29 maggio 2012

Inquietud

Non sono serena, amore mio.
Non sono serena perché il mio elemento trema sotto di te.
A volte credo di poterlo controllare, di esserne responsabile
ma non è così.

Sono terra tangibile che innalza le braccia al cielo.

E tu senti tutto, mi abiti dentro prima ancora di aver bussato.
Coltivi con cura le piantine del nostro giardino
e ti muovi fra queste con leggiadria e sorpresa.

Sei acqua che penetra queste zolle oltre la superficie.
Sei pioggia che cade sulla mia testa sbarazzina.
Sei mare, oceano, tempesta e crepacuore.

26 maggio 2012

Smentita?

Mi sono accorta che mi sei entrato dentro da quando questa mattina ho aperto gli occhi e ho provato nient'altro che disgusto per la realtà circostante.
Poi ho preso la macchina e ho guidato in modalità "pilota automatico".  Non ho guardato quanta benzina ci fosse. L'auto si sarebbe anche potuta fermare per l'esaurimento del carburante che io non me ne sarei nemmeno accorta.
Milano e la sua bruttezza mi hanno ridestato e la fitta al cuore è stata malvagia. La mia grigia città non regge il confronto con la tua che è piena di caldi colori, gli stessi che rilucono dentro di te e che ti hanno reso così vitale, allegro e dolce.
Il sorriso di nessuno mi ha mai fatto quest'effetto e quando ho visto che ti sei commosso solo guardando i miei occhi, ho sentito un immenso bisogno di abbracciarti, di viverti, di baciarti.
Dopo un'ora mi hai fatto capire quel che volevi, cioè me. Ti sei adagiato sulla mia spalla, curandoti di non farmi male e sei rimasto lì, a lasciarti accarezzare la fronte e i capelli. Mi ascoltavi assorto, mi chiedevi con gli occhi di stare in quella posizione perfetta per un tempo indeterminato. Ogni tanto guardavamo l'orologio perché DOVEVAMO farlo, perché la vita di ognuno, prima o poi, avrebbe dovuto riprendere il suo corso abituale, fatto delle stesse amate persone e dei soliti spazi ma comunque con noi due tristemente divisi.
Ho tanta paura d'innamorarmi e che il tuo cuore, invece, resti indietro, che non sia disposto a fare tutti questi sacrifici per una come me che sembra tanto e poi, magari, è nulla. Devo imparare a fidarmi di te, visto che me ne dai modo. Spero solo di non perderti, ora che ti ho trovato.

21 maggio 2012

Jimmo

Ieri ho guardato "When you're strange", il documentario sui Doors ed, in particolare, sulla figura di Jim Morrison.
La cosa che mi ha più turbato è stato osservare Jim mentre guidava come un pazzo, coi finestrini abbassati, il suo urlo straziante e quel guizzo perverso negli occhi, la nostalgia agghiacciante, l'inaderenza del suo essere alla materia umana. 
Io mi riduco sempre in quello stato quando guido ma urlo con i finestrini alzati perché non mi trovo mai in uno spazio vuoto quanto il deserto. Se ho un sogno americano è proprio quello lì: infrangere il muro del silenzio con un urlo animale, tra i cactus, da dentro una macchina sgangherata.
Comunque è stato lì che ho sentito di avere dentro troppe persone e la cosa mi ha terrorizzata. A volte credo sinceramente che impazzirò, che l'unica cosa che mi tiene ancora salda alla normalità (parola orrenda...) sia la mancata assunzione di stupefacenti. L'autocontrollo è la sola cosa che mi resti per non diventare Jimmo.

Si può morire di nostalgia? Nostalgia di cosa, dopotutto? 
Ieri non riuscivo a respirare mentre osservavo Jim svanire nel suo mistero, accompagnato dalle note di The Crystal Ship. Eterno ventisettenne dagli occhi inenarrabili, ora azzurri, ora castani. E poi l'innocenza erotica della sua prestanza. Non avrei potuto far altro che perdonarlo sempre, al posto di Pam... Ci sono persone che sono nate per darsi, per essere tormentate, arrovellate dalle masse. Sì, credo anch'io che non sia morto perché una persona del genere è troppo forte e la Vita la condanna a vivere, nonostante tutto, nonostante il troppo, nonostante l'immensa stanchezza. E' un'esistenza volta all'eterna ricerca della pace, tra un vizio di Vita e uno di Morte.


