25 giugno 2012

Viaggiare

Appena ridestata forse dalla solita porta che sbatte nella corrente, apro gli occhi in questo ennesimo risveglio dalla notte. Fuori c'è il sole ma non mi fa effetto. Fa caldo ma lo so soltanto dal termostato. Del mio corpo non mi fido più molto da quando si è ammalato. Mi fa sentire un sonno irreale e le orecchie perennemente ovattate. Vedo i miei occhi riflessi sullo schermo del cellulare e li trovo stupendi ed ingestibili. Non so per quanto tempo ancora non sarò capace di fotografare la mia figura.
E' come se a Barcellona non ci fossi stata. A volte il mio  corpo va da qualche parte ma la testa resta indietro, in questa casa che non è il mio paese ma solamente cemento e mattoni accatastati.
Io dormo di quel sonno che tu definivi "malato". Quello in cui ci si rifugia disperati, insomma. Mi sveglio con i peli e i capelli un attimino più lunghi e la pelle più chiara e impolverata. 
Tu mi dicevi che non era vero che ero ingestibile. "Io ti gestirei" scivolava dalle tue labbra senza troppe conseguenze ed io, in quel preciso istante, m'innamoravo di te.
Mille promesse d'amore gettate al vento. Mi vorticano tutte nella testa tra un sonno profondo e un film stupido. Mia madre esce di casa e mi dice "Non passare la giornata davanti al pc". Ma lei che ne sa della depressione d'amore? Che ne sa di quando tutti passano il tempo a dirti che sei straordinaria e piena di risorse e tu, invece, non vedi niente a parte i pugnali che saettano in aria?
Io voglio uscire dal male. Il solo modo che ho per farlo è viaggiare, suppongo ... 

There is always hope.

24 giugno 2012

My love


C'è chi sente. C'è chi sente e legge. C'è chi sente e scrive. Io scrivo perché soffro di esibizionismo e di empatia. Chissà perché m'illudo che tu possa raccogliermi tra i fogli sparsi della tua mente. E scappa, Amore mio... Scappa dalla vita dentro un libro e arriva alla mèta lentamente. Così ti voglio: sereno e vivo. E poi vorrei me con il cielo soltanto sopra la testa (rubando a Malika il senso e il testo...). Io che travesto una lacrima con un sorriso e un arrivederci con un ciao, mi devo attaccare a tutta l'integrità che mi resta in corpo per girare i tacchi. Mi ripeto a titolo di mantra "Un passo indietro, cento in avanti vanificati". Lo ripeto di notte, di giorno, nella veglia, nel mal di testa di te e cerco di amarmi mentre annego nell'invidia di chi è provvisto d'amor proprio e di quella sana vanità. 
Mi supplico di non sbagliare, di non sporcare quel che si è chiuso con un "Io ti voglio un sacco di bene"... Credere e basta. Credere nella diversità, per quanto apparentemente assurda. C'è amore anche nella fine. Sul tuo letto ho lasciato un foulard, delle lettere accostate a formare una collana, qualche goccia di lacrima e una traccia di sangue. Le dimentico volutamente, le mie reliquie. Ti sorrido sincera, dall'alto dei miei tacchi vertiginosi e con quel mio portamento elegante che ti ha fatto tremare il cuore, vado via. Cresci senza me, vivi, salta, ridi, canta e suona. Io farò lo stesso.

17 giugno 2012

Lidl

"Salve, voi trattate prodotti Lidl?!"
"Questo è il soccorso stradale"

12 giugno 2012

Ti lascio (crescere)

