Oggi mi sento viva.
Per un anno ho cercato,
sperato e rinunciato per troppo imbarazzo.
Quel profumo inebriante,
appariva e scompariva continuamente, a seconda del passaggio di una donna.
Volevo che ogni
singola particella del mio corpo
trasudasse quell’odore.
Ma come potevo risolvere
il dilemma?
Recandomi nelle
profumerie più famose della mia città? O forse azzardando una domanda ad una
sconosciuta?
Anche a costo di
sperperare ore preziose del mio tempo,
avrei optato per la prima ipotesi.
Così per mesi cercai
ossessivamente quella fragranza senza nome.
Tutte profumavano di lei
…
L’essenza, a me nuova,
sapeva di ambienti altolocati.
Sul corpo di Lisa mille
volte l’avevo scorta, ma tra le sue innumerevoli boccette non sapevo
identificare quale fosse.
Non osavo chiedere,
poiché una donna è sempre gelosa del
proprio bouquet.
Un giorno, in uno dei
miei tanti tragitti in metropolitana, una giovane ragazza prese posto accanto a me.
Per 45 inesauribili
minuti ebbi la tentazione di avanzare
quella domanda. Ma mi sembrò troppo oltraggioso. Così immagazzinai nella
memoria quell’essenza fino a farla mia, per poterla riconoscere ovunque senza
incertezze.
Alla mostra di Tamara de
Lempika un angelo biondo lanciò una scia al suo passaggio e con uno scatto mi girai
verso di lei. Era una ragazza bellissima, vestita di abiti ricchi.
Mi sorrise dolcemente e
poi volò via.
Mi parve un’epifania …
Da quel giorno iniziai
a girovagare per tutte le profumerie della città, prendendomi
intere giornate di solitudine per non lasciare che le mie amiche si
spazientissero con me.
“non è questa e nemmeno
questa. Troppo fruttato. Sa di saponetta … Troppo dolce. Troppo freddo.
Nauseabondo … Questa è la puzza che emanano certe vecchiette ammuffite. Questo
è troppo commerciale …”
E via dicendo. Il
mio naso usciva impazzito da quelle gite
inconcludenti, ma la mia ostinazione NO!
L’occasione giunse alla
festa della donna, quando una delle commensali invitate alla festa, mi diede
modo di riassaporare quella fragranza. Poco dopo mi resi conto che io amavo due
profumi diversi e che li avevo mescolati
involontariamente dentro il mio cervello.
E così presi coraggio e
con aria del tutto disinvolta le dissi …
“tu emani un buonissimo
odore. Posso chiederti qual è?
La risposta … La risposta
era lì tra le mie mani! La memoria era pronta ad immagazzinare la preziosissima informazione.
“Grazie” - rispose lei. “è FLOWERS di Kenzo. Non è un
profumo nuovo. E’ uscito da un po’ di anni e lo adoro …”.
In quell’attimo toccai il
cielo con un dito! Ma, subito dopo, ricaddi sulla mia ansia.
Avevo trovato una metà
della luna, ora mancava l’altra …
I profumi erano due e
questo era molto più frizzante rispetto
all’altro indossato da Lisa e
dall’angelo azzurro incontrato alla mostra.
Il giorno dopo andai a
lezione e una ragazza del terzo anno si sedette accanto a me.
L’aria s’inebriò. Ero così commossa che quasi mi venne da
piangere.
Avrei fatto qualsiasi
cosa, perfino stringere amicizia col mio peggior nemico, pur di arrivare allo
scopo.
Fu facile. Scattò
un’intesa immediata fra me e lei.
Poco dopo mi complimentai
con la ragazza per la scelta del profumo e mi svelò il nome della fragranza.
“E’ JUST CAVALLI ma è
uscito da un bel po’ di tempo”.
Finita la lezione,
sgattaiolai emozionata nella prima profumeria del centro e chiesi di poter provare i due
bouquet.
In quel momento mi sentii
realizzata. Una donna vera … Una di quelle che fa girare il capo non appena
attraversa una strada.
Non comprai nulla. Mi
bastò essere regina per un solo giorno.
- Scritto dell'11 marzo 2007 -