Walk in silence,
Don’t walk away, in silence
See the danger,
Always danger,
Endless talking,
Life rebuilding,
Don’t walk away
Walk in silence,
Don’t turn away, in silence
Your confusion,
My illusion,
Worn like a mask of self-hate,
Confronts and then dies
Don’t walk away
People like you find it easy,
Naked to see,
Walking on air
Hunting by the rivers,
Through the streets,
Every corner abandoned too soon,
Set down with due care
Don’t walk away in silence,
Don’t walk away
Oggi, per un mio caro amico, è un giorno un po' triste.
Festeggia i suoi 2000 giorni di solitudine.
Intorno a lui, commenti e sguardi di compatimento, altri di sarcastico scherno.
"Come fai a non scopare da così tanto tempo?", gli dice una che credeva sensibile...
E lui abbassa lo sguardo sorridendo e dentro quegli occhi c'è la delusione cocente di chi ripone ancora fiducia nel mondo, in un qualche cuore gentile che invece si sta estinguendo.
Ma lui ci passa sopra perché è forte e perché sa che l'autocommiserazione lo porterà solo ad uno stadio peggiore.
Gli chiedo "com'è finita con quella ragazza che ti piaceva tanto?" e lui risponde che non è scattata quella scintilla dentro di lei. Di getto gli chiedo se sia triste e provo a consolarlo ma lui è nuovamente pronto a stupirmi e afferma che il semplice fatto di sentire l'amore e l'innamoramento dentro di sé lo fa stare bene.
Mi dice "L'amore è una cosa meravigliosa"...
E allora io gli voglio ancora più bene e penso che in tutto questo schifo qualcuno di bello ancora c'è.
Siccome mi parla di festeggiamenti, gli chiedo con chi farà baldoria. Allora risponde che festeggerà da solo, come sempre...
Così spero di poter preprare dei biscotti a forma di abbraccio, perché si senta meno solo.
Gli auguro quel che ho il privilegio di provare io da un anno e mezzo, l'Amore corrisposto...
A voi che non credete al fatto che non abbia mai assunto droghe io dico "Vaffanculo".
Sono stanca di quest'aria fritta. Sono stanca che tutti stiate così tanto male da credere che uno stato di esaltazione perenne, così come la luce negli occhi, sia dettato da materiale sintetico schiaffato nel naso o nella bocca.
Al diavolo voi che mi trattate come se fossi l'eccezione, come una moralista che non sappia divertirsi.
Talvolta mi fa paura pensare d'essere rimasta da sola col mio Amore, talvolta mi fa innamorare ancora di più di lui.
Ché se un giorno s'azzardasse a tradire se stesso (e quindi, di riflesso, me) io non avrò più un senso per stare qui e me ne tornerò sul mio pianeta perfetto.
1. Io da Tarantini e da Silvio ci corro... Ma con un lanciafiamme in mano! (l'Amore mio docet)
2. Visto che sono bella, a quanto pare, devo darla a Costoro perché "La Bellezza è un valore". Ok, metto a punto il mio piano malefico: nascondere una pistola o un pugnale tra le tette e poi agire di conseguenza
3. Sono una pecora perché (ahimè) sono nata onesta da gente onesta. Scusa se non vendo mia madre in giro... Scusa se ho qualcosa in più di te (il cervello nda) e quindi ho la presunzione di guadagnare soldi sviluppando le sinapsi piuttosto che i muscoli della f**a. Dato che ce l'abbiamo tutte, non lo ritengo un gran motivo di vanto offrirla "per gentile concessione"...
4. Il nostro Silvietto è dotato di senso estetico e quindi apprezza che una indossi Prada, Chanel, Dior, Armani, Valentino e chi più ne ha più ne metta... Quelle che comprano le collanine dai cinesi non sono degne di nota. Sì, hai ragione. Scusa se questo paese sta andando in disgrazia e la colpa è tutta dei comunisti pezzenti. Ti posso citare tantissime personalità di sinistra con un conto in banca illimitato. Credimi se ti dico che il lassismo non è una caratteristica politica! Io non so da che parte sto ma senz'altro il mio partito è quello della Dignità. Se non sai che significa, ti rimando al seguente link: http://www.dizionario-italiano.it/definizione-lemma.php?definizione=dignita&lemma=D03CE400. Aggiungo che (essendo una donna Toro) sono governata da Venere e pertanto il mio senso estetico è intrinseco almeno quanto lo è per i nativi della Bilancia (vedi Berlusca). Non credo, però, che Venere andasse in giro con i vestiti firmati... Lei fuoriusciva dalla spuma delle Acque. Correggimi se sbaglio, resto aperta al dialogo.
