24 marzo 2011

Giorni dispari

Ho comprato un rossetto mat e degli occhiali neri molto francesi.
Ogni mattina, prima di andare a lavoro, mi travesto.
Uso fondotinta per coprire occhiaie e macchie, phard a effetto bambola, eyeliner per inlanguidire lo sguardo, kajal per completezza e rossetto rosso scuro tendente all'arancio per sentirmi "outrageous".

Dopo il make up passo agli accessori:
Un baschetto nero di pelo acrilico per appiattire ed esaltare i capelli corti e boccolosi, gli occhiali a forma di occhi di gatto per fare la diva anni '40.

L'abbigliamento, naturalmente, è adattato a tutto questo e così perdo molti minuti per scegliere con minuzia gli abbinamenti cromatici più belli e stravaganti.

Se avessi Hypnotic Poison di certo me lo darei sul collo e sui polsi ma purtroppo non lo possiedo e così mi devo accontentare del mio odore personale mischiato al deodorante per ascelle "Borotalco cream" e allo spray "Malizia Sextrème unisex" (tutto dannatamente sex!) che mi spruzzo sull'addome.


Lo so che non passo inosservata. Lo so l'effetto che faccio. Mi piace comportarmi come se fossi qualcuno d'importante...

Poi realizzo che tutti questi orpelli mi servono a dare un'apparenza forte che naturalmente non ho.
Mi servono a riempire un vuoto che ha un nome preciso: il Tuo.

Mi travesto. Chissà che magari non diventi, un giorno, estranea a me stessa...



23 marzo 2011

Gemelli

Capita, a volte, d'incontrare il proprio gemello dell'Anima.
Capita alle persone aperte, possibiliste ed ipersensibili.
Quando s'incontra il proprio gemello, non c'è più niente da fare. Ci si arrende e lo si accetta in automatico, come se fosse sangue del proprio sangue e carne della propria carne.
Lo si ama e lo si Riconosce anche tra un miliardo di persone.

Io l'ho trovato. Forse la vita mi porterà ad allontanarmi da lui, a rinnegarlo e a fingere che non sia mai esistito.
Ma nel profondo della mia anima io so che non lo dimenticherò mai.

Sorriderò ripensando a lui perché saprò di averlo incrociato. Almeno quello...


22 marzo 2011

La sirena

Ho visto una ragazza dai capelli verde acqua sulla metropolitana. Dolcemente li faceva ricadere solo su di un lato. Nonostante i trattamenti, erano insolitamente lucidi e morbidi. Sembrava una sirena e il corpo che riuscivo a scorgere attraverso i vestiti era di una bellezza eterea, lattea ed armoniosa.
Il suo seno mi piaceva moltissimo. Era alto e morbido, appena appena identificabile dalla maglietta a righe bianche e nere che indossava quel giorno.
Mi chiedevo come potesse non avere freddo. Se ne stava lì, con le spalle appoggiate alla parete metallica e gelida della metro.

Ad un certo punto ho notato che muoveva il dito indice in maniera circolare, come quando ci si afferra una ciocca di capelli per arrotolarla sensualmente. Non riuscivo però a scorgere alcuna ciocca verde.
Poi ho realizzato una cosa che mi ha impressionato terribilmente. Il suo lobo aveva un buco così grande che avrebbero potuto passarci tranquillamente due dita. Lei se lo stava tirando verso il basso ossessivamente, come se fosse un elastico di gomma.
Solo dopo ci ha conficcato dentro un orpello color ebano e quell'orecchio sembra aver avuto un'apparente pace.

Chissà se l'aveva anche Lei, bellissima sirena...


La Vita

Ma niente, sono veramente stufa dell'arroganza imperante!
Lo so che vivo nella città più caotica ed alienante di tutt'Italia però questo non può diventare un alibi per tollerare qualsiasi tipo di trattamento lesivo della persona. Nella fattispecie per le persone gentili e disponibili come me (scusate la modestia!)
Non so, ad un certo punto realizzi che in un sistema regolato dal profitto, una qualità interiore vale praticamente niente. Non solo non c'è gratitudine ma non c'è nemmeno l'intenzione di fare qualcosa di "buono" per il gusto di farlo. Esistono soltanto il tornaconto personale e l'azione gratuitamente maleducata.