Sono uscita di casa prima in compagnia e poi da sola. Non ce la facevo a tornare a casa. Mi sono diretta verso i giardini e sono andata sull’altalena. Ho riso tanto e due uomini sono passati fingendo indifferenza ma senz’altro mi avranno trovato carina o pazza. Poi sono andata lungo il Naviglio e nelle vie più intricate del mio paese. Alcune non le vedevo da anni. Ho annusato l’aria, il gelsomino pungente… L’avrei mangiato. Più volte avrei pianto ma non ci sarebbe stato nulla di liberatorio. Tutto è una gigantesca recita, un’attesa perenne di me. Di giorno odio coloro che mi circondano, la loro volgarità, la grettezza delle loro anime, la resa al cinismo di fronte al dolore. Continuo a cercare stralci di bellezza nonostante sia condannata alla sofferenza. Non conosco gioia duratura ma solo eccessi insostenibili. La morte vera non arriva mai. Sì, vedo pace solo nella morte del pensiero ma per uccidere il pensiero devo prima morire io, tutta. Mi terrorizza l’autenticità assoluta dei miei due lati: quello giocoso e fresco e quello di questi minuti mozzati. Non trovo cura a parte lasciarmi vivere così come sono. E questo me l’hai insegnato tu, Amore mio … Proprio tu che non riesci a fare quel fottuto saltino. Avrei voluto lasciarti qualcosa anch’io, visto che sono più vecchia. Ma resti sordo, sensibile, svalvolato e, ancora, ipersensibile. Io ti lascio (crescere) ma so già che non ci sarà mai un tempo per noi. Io lo sento. Ti auguro d’innamorarti di quell’innamoramento che mi hai gettato addosso: quello che ti fa scalare le montagne e non ti dà mai stanchezza…

8 giugno 2012

Istanti - Jorge Luis Borges

Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
Nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.

Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.

Andrei in più luoghi dove mai sono stato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari.

Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto
della loro vita sensati e con profitto;
certo che mi sono preso qualche momento di allegria.

Ma se potessi tornare indietro, cercherei
di avere soltanto momenti buoni.
Chè, se non lo sapete, di questo è fatta la vita,
di momenti: non perdere l'adesso.

Io ero uno di quelli che mai
andavano da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.

Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio
della primavera
e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno.

Farei più giri in calesse,
guarderei più albe,
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.

Ma vedete, ho 85 anni
e so che sto morendo.

6 giugno 2012

Follia

Io sono un'esteta e ricerco la bellezza ovunque.
Quando la trovo, faccio una fatica enorme a lasciarla andare.
Più che altro non capisco il ragionamento logico che porta una persona a volersi privare di questo elemento.
Posso credere che il mondo ci abbia riempito gli occhi di così tante schifezze da non aspirare a qualcosa di diverso?
Io voglio lottare e vedere sempre quel che brilla ma se questo significa passare una vita nel martirio della solitudine, forse non è la giusta via.
Io non provo odio verso di lui ... Tuttavia covo un risentimento profondo che si mischia ad una nostalgia incalcolabile e fatico a respirare. Perché non sono mai facili le separazioni, men che meno quando ci si ama da lontano e, semplicemente, non si ha il coraggio di abbracciare la meraviglia.
Io so che proviamo lo stesso sentimento ma a volte non è sufficiente. Non posso tenere questa storia attaccata al respiratore. Non posso insegnargli ad afferrare il nostro potenziale. Deve capirlo lui, deve capirlo per la Vita, con o senza me ... E' la sfida che il destino gli chiede. Quel magico saltino che rende le persone più coraggiose e capaci di Vivere. Lui, il mio Amore, vive a metà, è terrorizzato dai rischi e quindi li aggira, semplicemente. Come vorrei dargli quel poco di esperienza che ho per farlo sentire più sicuro e padrone di sé. Come vorrei che lui non mi negasse l'immenso piacere di viverlo, di conoscerlo, di essere parte della sua vita. Come vorrei fondermi con lui ed essere una cosa sola. Penso sempre a fargli l'amore, a baciarlo tutto, ad inghiottirlo piano piano, a farlo morire su di me e resuscitarlo con un bacio. Come vorrei il suo corpo nudo sulle mie membra e i nostri bianchi mischiarsi insieme, tra quegli effluvi potenti e delicati. Come vorrei sentirmi sua e passeggiare con lui dentro, assumere le sue espressioni e sapere soltanto io che gliele ho rubate mentre era distratto. Non ho pace ma solo la pazzia degli amanti. Quelli che hanno trovato l'Amore ma non è dato loro vivere.