Tutti i respiri che ho sono per te.
Tutti i respiri che hai
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante
dove vai? Cosa fai?
Con chi stai parlando? Cosa stai bevendo? Ascoltami.
Cerca di evitare le tue distrazioni.
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante
non hai padroni. Lo so.
E non hai limiti e non hai risposte
ma solo un vago senso di eleganza
per questo ti insegno la pazienza
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante
è così che ogni goccia di te scava la mia schiena
lentamente
con un ritmo costante
Certo.
L'ambizione è un lusso.
Come la miseria. La Privazione. La Punizione.
Ti guardi intorno e non sai chi cercare
per questo ti insegno a costruire
e a dare spazio alle tue idee più strane
a mescolare estro e perversione
Perche' Dio non guarda.
Dio bestemmia. E alla volte non si applica
Respira. Guarda il cielo. Guarda le stagioni passare.
Prendi posizione. Viaggia.
Ricerca la tua parte migliore.
Non hai nemmeno un idolo da venerare.
Nemmeno quattro soldi per andare al mare
di notte a immaginare.
Nuotare.
E così la seduzione ed i calmanti
le vertigine e gli svenimenti
gli sfinimenti
il controllo di tutti i movimenti
è così che ogni goccia di te scava la mia schiena
lentamente
con un ritmo costante
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante
tutti i respiri che ho sono per te.
Tutti i respiri che hai
è così che ogni goccia di te scava la mia schiena
lentamente
Avrei voluto dare di più. In fondo il canto è comunicazione ma è proprio questo il mio limite: ho troppi blocchi emotivi dettati da non so bene cosa.
Ho passato una vita a dissimulare e ad ostentare calma, forza e serenità quando invece, dentro me, c'era un cumulo di macerie e detriti. Un gigantesco ammasso di azioni incompiute e cose lasciate in disparte in attesa della "grande onda".
Sto leggendo un libro che s'intitola "Lettura del volto" e mi stupisco notando quanto parli il viso di ognuno di noi. Soprattutto mi mortifica notare che tutti i difetti e i pregi che ho riscontrato in me stessa sono assolutamente confermati dalle fattezze fisiche. Dispersione, scarsa concentrazione, incostanza, energia, sensibilità, gentilezza, creatività, bontà, gelosia, ottimismo, propensione al lavoro in proprio, onestà e buon gusto.
Forse il quadro non è poi così critico ma avrei preferito essere un soggetto più "quadrato" e affidabile.
Se non altro, è molto divertente passare il tempo ad analizzare la gente intorno e le persone amate. Sono solo all'inizio di questo libro ma mi sta dando molto e sono contenta, per una volta, di aver seguito l'impulso quel giorno, in biblioteca.
Tornando a ieri, ho cantato male. La salivazione era assente e non sono riuscita a scaldarmi come avrei voluto. Il mio intestino si è comportato malissimo e ciò mi ha debilitato fisicamente e messo a disagio...
Il pianista ha fatto pena e ha suonato la meravigliosa "Beatrice di Tenda" lentamente e sbagliando così tante note che alla fine in molti passaggi ho totalmente cannato l'intonazione... Figuratevi quanto questo possa avermi reso insicura ed impacciata.
Insomma, credo che il mio professore (che era interno alla commissione) abbia messo una buona parola solo perché sa come canto abitualmente. Mi pare quasi una raccomandazione... :( Ma forse dovrei smetterla di farmi tutte queste seghe mentali e pensare positivo!
Saprò la mia sorte tra giovedì e venerdì e fino a quella data terrò le dita dei piedi incrociate!
Le 6.57, sono nei pressi di P.le Loreto e ho davanti a me un'anonima Matiz rossa. Mi viene in mente il mio amico Daniel e il suo desiderio di cambiare auto perché quella non lo "rappresenta" degnamente... E' anche questa una bozza di ricordo e scivola subito via sotto il peso della pioggia battente. E' da ieri sera che mi pare di guidare ininterrottamente. Sono andata ad una festa di laurea proprio nella zona di Milano in cui lavoro e stamattina sono di nuovo qui. Avendo dormito male, ho l'impressione di non aver staccato la spina. Una continuità d'eventi, insomma. In più ho lo stesso trucco e gli stessi abiti e così sembra che debba andare chissà dove... Invece, non appena a casa, mi metterò a studiare canto e poi dormirò per non so quanto.
