27 aprile 2012

Pudore

Quando scrivo qualche cosa di terribile, dopo un po', lo devo rimuovere.
Il pudore è un qualcosa che nessuno capisce più oggi.

Travestimenti

E a volte riesco soltanto ad arrabbiarmi col destino perché mi prende in giro troppo spesso.
Me lo immagino come un volto enorme stampato nel cielo che sorride sornione mentre mi strizza l'occhio. Io corro smarrita sulla strada e lui ride standosene zitto. Lo vedo tendere i fili che si collegano ai miei arti e non mi sento più padrona di questa vita.
A volte lo vorrei abbracciare perché mi lancia sorprese sparpagliate qua e là ma non posso, essendo lui una massa informe che appare e scompare come il gatto di Alice in Wonderland.
Onestamente non ho ancora capito cosa voglia dirmi ed io attendo con quella pazienza che non mi appartiene per natura. Ma è un altro tipo di pazienza, ad essere sincera ... Somiglia a quella di quando aspetti l'amore della vita. Tu sai che esiste, che (quantomeno) è nato e sta sul tuo stesso pianeta ma non hai fretta perché se ce l'avessi, semplicemente, impazziresti.
Non è un pensiero fisso o quotidiano ma ogni tanto sbuca fuori e tu ti armi di santa pazienza per tollerarne la potenza. E' una consapevolezza che potrebbe ammazzarti ma, come tutte le esperienze estreme, detiene lo stesso valore al contrario: potrebbe farti rinascere.

L'amore mio si dev'essere travestito. Quasi quasi mi travesto anch'io.

26 aprile 2012

Nemmeno il tempo di capire

che sono tornata a casa e che domani attacco alle 7.30. Sopravviverò?
Quand'è così non resta che piangere.



14 aprile 2012

Loser

Smarrimento. Io voglio cadere in uno sguardo e sentirmi a casa.
Francesco mi diceva che avevo occhi familiari ma che non riusciva a leggerli. Non si è fermato a cercarne il senso. Come tutti ...
Sei bella, sei simpatica, dolce, intelligente e adorabile. A volte vorrei gettare le mani sui colli di chi mi dice tutte queste cose e non ha il coraggio di agire di conseguenza. Ma a che servirebbe?
La persona giusta è quella che mi fermerà senza che glielo chieda.

Daniel Glattauer

“Ah, ecco che mi scrive la mia Emmi. Emmi. Emmi. Emmi. Sono un po’ ubriaco, ma solo un pochino. Ho passato la serata a bere e ad aspettare la mezzanotte, l’ora in cui arriva Emmi. Sì, è vero. Non è la mia prima bottiglia. Desidero la mia Emmi. Vuole venire da me? Spegniamo la luce e basta. Non dobbiamo vederci. Emmi, io voglio solo sentirla. Chiuderò gli occhi. Con Marlene non ha più nessun senso. Ci dissanguiamo a vicenda. Non ci amiamo. Lei ne è convinta, ma in realtà non ci amiamo, il nostro non è amore, è pura dipendenza, puro possesso. Marlene non vuole lasciarmi andare e io, io non so trattenerla. Sono un po’ ubriaco. Non troppo. Viene da me, Emmi? Ci baciamo? Mia sorella dice che, in ogni caso, lei è stupenda, Emmi. Ha mai baciato uno sconosciuto? Sto bevendo un altro sorso di bianco del Friuli. Brindo a noi. Sono già un po’ ubriaco. Ma non molto. E adesso è di nuovo il suo turno, Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente. Emmi, Emmi, Emmi.”

13 aprile 2012

Non è poca cosa

Ho preparato una vellutata di zucca, patate e carote.
Io non cucino mai perché qui la cuoca ufficiale è mia madre. Mi occupo solo delle torte ma queste non sono mai per la mia famiglia, bensì per gli amici. Amo coccolarli così, con o senza compleanni tra i piedi.
Ogni volta che sono triste o arrabbiata mi metto a cucinare ed è incredibile quanto il semplice atto creativo sia terapeutico.
Diciamo pure che l’Amore represso cerco di ficcarlo là dentro e se mi dicono che la pietanza è buona, capisco di essere riuscita a comunicare qualcosa e per una che sbaglia sempre i modi e le parole, vi assicuro, non è poca cosa.