Lettre à l'homme de ma vie du 28 Octobre 2009


Non saprò mai spiegarti chi sono, che cosa faccio e perchè lo faccio. I miei occhi sono giganti perchè accumulano strati infiniti di esperienze, situazioni e sentimenti. Il lento processo della sedimentazione rilascia un residuo in questi miei occhi che equivale all'imponderabile e al taciuto. A volte temo che questa parte diventi la mia essenza e fatico a respirare.Non posso spiegarti che cosa accade ogni giorno nella mia vita perchè finiresti per non credermi ed io odio non essere presa sul serio. Io che mi prendo troppo sul serio.Dovrai decantarmi come un solvente fa con il soluto e cogliere quelle pochissime gocce di me che restano ancora. Forse lacrime, forse umori d'altra specie. Io questo non posso saperlo. Non ho guide per vivermi, se non il lento lasciarmi esistere, in questo corpo attraente ma mai troppo esposto.Io li ringrazio i miei occhi, perchè mi evitano l'indicibile imbarazzo dell'esposizione. Il pudore e l'attenzione sono i tratti più sinceri di me.Vuoi sapere perchè taccio e registro con gli occhi?E' semplice. Per non perdermi dentro me. Per non impazzire.Vuoi sapere perchè bevo lattementa piuttosto che cuba libre?Perchè non voglio essere distratta mentre registro.Vuoi sapere perchè invece bevo il vino a tavola?Perchè nel momento in cui poggio le mie labbra sul bicchiere, so già che tu vorresti essere quel pezzo di vetro poco lavorato.Non posso controllare questa pulsione perchè tutti i miei controlli sono votati esattamente all'arte della Seduzione.Ora che lo sai, posso chiederti gentilmente di sedurmi a tua volta e di farmi dimenticare il mio passato di ninfomania mentale mai applicata fisicamente?Ora che conosci le mie debolezze, non ti viene un'indicibile voglia di salvarmi o devo iniziare a credere che esistano solo crocerossine e mai crocerossini?Ora che col palmo della mia mano ho toccato la perfetta consistenza del mondo, posso lasciarmi amare ed esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia finchè morte non ci separi?Perchè vedi, io sono ancora quella bambina romantica che scoppia di amore e lo reprime dentro sè, per fingere di essere una persona finta e cinica al solo scopo di non soffrire e che sa che non c'è sofferenza più grande al mondo del negarsi...

Caro Uomo della mia Vita. Forse non ti conosco ancora o forse non ti vedo... Ma questa lettera è per Te.


Invito a riflettere

Ti scrivo perché so che mi leggerai.
Sono un po' delusa, effettivamente. Mi ero illusa di poter creare qualcosa di bello insieme, visto che ci compensiamo tanto bene. Pensavo che avremmo potuto usare la nostra forza interiore per lottare per questo rapporto. Le basi si creano se non ci sono, ci eravamo detti. Non abbiamo avuto pazienza e ci siamo lasciati abbattere dai limiti pratici. Ma se due s'inventano queste scuse nella testa, significa che non si sono colpiti a sufficienza. Onestamente io credo di essere partita davvero per te e aspettarti non mi sarebbe stato difficile. Avrei goduto di quelle poche giornate insieme, in attesa di un'unione totale e quotidiana. Lo sai che se mi metto qualcosa in testa non c'è niente che mi fermi. Non ce la faccio ad andarmene via da una persona per un motivo così futile e, soprattutto, risolvibile. Quando due si piacciono non serve nient'altro. La qualità della mia vita peggiorerà notevolmente senza il nostro dialogo e questo lo so benissimo. Non è vero che saremmo diventati la caricatura di noi stessi, ne sono certa. 
Un'altra cosa è questa: non è così scontato trovare una persona che ci piaccia davvero. Io ti vedevo come la mia anima gemella! Dove finivo io iniziavi tu. 
Ecco, mi pare evidente che non vale lo stesso per te. Non mi hai dato modo di viverti. Mi hai segato le gambe un'altra volta e adesso devo cercare di non elemosinare niente. Ti ho sempre rincorso io e questo non va bene. Forse è ora che io abbia un mio personale orgoglio e che capisca che forse merito di più: qualcuno che colga il mio valore e sappia fermarmi, qualcuno che sia in grado di aspettarmi. Pensavo fossi tu e invece devo accettare di essermi sbagliata. Devo dimenticare quella volta in cui mi dicesti, a voce bassa, che nella tua testa ero già il tuo amori. Non ascolterò più quella voce che con tenerezza inaudita mi diceva "Micia" e che sapeva farmi ridere fino alle lacrime o commuovermi, a seconda. Con te ci sono state troppe cose belle e non posso dimenticarle. Nella tua testa ero Eros Puro ... Ora cosa siamo? Thanatos, nient'altro che Thanatos.

