lasciavano chiaramente trasparire la sua rabbia per essere venuto al mondo e quel suo inguaribile romanticismo, di smacco letterario.
Passavo giornate intere soggiogata da quei brani. Non potevo farne a meno...
Durante le nostre pause tra un tira e molla e l'altro, mi accorsi che quel cd era divenuto un'omelia. A questo evento corrispose la depressione di mia madre che vedeva scomparire la sua bambina solare...
Il cd mi sconvolgeva per via del suo potere unico: faceva ritornare il mio demone da me, anche quando credevo di essermene liberata per sempre...
C'era qualcosa di perversamente mistico in tutto questo ed io cadevo sempre più vittima della suggestione...
Oggi, dopo tantissimi anni, ho ripreso il cd di quel ragazzo strano e ho sentito la pelle d'oca invadere il mio corpo. Ho capito che le persone non possono mai andarsene veramente da me...
Chissà se anche questa volta Lui ha sentito...
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24 novembre 2010
17 novembre 2010
E tu eri già dentro di me tre anni fa, inconsapevolmente...
Quando avevo cinque anni, mio padre mi portò alla piscina comunale del paese ed io mi emozionai tantissimo.
Voleva iscrivermi, affinché crescessi sana e forte. Temeva, infatti, che prendessi la piega negativa di mia madre che aveva (ed ha) il terrore dell’acqua.
M’iscrisse, e la piscina chiuse una settimana dopo.
Ci rimasi molto male. Il primo tentativo in acqua era andato bene … Non ne avevo paura, forse anche perché sapevo che lui era lì. I braccioli erano una protezione ulteriore.
Sguazzavo felice, mi piaceva perfino l’odore del cloro. Adoravo fare il morto a testa in su e anche in giù …
Poi dicevo che il mio stile preferito era quello “ad orso” e mio padre rideva della mia clamorosa gaffe, cercando di correggermi.
“Papà, cos’è il dorso?”
E lui, paziente come non mai, forniva una spiegazione quanto più accurata a quella “figliola” sempre piena di curiosità.
Mio padre voleva farmi fare tante cose …
Il pianoforte, la piscina, kik boxing, Karate, tai chi chuan (o come cacchio si scrive) e tutto quel che più poteva aggradarmi.
Ma io amavo solo e unicamente l’acqua.
Un segno di terra ama sempre l’acqua, altrimenti muore rinsecchito … Ma questa è un’altra storia!
Due giorni fa, mio padre mi spiega che nel mio paese apriranno una struttura comprensiva di cinque piscine, dopo ben sedici anni!
Io ho il terrore che sia sempre la solita bufala. E’ da dieci anni che i sindaci illudono i loro cittadini senza concludere niente.
Io non mi sono mai illusa che lei, l’acqua, tornasse.
Più volte ho sognato che il Naviglio fosse cristallino come negli anni ’40, quando la gente vi si gettava per cercare un minimo di riverbero nelle afose giornate d’estate …
Così non è mai stato.
Oggi, nel Naviglio, posso osservare le carcasse delle biciclette, i cartelli stradali di divieto d’accesso e le pantegane che giocano felici a pallamano.
Non mi posso buttare là dentro.
Oggi la notizia sembra davvero ufficiale. Questa volta non dovrò disilludermi perché i lavori inizieranno ad agosto.
Io attendo … Attendo di non prosciugarmi, al sole scottante.
Voleva iscrivermi, affinché crescessi sana e forte. Temeva, infatti, che prendessi la piega negativa di mia madre che aveva (ed ha) il terrore dell’acqua.
M’iscrisse, e la piscina chiuse una settimana dopo.
Ci rimasi molto male. Il primo tentativo in acqua era andato bene … Non ne avevo paura, forse anche perché sapevo che lui era lì. I braccioli erano una protezione ulteriore.
Sguazzavo felice, mi piaceva perfino l’odore del cloro. Adoravo fare il morto a testa in su e anche in giù …
Poi dicevo che il mio stile preferito era quello “ad orso” e mio padre rideva della mia clamorosa gaffe, cercando di correggermi.
“Papà, cos’è il dorso?”
E lui, paziente come non mai, forniva una spiegazione quanto più accurata a quella “figliola” sempre piena di curiosità.
Mio padre voleva farmi fare tante cose …
Il pianoforte, la piscina, kik boxing, Karate, tai chi chuan (o come cacchio si scrive) e tutto quel che più poteva aggradarmi.
Ma io amavo solo e unicamente l’acqua.
Un segno di terra ama sempre l’acqua, altrimenti muore rinsecchito … Ma questa è un’altra storia!
Due giorni fa, mio padre mi spiega che nel mio paese apriranno una struttura comprensiva di cinque piscine, dopo ben sedici anni!
Io ho il terrore che sia sempre la solita bufala. E’ da dieci anni che i sindaci illudono i loro cittadini senza concludere niente.
Io non mi sono mai illusa che lei, l’acqua, tornasse.
Più volte ho sognato che il Naviglio fosse cristallino come negli anni ’40, quando la gente vi si gettava per cercare un minimo di riverbero nelle afose giornate d’estate …
Così non è mai stato.
Oggi, nel Naviglio, posso osservare le carcasse delle biciclette, i cartelli stradali di divieto d’accesso e le pantegane che giocano felici a pallamano.
Non mi posso buttare là dentro.
Oggi la notizia sembra davvero ufficiale. Questa volta non dovrò disilludermi perché i lavori inizieranno ad agosto.
Io attendo … Attendo di non prosciugarmi, al sole scottante.
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