12 aprile 2012

:(

Solo il Canto può risolvere lo schifo che provo per te.

11 aprile 2012

10 aprile 2012

La mia Anna

E Anna è un cancro. Ci sono giorni in cui vorrei vederle i capelli e le labbra blu oltremare. Me la immagino sirena piena di cristalli persi nel volto pallido. I suoi occhi sono più brillanti di qualsiasi altra pietruzza portata lì dall’alta marea. 
Anna poi diventa verde sottomarino ed è ancora un cancro. Si muove sotto la luna e ondeggia sinuosa e gli occhi di tutti sono puntati sul suo ombelico allungato ed elegante. La vedo materna e bambina eterna, mentre piange via quei suoi sentimenti così veri eppure mobili.
Anna è il massacro, la resurrezione della speranza e impazzisco quando la vedo scagliarsi con quella inaudita violenza sugli scogli mentre tutti la guardano attoniti perché non comprendono il motivo di tanto dolore. Le dicono “Potresti essere felice e invece perché ti riduci in questo stato?”
Il suo riso ha un solo lato all’insù e il colore degli occhi è talmente nero che la luna le luccica dentro come farebbe con l’onice.
Poi guizza via, blu e sottomarina, tra quei coralli salmastri e nessuno la vede più.

9 aprile 2012

Buhahahahah!

No. Non mi sta bene per un cazzo che Giorgia mi tratti come se fossi il suo fidanzato donna e che mi riempia di sms finché non rispondo prostrata dalla stanchezza. Non mi sta bene che sono single e devo avere le responsabilità di una che sta in coppia. Non mi sta bene che devo sempre rendere conto di dove sono, con chi e quanti cavolo di soldi spendo per la benzina.
E va bene, stanotte ho fatto troppa strada. Lo so anch'io che il costo del carburante ha raggiunto livelli indecenti e che il mondo soffre per l'inquinamento però, ogni tanto, impazzisco anch'io e guidare mi calma!
Ho passato la giornata a fare i mestieri e questo perché domani tornano i miei. E' stato bello non avere orari e poter lasciare la casa allo stato brado, vedendo persone che non mi gusto mai solo per colpa del fuso orario.
Però, comunque, oggi è finita la pacchia e tutti me lo hanno ricordato. Tutti a chiedere spiegazioni. Le persone pettegole mi fanno schifo! Perché s'impicciano? Cosa gli entra in tasca?! Ecco, mi va di volte il cervello con questi soggetti e oggi scrivo a mo' di sfogo peggio del solito, tanto non mi legge nessuno!

Ora rido: Ahahahahah!!
Ora dico: patate e piselli!!!!
Ora piango: buuuuuu!!
Ora guardo la Parodi che cucina!!!
Ora spengo questa merda di pc!!!!