E' un addio Amore mio? Sì, mi rispondo. Lo faccio io perché tu sei come morto e non vuoi ferirmi. Ma questo tuo stato d'animo a metà mi uccide più lentamente di quanto tu possa credere. E allora me la devo io quell'amara risposta.
Credo di averti fatto capire tutto quel che provavo e provo. Ora tocca a te.

Considerazione utile

Un giorno scrissi "La persona giusta è quella che saprà trattenermi".
Forse questo è l'unico consiglio saggio che posso dare a me stessa per non restare appesa a te.

3 giugno 2012

Moods

La rapidità con cui i miei umori cambiano mi ha sempre terrorizzata. Sono un qualcosa d'incontrollabile e apparentemente ingestibile. Non capisco mai da cosa scaturiscano, precisamente, e si traducono in un dolore fitto alla pancia con conseguenti difficoltà respiratorie. Chissà, poi, come diavolo diventano i miei occhi! Li immagino paesaggi vari, ora polari ora torridi. In base a questi maledetti umori, cambio l'approccio al cliente mentre lavoro e non mi stupisce, infatti, che qualcuno mi adori e qualcun altro mi voglia semplicemente morta. Talvolta cambio umore perfino nel corso di una telefonata e il povero malcapitato si trova a dovermi assecondare, quasi che io fossi chissà chi! Non sopporto questo mio tratto snobboso e prepotente, ultimo retaggio dell'insicurezza profondissima ed incavata che mi porto appresso da troppi anni ...
Quando verso in questo stato c'è solo una cura ed è la Musica. Ora, infatti, sono riuscita a riavermi grazie a Keith Jarrett e al suo Tokyo Encore. Forse accade perché certi brani sono così aderenti ad un determinato stato d'animo da svuotarlo del suo stesso amaro contenuto. Potrei stare in loop su questo pezzo per altre due ore che nemmeno me ne accorgerei ed il mondo fuori di questa nostra coppia abbozzata cesserebbe di urlare.
Ho capito che vivo nella paura di perdere quel che ho costruito tanto faticosamente tra un moto di volontà e uno d'indolenza assoluta. C'è questo tratto ballerino che mi spinge a volare via col vento per poi ricadere sulla terra nuda, aprendo gli occhi forzatamente. Mi sono innamorata di Alessandro perché entra nelle mie inquietudini per portarvi una soave leggerezza. Vorrei avere lo stesso effetto benefico e salvifico su di lui, dargli i miei piedi quando i suoi traballano e abbracciarlo tutte le volte in cui l'emozione è talmente forte da diventare un vuoto insostenibile. Io non lo so come andrà a finire... Mi sembra che il mondo stia correndo come un pazzo verso la fine ed è una sensazione strana, che solo una persona suggestionabile può vivere. Spero di sbagliarmi e di arrivare più o meno serenamente alla vecchiaia perché sento che ho ancora tante cose da fare con lui e non (speriamo con!)
Intanto torno alle mie pratiche, così non penso a questo cuore e alle sue pulsazioni violente...

Aprite un po' quegli occhi!

Aprite un po’ quegli occhi,
Uomini incauti e sciocchi.
Guardate queste femmine,
Guardate cosa son.
Queste chiamate Dee
Dagli ingannati sensi,
A cui tributa incensi
La debole ragion.
Son streghe che incantano
Per farci penar.
Sirene che cantano
Per farci affogar;
Civette che allettano
Per trarci le piume.
Comete che brillano
Per toglierci il lume.
Son rose spinose,
Son volpi vezzose,
Son orse benigne,
Colombe maligne,
Maestre d’inganni.
Amiche d’affanni
Che fingono, mentono,
Ch’amore non sentono,
Non senton pietà.
Il resto nol dico.
Già ognuno lo sa.

Sleeping

Sleeping