Dicevamo... Alle 6.57 vedo la portiera della Matiz aprirsi. Ne fuoriesce un trans sudamericano dalla minigonna sgangherata. E' composta da veli sovrapposti in chiffon, di varie lunghezze. All'altezza del sesso, il taglio è troppo deciso e il trans tenta in ogni modo di nascondersi ma senza successo.
Ciò che mi colpisce è la sua espressione.
E' come se tutt'intorno a lui si fosse creato silenzio. L'imbarazzo del figuro è tale che non posso fare a meno di provare pena e disprezzo per chi è alla guida di quell'auto. Intravedo un uomo dalla testa di Casper, privo di capelli. L'espressione spenta. Tira dritto senza porgere nemmeno un ombrello.
Quel trans dall'espressione dolce e intimidita si guarda circospetto e corre via...
Corre come la mia macchina dietro la Matiz di quello lì...
Penso a quant'è triste il mondo. A quanti soprusi certa gente decide di subire consapevolmente. Come sempre mi chiedo chi sono queste persone e cos'hanno dentro. Cosa le spinge ad autoschiavizzarsi...
Tutte domande senza risposta. Domande stupide, fra l'altro...
In fondo ognuno è responsabile delle proprie scelte, giusto? Forse a me tutto questo appare squallido mentre per lui potrebbe essere assolutamente normale e soddisfacente.
Ogni tanto mi tocca far guerra col mio dannato passato da internet-dipendente. Rinnego ciò che sono stata e il fatto di aver scoperto i miei pensieri così facilmente.
Non che abbia incontrato molta gente conosciuta su internet, però avrei preferito non dire il mio nome con tanta leggerezza. Il vero problema è rappresentato da msn e dal fatto che così tutti possiedano la mia email e che quindi possano rintracciarmi anche se non avvio messenger.
Così mi ritrovo a dover gestire persone di cui non mi ricordo un beneamato cavolo e che provano insistentemente a riprendere dei contatti che io non voglio assolutamente riprendere!
Cioè, vivo malissimo questa cosa perché sono costretta a trattare poco educatamente questi soggetti senza volto. E loro, in automatico, rivendicano un qualche diritto e rimangono basiti dal cambiamento caratteriale perché spesso mi hanno conosciuta in circostanze ben diverse, quando mi mostravo per la persona che difatto sono, gentile e simpatica.
Ad esempio, una settimana fa, è rispuntato uno che ho conosciuto almeno 3 anni fa e di cui ricordo parecchie cose se non fosse che non me ne faccio nulla di tali "dati" impressi nella memoria. Quando gli ho detto apertamente che non c'era alcun interesse da parte mia, si è offeso tantissimo. Ha iniziato a scrivere cose del tipo "mi sembravi una ragazza intelligente, aperta e simpatica. Scusa il disturbo, ho capito male..."
Voi non potete capire il nervoso che mi è montato! Sembra quasi che una debba necessariamente portare avanti qualcosa che è completamente morto nella propria testa. Non è che questa gente si mette a considerare che qualcosa potrebbe essere cambiato, non so, del tipo... Il cane è morto = lutto perenne, un fidanzato iper geloso, una conversione all'islam, un impossessamento dell'identità da parte di un hacker, un inacidamento dettato dalle troppe delusioni...
Insomma, come si può ripiombare nella vita di qualcuno in maniera così impertinente, senza considerare le potenziali ragioni di cui sopra?? E va' a spiegarglielo poi... Ti rispondono cose del tipo: "Ma io ti stavo solo chiedendo di rivederci, niente di trascendentale... Ti facevo più aperta!"
Ecco, queste cose le odio terribilmente perché ti fanno sentire come se fossi una troglodita chiusa nel suo mondo, quando invece stai solo cercando di proteggere il tuo Amore da scossoni inutili e da potenziali crisi.
Perché (da persona gelosa quale sono) vi dico che starei male se il mio ragazzo mi dicesse "ascolta, oggi devo uscire con una tipa conosciuta su internet 37 anni fa..."
Ho vissuto molto male il fatto che la mia azienda, improvvisamente, un giorno, abbia tolto l'accesso a blogspot. Sapete, a lavoro ho sempre avuto le migliori ispirazioni e spesso sono rimaste in stato embrionale nella testa per poi precipitare inesorabilmente nel dimenticatoio.