L'altro giorno ero sulla metropolitana e stavo leggendo "City" con attenzione. Ad un certo punto vedo che una donna si sta protendendo verso il finestrino per cercare di aprirlo. Io sono comodamente seduta almeno come le altre tre persone ai miei lati. Immediatamente mi alzo per aiutarla ed è lì che mi accorgo che la signora è incinta e che nessuno di quei tre lì (pur avendola notata perché non stavano leggendo) le ha ceduto il posto. Io mi sono sentita quasi in colpa per essermi accorta così tardi del suo stato e ho pensato (come spesso mi accade) a quanto sia ancora alto il tasso di menefreghismo.
Nonostante non stessi affatto bene, le ho sorriso e le ho detto "Prego signora, si sieda". Quest'ultima non mi ha guardato in faccia e si è seduta senza ringraziare. La sua espressione era così tirata che ad un certo punto ho creduto che le si crepasse l'epidermide del viso...
Ecco, il suo atteggiamento mi ha schifato più di ogni altra cosa. Mi dà enormemente fastidio l'atteggiamento del "Tutto mi è dovuto!"
E la cosa buffa è che, in tutta questa dinamica, è la persona gentile che ci rimette, non sono gli altri!
E' triste che una donna in quelle condizioni non sia felice, che abbia tempo soltanto per accumulare astio. Ok gli ormoni, ok il disagio e tutto il resto ma dov'è la gioia primitiva di accudire una vita dentro la propria pancia? Dov'è la premura verso il feto? Dov'è la necessità di proteggerlo dalla bruttura di questi cattivi sentimenti? Stupidamente si è portati a pensare che il bambino senta e capisca le cose solo ad una certa età ma non è così... Io credo che il carattere della persona inizi già a formarsi dalla pancia e che la madre riesca a trasmettere chiaramente emozioni e stati d'animo. Mi piace pensarlo. Forse è una visione un po' misticheggiante ma non fa niente, anzi, fa di più!

Vorrei essere pronta per quel giorno. Vorrei che mio figlio sentisse solo bellezza e amore assoluto...



17 marzo 2011

8 marzo 2011

Reato

In questi giorni mi sono ritrovata più volte a commettere un reato perseguibile dalla legge.
Non ho ammazzato nessuno, per carità, né ho rubato o fatto violenza. Ma qualcosa ho violato.
La ragione che mi spinge a commettere questo reato è la mia insaziabile fame di verità e di conoscenza e forse anche un pizzico di delusione verso chi ho troppo idealizzato e non lo meritava affatto.
E' solo grazie a questo reato, però, che ho capito di aver fatto la cosa giusta.

Non so perché ma mi diverte moltissimo questa parte di me. Sono quel genere di persona che si vendica con la massima lentezza e spesso accade senza che l'altro se ne accorga. E' una piccola delizia che mi concedo per placarmi un po' ma non ha conseguenze lesive.

Dunque, in questo periodo di sgomento e disgusto, ammetto di provare una piccola felicità: la consapevolezza che essere me (spesse volte) non mi dispiace poi così tanto.
Non è poca cosa per una che passa la vita a nascondersi dietro un dito, non trovate anche voi?

Un bacio ai/alle passanti...


3 marzo 2011

That's my decade






Here is where I belong to...


2 marzo 2011

Senza pathos

apatia
[a-pa-tì-a]
s.f. (pl. -tìe)

1 Mancanza di passioni, assenza di volontà; insensibilità:scuotersi dall'a.


Io soffro d'apatia.
Ogni volta che torna mi sembra di annegare nel passato.
E' una sensazione strana, l'apatia. Una specie di anestesia del cuore e dei sentimenti.

Alberto mi diceva sempre che è (al contrario di quanto si penserebbe) foriera di sentimenti ricchi e complessi. Io mi tranquillizzavo e aspettavo che lei se ne andasse.

Io direi che è la mia solita difesa al dolore, al dolore della perdita...

Io ti ho persa. Anzi, tu hai perso me.



Sleeping

Sleeping