E poi, ad un certo punto, Alberto ebbe un'epifania. Si rese conto di non essere realmente povero. Era povero limitatamente a tutta la potenziale lunghezza della vita ma che ne poteva sapere lui di queste cose, di quel che Dio aveva in progetto per lui? Decisamente 17.470 euro in banca non erano pochi per un'età giovane quanto la sua: 26 anni che andavano per i 27.
Improvvisamente la crisi che imperversava in Italia non lo interessava più. Quei soldi, fra qualche anno, le banche glieli avrebbero fottuti tutti. Un giorno sarebbe andato al primo bancomat per prelevare e si sarebbe trovato davanti agli occhi questa bella scritta "Siamo spiacenti ma al momento è impossibile prelevare. Ci scusiamo per il disagio". Così ad ogni singolo sportello, con gli impiegati delle singole banche svaniti nel nulla, come certe fidanzate che non ti amano più e se ne vanno senza dare spiegazioni.
Lui sapeva che sarebbe andata a finire esattamente così. La fine era vicinissima e l'unica soluzione vincente sarebbe stata quella di spostare il suo conto in Svizzera, come fanno i miliardari ma neanche questa opzione lo soddisfaceva... Troppa fatica e nessuna garanzia di vittoria.
Dicevamo che Alberto andava per i 27, giusto? Aveva passato la vita a fare la formichina, a spaccarsi la schiena e le palle nei posti più disparati, senza mai disdegnare nulla. Lui, da bravo Capricorno, era un vero stacanovista e sapeva come conquistare i datori di lavoro: educato, mai passivo, sorriso brillante dispensato con parsimonia e stretta di mano incoraggiante. Però non si era mai divertito davvero e questa cosa la sapeva da anni. Una traccia d'idealismo infantile lo abitava ancora ed era fermamente convinto che il momento di godersi tutto sarebbe arrivato senz'altro e che l'avrebbe sentito chiaramente, dentro di sé. Tuttavia, l'altra sua parte razionale, gli faceva anche temere l'eventualità che quel momento non sarebbe mai giunto perché in fondo la vita è una serie di momenti più o meno importanti e siamo sempre noi quelli che scelgono. Non c'è nessuno che può vivere la vita al posto nostro e quindi, se non decidiamo come dev'essere un dato momento, quello prenderà la piega di tutti gli altri precedenti. Ecco, non poteva sopportare la verità di tale ragionamento e l'ossessionava la morte, l'eventualità di finire i suoi giorni come l'ultimo degli stronzi, magari stroncato da un'improvvisa emorragia cerebrale e vedeva in sovra impressione mentale il fiotto di sangue schizzargli fuori dal cranio, dalle orecchie e dagli occhi. Tutto andato in fumo in un istante, coerentemente alle logiche dell'assurdo che da sempre lo perseguitava.
No, non poteva essere così!
Alberto andava per i 27 e tutti i suoi idoli erano crepati a quell'età con la differenza che il suo nome iniziava per A piuttosto che per J... Poco importava. L'idea di essere accomunato a loro non fosse altro che per il dettaglio anagrafico lo inebriava e resuscitava dalla lenta disperazione dei giorni di tutti che poi erano anche i suoi... Capiva improvvisamente di avere 17.470 euro nel conto in banca ed erano tantissimi, forse troppi, per un solo mese di vita sulla terra.
"Dio, oggi è il 2 dicembre ed io scelgo di crepare il 3 gennaio, giorno del mio ventisettesimo compleanno!"
Ecco che Alberto realizza che cambierà vita di lì a 24 h precise. Va in banca, parla col suo banchiere prediletto e gli spiega che ESIGE tutti i suoi soldi e che non vuole sentire ragioni d'alcun tipo. Niccolò, l'impiegato di banca, rimane basito e gli spiega che non ha tutti quei liquidi. Alberto prorompe in una risata furibonda e gli dice che potrà aspettare solo 2h dopo le quali non tollererà più "comunicazioni di servizio" di siffatta specie e che non sarà certo lui ad impedirgli di abbracciare la sua nuova vita lunga un mese.
Torna in banca alle 15.35 e Niccolò gli consegna la valigetta. Conta i soldi e ci sono tutti fino all'ultimo centesimo.
"Grazie Niccolò, ho sempre saputo di poter contare su di te anche se appartieni alla più efferata specie umana!"
Non sto a dirvi come spende i suoi soldi. Questo lo lascio alla vostra immaginazione come i temi delle elementari "continua tu...".
Vi basti sapere che ha lasciato questo biglietto alla sua famiglia:
"So di darvi un grosso dispiacere ma ho deciso di morire felice, nella condizione di assoluto libero arbitrio, ben consapevole che marcirò all'inferno per svariati peccati capitali catalogati con cura dal Dante. Avevo un conto in sospeso con Dio... Lui ha scelto di depormi sulla Terra senza che glielo chiedessi ed io (scusate se è poco) ho deciso di scegliere la mia fine e le modalità di quest'ultima. Voglio appartenere al crepuscolo degli Dei che ho venerato in vita ed è per questo che troverete il mio cadavere riverso sul pavimento mentre foto di Jim Morrison e Janis Joplin stampate in formato extra large ricoprono le mie parti intime. Voglio morire così: ricoperto di bellezza e di strati di cenere d'incensi orientali mentre "Echoes" dei Pink Floyd aleggia nell'aria, metafora assoluta di vita-morte-resurrezione. Che se non avete capito chi ero in vita, lo avete capito dalla mia morte."