A volte ho sperato di poterle immortalare in una bozza salvata nella mail personale ma poi sono sempre rimaste incompiute e quindi abbandonate lì. Non ha alcun senso, per me, cercare di riportare in vita qualcosa che era stato concepito in un dato momento e in un dato luogo.
Il fatto che da qualche giorno a questa parte l'accesso non sia più negato mi rende leggermente felice. Certo, non è una grande conquista ma almeno è un punto di partenza.
Detto questo, vi saluto da questo ufficio illuminato dal sole, circondata dai colleghi più amati e auguro un ottimo weekend a voi che potete scorazzare in giro.
Novembre 2008. Mi sono fissata che devo riprendere il contatto col francese e voglio farlo in maniera strana. Niente viaggi, niente "Le Monde" da comprare in edicola, niente libri vecchi da riesumare negli armadi.
Solo uno strumento: skype. Non ho idea di chi cercare e come ma mi basta che parli francese.
All'epoca ero ancora in qualche modo innamorata di Alberto e non riuscivo a smettere di cercarlo su internet, in ogni modo. Digitavo il suo nickname e anche se la community di libero gentilmente m'informava che lui aveva cancellato l'account, io non riuscivo a darmi per vinta. Mi bastava rievocare la sua atmosfera ed io mi calmavo, anche se non potevo stringerlo a me oppure assaggiare le sue leccornie o, semplicemente, prendere un treno e visitare la sua città.
Amavo il suo nickname perché era il nome del protagonista di un libro che amava molto. Non sono mai riuscita a leggerlo, come tutti quei libri che mi fanno toccare troppo una persona e poi me la tolgono dalle mani, brutalmente. Non sono mai stata pronta e credo non lo sarò mai.
Un giorno di novembre ho digitato il suo nickname e fra i tanti risultati uno in particolare mi ha attratto. Lui aveva una foto profilo stupenda, in bianco e nero, e speravo di scambiarci due parole. Gli ho scritto ma forse non era in linea. Mi ha cercata personalmente di lì a tre ore e abbiamo condiviso i nostri dettagli.
Mi ha chiesto perché l'avessi cercato ed io gli ho parlato del personaggio del libro. Mi ha confidato che si riferiva proprio a lui e da lì è nata una relazione virtuale fatta di scambi "culturali" intensi. Adoravo quell'uomo ma era troppo vecchio e quel gioco mi aveva stancato o forse solo troppo ferito, così mi sono sempre mantenuta ad una certa distanza emotiva. Era forbito e il suo francese m'incantava perdutamente. Il destino ha voluto che trovassi proprio un giornalista e così quell'uomo, incredibilmente, mi ha ridato la padronanza della lingua, giorno dopo giorno. L'anno dopo sono partita per Paris ma non l'ho incontrato perché era un essere spregiudicato e pericoloso. Sono partita con mia sorella per proteggermi...
Patrick, così si chiamava, un giorno di quel novembre mi ha passato una musica e ha scritto "vous allez l'aimer éperduemment, comme le film..."
Da quel momento io sono entrata in un magma stranamente blu e ho perso il contatto con la realtà. Odiavo quella musica perché sembrava volesse dire tutto ma poi, troppo presto, s'interrompeva e il suo lieve dolore permaneva nell'aria, a struggere l'ascoltatore.
Come spiegare a Patrick tutto questo in francese? Non serviva. Sapevo che lui leggeva le cose come me.
In pochi giorni ho potuto vedere il film e ci ho vissuto dentro per un tempo indefinito e ho aiutato me stessa scaricando tutte le musiche a esso relazionate.
Patrick, poi, è scomparso ma il destino mi ha messo sulla strada qualcun altro.
Mi sono iscritta alla fan page di "In the mood for love" su FB e tra i tanti fan un volto mi ha colpito, quello di A.
Non ci ho messo molto a scrivergli (un tempo ero molto sfacciata) e da dicembre è nato un rapporto epistolare che mi ha fatto innamorare di lui. Lui che mi chiedeva sempre di sposarlo e io che ci cascavo pure.
Se fossi stata un uomo, sarei stata lui.