L'insostenibile pesantezza dell'essere

Io e Sfollato siamo andati al cinema ieri sera. Desiderava vedere "Romanzo di una strage" ed io anche, visto che è un film di Marco Tullio Giordana, regista che amo per via de "La meglio gioventù".
La mia unica aspettativa era quella di addentrarmi in uno spaccato storico superbamente realizzato e niente più. Non volevo documentarmi troppo o conoscere il parere della critica perché prima preferisco fare le mie valutazioni e confutarle solo successivamente.
Il film è un documentario attento e rispettoso delle parti in causa. Ci sono gli anarchici e i neofascisti che, fortunatamente, non vengono qui presentati come superficiali caricature, quelle che siamo abituati a vedere oggi in tanti e tanti filmetti realizzati da registi minori che conservano il solo intento di legittimare od ostentare il proprio pensiero politico, magari credendo che lo spettatore non sia capace di cogliere il linguaggio nascosto delle parole. Io, di Giordana, amo proprio la nostalgia. Solo una persona nostalgica può dare una resa perfetta del passato. Questo film è una macchina del tempo ed è per questo motivo che mi sono sentita risucchiare completamente dalle atmosfere confezionate ad arte e non sono riuscita a capire dove fosse il bene e dove il male. I personaggi erano umani prima che anarchici o fascisti. Il regista si è concentrato così bene sull'individualità di ognuno che non ho potuto catalogare quest'opera come un semplice "documentario".
E' come se il passato mi fosse piombato addosso! Ho respirato la stessa atmosfera di smarrimento e dubbio dei protagonisti e non ho più saputo scindere la realtà dalla finzione ... Ho sempre guardato alla storia con totale distacco ma forse il fatto di vedere davanti ai miei occhi Milano, Roma e Padova mi ha resa partecipe come non mai. Tutto mi era troppo familiare. La vita mi ha portato a conoscere persone e fatti che in quel film si sono palesati con una chiarezza fin troppo tagliente. Non sto qui a precisare ma posso assicurare che l'emozione è stata indescrivibile a tal punto che, terminato il film, sono rimasta a leggere i titoli di coda fino all'ultimo, senza curarmi che Sfollato si fosse già alzato da un sacco di tempo e mi attendesse quasi impaziente.

"Ti è piaciuto?"
"Sì"
"Andiamo a casa?"
"No, vado a casa mia e tu?"
"Vado pure io che c'è il cane che mi aspetta"

Un bacio e poi scappo via dal mio presente pseudo comunista e dal passato (troppo vicino) fascista, con un misto di sensazioni inenarrabili. Corro come una matta su quella strada troppe volte percorsa, sola con i Pink Floyd che urlano la loro diversità inconciliabile. Mi sento drogata mentre all'orizzonte buio si fa largo una spettrale massa gialla informe. Ha il colore straordinario dei palazzi modenesi che sanno di crema pasticcera. Inseguo quella macchia perdendola a più riprese e poi, finalmente, comprendo che è la Luna bassa in cielo. Talmente bassa da sembrare un gigantesco pallone issato da una persona per dare spettacolo. Non voglio tornare a casa. Io devo seguirla, quella Luna ...
Percorro molti chilometri e poi, finalmente, la trovo. Parcheggio l'auto con un solo braccio ed è così tanto in pendenza che il freno a mano devo tirarlo con tutte le mie forze. Vorrei avere una macchina fotografica straordinaria per immortalare cotanta bellezza ma ho solo il cellulare con due tacche, appresso. Vedo tre sms e uno è di Sfollato che mezz'ora prima mi scrive "C'è la luna rossa, in cielo. Guardala se puoi. Baci".
Lo chiamo e gli dico quel che ho fatto e rimane basito dal nostro reciproco romanticismo folle. Mi dice: "Vieni qui, dai ..." ed io "Non ho il navigatore ma ci provo a seguire i cartelli fino a te". Parto e dopo mezz'ora giungo ad un paese limitrofo. Passa a prendermi e scoppiamo a ridere. Ha gli occhi felici e mi dice, ancora una volta: 


"Sì, sei sufficientemente scema da poter fare l'attrice".