19 maggio 2012

Partorendo

Questo periodo mi fa cagare.
Non sono innamorata e so già che non m'innamorerò.
Del tipo che esco con lui, rido, parlo di qualsiasi cosa, restiamo appiccicati a baciarci ma non ho il batticuore.
Ecco, io quella sensazione non la provo più da un secolo.
Sto cercando di dirmi che questo è un modo sano d'iniziare un rapporto, che non bisogna fare tutto subito, che sarà più bello dopo e bla bla bla... Ma la verità è che non mi sento a casa, io non mi sento completa, fusa. E non venitemi a dire che è perché è appena iniziata. Io non lo accetto! Voglio credere che quel tipo di amore sia accessibile anche a me, quello di quando ti senti una persona dentro dal primo momento in cui la guardi, che ci vuoi fare l'amore istantaneamente, che ti viene il massacro allo stomaco quasi che tanti piccoli organismi saltellanti ci stessero martellando sopra. Io voglio questa roba qui, voglio lasciare la voragine ed essere travolta a mia volta.
Ogni tanto guardo mia madre con gli occhi spalancati, disperati, imploranti un aiuto. La guardo come se le stessi chiedendo per quale motivo mi ha fatta tanto male, così passionale, incostante, malata e ingestibile. E lei risponde soltanto: "Lo so Totò, lo so..." e mi pizzica il naso. Io, allora, mi accuccio e resto lì, con la testa appoggiata sul suo grembo meraviglioso, in cerca di protezione e penso a Freddie Mercury quando in "Mother Love" si metteva a cantare "Mama please, let me back inside". E a me sì che quella canzone faceva piangere. Sono nata col complesso edipico al contrario e amo le donne come se fossero opere d'arte viventi... Infatti so cosa prova un uomo pazzo di desiderio, riesco a immaginarmi come sia fare l'amore al contrario (da uomo), aprendo un varco e ottenendo il consenso all'idillio. Sì, è un capolavoro divino ma il Cristianesimo l'ha macchiato come tutto quel che è Troppo. Troppo per chi? Per l'uomo, naturalmente... Eterno servo della gleba, impossibilitato ad ambire a qualcosa di più: quell'Infinito che solo un Dio può toccare con mano.
I Pagani ci avevano visto giusto ed è per questo che sono stati sterminati ma nessuno sembra essersi curato del loro genocidio. Io piango l'incendio della biblioteca d'Alessandria d'Egitto perché non tollero che tutta quella sapienza sia andata in fumo, letteralmente. E ci raccontano la balla che un solo libro sacro possa sostituire tutto questo. A dir poco presuntuoso, non è vero?
Comunque non volevo parlare di questo.
Volevo soltanto dire un po' di cose a cui penso da giorni.
Partirei dal fatto che mi adatto male ai cambiamenti. Era da dicembre che facevo quel che mi pareva e piaceva senza dover dar conto a qualcuno quotidianamente. A quanto pare ho un ragazzo ma mi sento come se non fossi stata messa al corrente di questa cosa. Mi ero fatta un piano nella testa e non prevedeva la presenza di terzi. Invece eccomi qua, con una confusione immensa nel cuore e un senso di responsabilità che non avevo nessuna voglia di provare. Sono superficiale pure io, a discapito delle apparenze...
Comunque, il ragazzo in questione, mi ha detto a chiare lettere che non sono il suo tipo ed il peggio è questo: nemmeno lui lo è! Insomma, si vuole far crescere i rasta e poi non è capace di vestirsi un po' elegante. Cioè, non me n'è mai fregato niente dell'apparenza però non posso pensare che costui vada ad un matrimonio con i pantaloni militari larghi e la felpa azzurro shocking della Nike! Io, d'altro canto, mi vesto a seconda dell'umore e dell'occasione, cerco di essere versatile ma di mantenere il mio stile sempre e comunque. Alla fine, ieri, l'ho guardato e gli ho detto "Sento di non essere il tuo tipo, è vero?" e lui "Effettivamente non lo sei ma mi piaci comunque".
...
....
.....
......
.......
........
MI PIACI COMUNQUE?!?!?!

No, mi dispiace, non lo accetto. Io voglio un uomo che straveda per me in tutti i sensi. Voglio uno che non mi possa resistere appena mi muovo! Non mi basta una "normale attrazione fisica". 
Insomma, mi sono fatta dire chi fosse il suo tipo ideale. E' stato lì che sono quasi morta.
"Alta, magra, sportiva, con i capelli rossi lunghi, possibilmente dred". 
Bene, che accidenti c'entro io?!

Seconda cosa: io non sopporto i baci con la bocca rigida. Cazzarola, ti devi lasciare andare! E non devi avere paura del bacio alla francese. Mica mi turbi! 

Ecco, mi viene un po' da piangere. Rivoglio la mia vita di prima, con la stessa routine e i sogni belli nella testa. 
Lasciatemi respirare altrimenti rischio di uccidere qualcuno!

Goodbye.