A Paris l'ho incontrato e quella musica gli aleggiava tutta intorno. Ero così emozionata che non sapevo spiccicare parola. Ricordo solo il suo abbraccio sotto la tour Eiffel e il bacio sulla testa. Non avrei mai voluto andarmene via ma lui lo ha fatto per primo ed io sono rimasta incompiuta, come l'opera di Schubert
Oggi, per l'ennesima volta, ho rivisto "In the mood for love" alla TV. Lo hanno dato in prima visione. Per me chissà quale visione era con esattezza...
Mia madre ha preso il monopolio della TV e si è guardata la 2a puntata di "Anna e i cinque 2". Immaginatevi di quale importantissimo appuntamento si tratti... La Ferillona nazionale che soffre e poi riprende il controllo della situazione. Chissà se lei ha mai visto "In the mood for love" e lo ha capito...
Chissà se sa cosa significhi rimanere appesi alla Musica e ai ricordi concatenati per così tanto tempo...
Io che credo nel Destino non vivrò mai nel presente.
Le 7.14. Timbro il cartellino accompagnata dal mio collega con cui ho fatto un trattino di strada insieme.
Si appropincua in nostra direzione lei, la mia quasi omonima... Prevedibilissima come sempre, così prorompe: "Ma chi è questa stupenda coppia di stupendi ragazzi??!! Oh Vale, ma lo sai che somigli troppo a quella che sta con Gigi d'Alessio... Come cazzo si chiama?!" E io, con nervosismo e sconforto malcelati, rispondo: "Anna Tatangelo".
"Ah sì. Mi sta troppo sul cazzo quella stronza!"
Avete presente quando la Cortellesi fa l'imitazione dell'inviata della Vita in Diretta. Ecco, gente che fa l'adorabile e poi ti dà le martellate su li cojoni...
Le 3 in punto. Penso a quelli che si stanno sballando da qualche parte mentre io, loro coetanea, resto qui a lavoro, cercando di tirare fino alle 7.30. Sono profondamente stanca e il ricordo della breve vacanza al mare ormai ha perso consistenza. E' già una memoria che si rievoca in testa solo quando passeggio per la mia città di giorno e realizzo che è ancora estate. I meteorologi dicono che lo sarà fino al 15 dopodiché tutto ritornerà paurosamente milanese. Ad essere onesta non amo poi tanto questo rigurgito improvviso d'estate... Ero già entrata nel mood autunnale e non avevo intenzione di rimettermi a sudare ma tant'è: ogni tanto anche Milano ci fa gli scherzi!
La notte in azienda ha un nonsoché di magico, specialmente questa fascia oraria. Qui si annidano le confessioni non filtrate ed è bello constatare che una parte del cervello si addormenti mentre rimangono attive solo le "applicazioni di default".
Stanotte ho dovuto gestire un'assistenza davvero antipatica. Per via dell'indisponenza altrui ho quasi perso un cliente, il caro Sig. M. che è stato tanto paziente e alla fine si è calmato ascoltando la mia voce. E' una piccola grande conquista, per me. Aveva minacciato di denunciare il carrista per averlo mollato lì ma alla fine non l'ha fatto e si è pure scusato per aver alzato la voce, quando ne aveva pieno diritto... E allora mi sono mostrata accondiscendente e comprensiva e ci ho quasi fatto amicizia.
Al di là di ogni potenziale stress dettato dai tempi stringati, devo dire che amo questo lavoro. Mi piace anche andare contro quel che dicono i capi e fare di testa mia . Forse mi rendo troppo servizievole e disponibile ma almeno faccio capire al cliente che non c'è nulla da temere e che siamo lì per lui. Gli altri si limitano a dire "non è di competenza del mio ufficio, deve chiamare l'altro numero..." Non credete che sia triste rimbalzare una persona da un telefono verde all'altro? Alla fine ci perdono soltanto loro perché sono poche le persone dotate di pazienza, a questo mondo...
Scusate, sto scrivendo senza filtro e gli occhi mi si chiudono. L'intestino fa vita a sé e mi tormenta la nottata, le occhiaie giacciono pesanti sotto le mie orbite struccate.
Ho preparato come di consueto il caffé per sopportare la notte ma questa volta è uscito disgustoso. Non ho dosato bene lo zucchero e in più tutto mi provoca nausea. Anche se mi sono portata dietro il cuscino, faccio una gran fatica ad addormentarmi e sarei pure capace d'indossare gli occhiali da sole solo per oscurare tutto questo neon sopra la mia testa.