8 aprile 2012

Double

In questo periodo mi sento più sdoppiata che mai. Il corpo va da una parte e il cuore da un'altra. Lo sapevate che Chopin si è fatto seppellire a Père Lachaise (Parigi) mentre il suo cuore, solo il suo cuore, si trova in Polonia? Ecco, io e il mio Amore abbiamo pure questa cosa in comune! Sotto mentite spoglie mi traghetto da una via all'altra di Milano e Provincia mentre il mio cuore sta in un'altra regione. Rifletto, pontifico (oddio quant'è bello questo verbo!) e progetto, mentre sento la tachicardia tipica del cambiamento. 
A volte ragiono come un uomo ma la femmina non torna più a farmi la ramanzina per la cattiva condotta ... E quindi se Sfollato mi chiede di uscire non riesco a dirgli di no. Lui è lì per riempire la botte mentre mi ubriaca.
In quei momenti, la cognizione spazio - temporale si perde negli anfratti di un bisogno primordiale, troppo a lungo soppresso, e aleggia nell'aria il sentore della possibilità non calcolata in precedenza per pudore. Ma resto coerente e quindi non comprendo a quale inusitata fede dovrei mai dare ascolto se finora non l'ho fatto. L'infanzia mia, costellata di litanie imparate a memoria senza alcuna comprensione del senso recondito, non ha potuto dar adito ad un'età matura più consapevole. Ecco perché non sento la Pasqua, non sento il bisogno di autoflagellarmi per i peccati commessi. C'è chi nasce divino e chi umano. Io potrei essere l'uno o l'altro a seconda, chi può dirlo? E ci sono tante altre persone così, che con un dito sanno toccare il cielo inconsapevolmente. I miracoli sono di tanti tipi, anche una torta (non necessariamente moltiplicata con l'imposizione delle mani) può esserlo. Un bacio, un abbraccio o un bimbo che ti stritola un dito nella sua manina possono essere dei miracoli.
Sfollato ed io ci ubriachiamo quando vogliamo annegare nella perfezione assoluta, siamo il Qui ed Ora l'uno per l'altra ma l'Oltre è qualcos'altro, è una prospettiva non contemplata. Poi sì, si torna sulla Terra ed io scendo dalla sua Luna circondata d'Acqua per ritrovare il contatto con ciò che avevo dimenticato: il cuore e la testa. So che la Fusione di tutto esiste, so dov'è e come si chiama ma questo non significa assolutamente nulla. Non mi aspetto che Lei, la Fusione, mi veda con la stessa nitidezza con cui la contraddistinguo io tra la folla immensa. Non esiste meritocrazia in queste cose. Mi tengo la consapevolezza e continuo a errare, ancora per un po', ancora per un po' ...


6 aprile 2012

E scusate il francesismo!

Sì ma posso dire una cosa?
Hai shcassat'u cazz!



4 aprile 2012

Butterfly

Sì, sono una farfalla. Mi sento leggera come una farfalla.
Sto correndo verso la Vita con le braccia spalancate.
Ho conosciuto una persona magica. Il fatto che esista mi rende felice.
La mia testa non è qui. C'è solo il corpo che vaga per le strade di questa città.
A volte piango mentre cammino, perché c'è troppa bellezza e non la so sostenere.
Come dice Francesca "Questo anno potrebbe essere l'ultimo e muoio di paura. Troppe coincidenze..."
Già, ci sono troppe coincidenze non argomentabili razionalmente. Le persone come Noi sentono emozioni di tale portata che tutto si può solo tradurre in un abbraccio stritolato mentre le lacrime sgorgano spontanee. E' come se il cuore fosse sempre lì lì per scoppiare e l'Universo un piccolo paese alla portata di mano. Tutto pare accessibile e c'è una tale facilità di espressione che a volte mi stupisco di tutti quegli anni passati nel chiuso della mia mente.
Un bellissimo complotto dai confini non battuti è questa Vita su cui qualcuno sputa ingrato. L'idea che possa finire mi rende grave e avida di tutto. E vorrei essere solo una grande Anima che abbraccia le altre Anime in maniera totalizzante e che varca i confini preimpostati per pulsare continuamente.
Quella persona magica che ho conosciuto mi ha detto che metto a nudo il mio cuore come fanno i Poeti ...
Io tremo quando ci penso. Tremo all'idea che lui abbia questa idea di me (e scusate il gioco di parole). Non vorrei mai sgualcire, mai tirare un filo di questa trama finissima che stiamo intrecciando silenziosamente. Capite quanto tutto sia assolutamente delicato? Voglio averne cura.

Janis Joplin diceva che quando stava sul palco faceva l'amore con tutti quanti.
Io mi sento così ed è tutto un eterno, incommensurabile orgasmo in cui sguazzo libera e pura ...

3 aprile 2012

Nei

Io i nei ce li ho nei posti più improbabili. Uno sta sul  palmo della mano sinistra, uno all'inizio dell'unghia dell'alluce destro e un altro ancora sotto l'occhio destro.

Alla fine mi piacciono proprio perché sono strani.

Ciao ciao.

2 aprile 2012

Les trois petits pois

Mi dispiace.

Sleeping

Sleeping