Nel frattempo la mia collega sta soccorrendo un pover'uomo che è caduto in uno strapiombo per evitare uno stambecco. Ma ve lo immaginate? Accadono tante cose e nessuno ne ha percezione.
Va bene, la smetto di straparlare e provo ostinatamente ad addormentarmi con la mia copertina di Linus appresso...
Io e Lara siamo convinte che poggiandoci l’una sopra l’altra otterremmo un perfetto parallelepipedo.
Questa rivelazione ci è apparsa semplice ed evidente in uno dei nostri tanti viaggi in giro per Milano.
Ne abbiamo riso a lungo … Ci piaceva ironizzare ed autoironizzare, ridendo di quel che non amavamo del nostro corpo.
Ma trovavamo una forma perfetta l’una sopra l’altra. Lei, Venere callipigia, dai seni piccoli ed eleganti, perfettamente contenuti in una coppa di Champagne. Accoglievaserena milioni di amanti assetati di lei.
Io, timida ed impacciata, lasciavo che Lara disegnasse le mie forme con mani d’artista che solo a lei potevano appartenere. Forti e grosse … Mani di donna volgare, soggiogata dal piacere ed incapace di dire basta. I suoi enormi polpastrelli, il polo di Venere ricchissimo di linee incrociate a testimonianza d’una sensualità mai repressa.
Lei, dipingeva i suoi amanti con maestria innata. Lasciava che posassero nudi senza troppo scandalo.
Sapevaentrare nelle anime delle persone senza fatica. La lasciavi fare … Ti lasciavi plasmare da quelle sue mani. Ma le atmosfere porche che intarsiava ti riempivano di tristezza non appena ti accorgevi che il suo cuore era altrove.
E più soffriva, più la sua spinta sfrenata all’erotismo trovava spazio.
Qualsiasi uomo, alla vista di Lara, provava il bisogno di possederla. Lei così piccolina, i lineamenti fini come quelli d’Amélie e il suo fantastico mondo … Perfino i nostri volti, sovrapponendosi, non avrebbero lasciato spazi vuoti. Ma gli occhi, quelli no … Gli occhi parlavano la stessa lingua.
Fra le tante esperienze opposte, io e lei c’incontravamo laggiù dove la complicità del dolore s’annida in uno sguardo perverso e dolce insieme.
Dei nostri viaggi ci resta sempre quella risata goliardica dai tratti spagnoleggianti.
I nostri dialoghi in lingua straniera perfingere di essere cittadine del cosmo, il teatrino sarcastico di chi perde la faccia regolarmente perché “tanto nonc’è nulla da perdere”.
La nostra reputazione se n’è andata via tanto tempo fa, fra un silenzio e l’altro.
Inostri incontri non sapevano mai di amarezza, però ... Non c’era tempo di piangersi addosso, di constatare la perdita. Sapevamo tutto e le domande ci seccavano.
A casa sua cucinavamo quel che capitava con passione e fantasia. Artiste su campi diversi, ma sempre artiste …
Qualche carota, un soffritto di cipolla, i peperoni saltati e conditi di Modena … Tutto era perfetto con Lara. Improvvisamente la paura di vivere scompariva. I miei genitori non esistevano più. Le imposizioni, non esistevano più.
Libera di essere perversa, dicevo addio a tutto quel passato di compostezza e perfezione scenica.
Lei poggiava la testa sulla mia spalla ed il mio capo ricadeva sul suo. Lo faceva improvvisamente, durante le lezioni d’inglese, in metropolitana … Ovunque.
Trovava protezione fra gli incavi del mio corpo ed un brivido mi scendeva lungo la schiena, non appena quei capelli morbidi sfioravano il mio collo freddo e alto.
Mi trattava come mi trattano gli uomini.
A volte formulava pensieri strani mai esplicitati. Mi ammoniva non appena cadessi in paranoia …
“Basta con tutte queste seghe mentali!” esi arrabbiava ferocemente.
Non ero mai veramente serena. Improvvisamente tornavo ad essere la bambina insicura di un tempo, quando piagnucolavo non appena Vittoria mi portava via Eleonora.
La spontaneità di pensiero si paga caro … dicevo tra mee me.
Ma poi leitornava, a sgridarmi per quei silenzi che tanto amava … A sgridarmi per essere tanto fragile e poi a piangere della sua resa.
E affermava, dopo che la lasciavo sfogare, “sai, tu sei terribilmente buona e saggia”.
Ed io ridevo di quella novità, di quella verità tanto attesa.
Mi guardava come un uomo, poi. Consapevole del proprio fascino … Quello che deriva dalle contraddizioni e dai gusti musicali identici.
Le lasciavo il mio ipod in custodia, sicura di non potermi fidare.
Scorreva una traccia adorata da entrambe, “Playground love”.
“Non sai quante scopate mi sono fatta su questo brano …” affermava sorridente ed eternamente vogliosa, ricadendo poi sul suo dramma in replay.
I servizi dei TG mi fanno ridere. Penso sempre a tutto quello che andrebbe detto e che viene coperto dalle stronzate, per fingere che questa società sia ancora salvabile.
Pensano che il gossip abbia un effetto terapeutico. Forse ce l'ha solo per chi non è nato catastrofico come me.
In questo periodo la mia mente viaggia peggio del solito mentre la bocca resta chiusa. Di solito questo è il preambolo al cambiamento. Non vedo l'ora d'iniziare l'esperienza della scuola civica perché mi sono stancata di prendermi per il culo e di fingere che la parte più vera di me sia morta per sempre.
Voglio vibrare, voglio ridere davvero, voglio ancora emozionarmi ed emozionare. So che certe mie dichiarazioni sono dolorose ma devo ammettere che vedo lontanissimo il giorno in cui mi sposerò e avrò dei figli... Ho ancora troppo egoismo nelle vene e non posso più ignorarlo.
E la regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo. Se ti tradisce, è perché non gli piaci abbastanza". Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d'aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: Quelli che ti vogliono. E Quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa. E Tu, Tu Donna, di mestiere fai l'avvocato, la commessa, la cameriera, l'insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l'attrice, la studentessa. Non la crocerossina. Quindi. Aspetta che sia lui a chiederti di uscire. Perché va bene la parità dei sessi, le quote rosa, e l'eguaglianza dei diritti. Ma i tempi non sono poi così cambiati. Gli uomini restano pur sempre dei cavernicoli, sia pure incravattati, e come tali adorano il sapore della conquista. Tieniti lontana dagli uomini sposati. Non lasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell'amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato. Tu non sei l'eccezione. Tu sei la regola. Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona. Non hanno perso il tuo numero. Non hanno investito un cane. Non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un'altra. Oppure sono gay. Fanculo quelli che non declinano i verbi al futuro. Non sono analfabeti. Semplicemente non vogliono impegnarsi. Perché non gli piaci abbastanza. Li riconosci facilmente. Girano con un cartello appeso al collo, e la scritta: "Ci stiamo frequentando". Quando la senti, scappa. Non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in culo. Impara l'arte dell'essere donna. Impara l'arte di ottenere dagli uomini quello che desideri, non sbattendo i piedini, ma facendogli credere che siano stati loro a decidere. Impara a scegliere, invece che essere scelta.
(Tratto da "LA VERITA' E' CHE NON GLI PIACI ABBASTANZA)
1. Siate consapevoli che la persona di cui vi innamorate perdutamente sarà anche quella che potenzialmente vi ferirà di più
2. Non date il meglio di voi nel primo periodo. Se possibile, date il peggio, così il resto sarà un'adorabile scoperta
3. Non appiccicate all'altro l'idea che avete di lui. Non abbiate paura di smontare il film che vi siete creati nella testa perché la realtà potrebbe essere molto più affascinante. Al contrario, se notate dei difetti, non ignorateli. Riconosceteli e sappiate apprezzare l'autenticità di una persona che anche all'inizio del rapporto ha il coraggio di mostrarsi per ciò che è.
4. Se i vostri inizi sono stati idilliaci, abbiate la forza di ammettere a voi stessi che prima o poi una minuscolissima delusione farà capolino. Non ammazzate psicologicamente l'altro appena il suo comportamento dista da quello che vi eravate prefigurati... Siete due persone diverse.
5. Non cadete subito nel cattivo gusto! Non dite frasi crudeli all'altro perché "tanto poi tutto torna come prima"... Non è così. Il rapporto lentamente si sgretola e le persone si allontanano. STATE ATTENTI ALLE PAROLE! E' più facile fare l'amore che guardare veramente negli occhi l'altro e parlargli a cuore aperto.
Quest'ultima regola è proprio la più importante. Io l'ho infranta e oggi (e chissà per quanto tempo ancora...) sono profondamente triste.
L'Amore è un sentimento mortale. Abbiatene cura assoluta.