17 maggio 2012

Strawberry fields forever

Presenza muta tra le fermate del metrò.
Passeggi silenzioso senza esigere nulla.
Non hai forma, odore o suono.
Vivi tra i muri colorati erti dalla mia mente.
Sei una miscela di musiche regalate,
sei una mano chiara e liscia mai sfiorata.
T'immagino muschio, rugiada autunnale,
voce speziata e velluto d'anima.
Sei l'impossibile perfezione che non abbraccio,
la farfalla che non accarezzo perché non cessi di volare,
sei la proiezione onirica mai confutata
                           - per non morire d'amore
                                              (per non morire d'amore).

16 maggio 2012

Eterna presenza - Pedro Salinas

Non importa che non ti abbia,
non importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo,
prima ti guardavo,
ti cercavo tutta,
ti desideravo intera.
Oggi non chiedo più
né alle mani, né agli occhi,
le ultime prove.
Di starmi accanto
ti chiedevo prima,
sì, vicino a me, sì,
sì, però lì fuori.
E mi accontentavo
di sentire che le tue mani
mi davano le tue mani,
che ai miei occhi
assicuravano presenza.
Quello che ti chiedo adesso
è di più, molto di più,
che bacio o sguardo:
è che tu stia più vicina
a me, dentro.
Come il vento è invisibile, pur dando
la sua vita alla candela.
Come la luce è
quieta, fissa, immobile,
fungendo da centro
che non vacilla mai
al tremulo corpo
di fiamma che trema.
Come è la stella,
presente e sicura,
senza voce e senza tatto,
nel cuore aperto,
sereno, del lago.
Quello che ti chiedo
è solo che tu sia
anima della mia anima,
sangue del mio sangue
dentro le vene.
Che tu stia in me
come il cuore
mio che mai
vedrò, toccherò
e i cui battiti
non si stancano mai
di darmi la mia vita
fino a quando morirò.
Come lo scheletro,
il segreto profondo
del mio essere, che solo
mi vedrà la terra,
però che in vita
è quello che si incarica
di sostenere il mio peso,
di carne e di sogno,
di gioia e di dolore
misteriosamente
senza che ci siano occhi
che mai lo vedano.
Quello che ti chiedo
è che la corporea
passeggera assenza,
non sia per noi dimenticanza,
né fuga, né mancanza:
ma che sia per me
possessione totale
dell'anima lontana,
eterna presenza.

Hai viso di pietra scolpita - Cesare Pavese

Hai viso di pietra scolpita,
sangue di terra dura,
sei venuta dal mare.
Tutto accogli e scruti
e respingi da te
come il mare. Nel cuore
hai silenzio, hai parole
inghiottite. Sei buia.
Per te l'alba è silenzio.

E sei come le voci
della terra - l'urto
della secchia nel pozzo,
la canzone del fuoco,
il tonfo di una mela;
le parole rassegnate
e cupe sulle soglie,
il grido del bimbo - le cose
che non passano mai.
Tu non muti. Sei buia.

Sei la cantina chiusa,
dal battuto di terra,
dov'è entrato una volta
ch'era scalzo il bambino,
e ci ripensa sempre.
Sei la camera buia
cui si ripensa sempre,
come al cortile antico
dove s'apriva l'alba.

5 maggio 2012

L'intelligenza al servizio della Pace

Ho fatto una pulizia totale di modo che lui non possa più trovarmi.
E' buffo.. E' un ingegnere informatico eppure non sa dove andarmi a scovare. Un tempo aveva anche letto molti libri sul fenomeno degli hacker ma evidentemente nulla hanno potuto contro il diabolico ingegno femminile.
Io sto disperatamente cercando di Vivere e il mio primo passo per farlo è quello di eliminare chi passa il tempo a provocarmi in maniera ignorante. Non c'è niente che mi offenda di più al mondo e quindi ho deciso che contrapporrò solo l'intelligenza. L'obiettivo è la Pace interiore visto che non posso ambire a quella mondiale.
Sono "andata da lui" e ho cancellato tutti i commenti lasciati in questi due anni, dopodiché ho disattivato il mio profilo così non potrà più vedere a quale blog si collega. Sarò finalmente libera di scrivere quel che mi pare e piace, senza che lui mi risponda provocatoriamente sul suo blog.
Non potrà conoscere i miei spostamenti, fisici o mentali che siano. In fondo è un mio diritto Vivere, no?

2 maggio 2012

Fuori dall'incubo

Seduta su di te, mi avvinghi i seni stritolati da quella corazza di licra. Sopra, strati di cotone. Non li rimuovi perché non hai pazienza. Scopri con la bocca la pelle nuda del collo. Mi pizzichi la pancia fresca e liscia.
Sento il tuo sesso duro e caldo dentro me e poi solo perdizione. 
Piango perché ti odio e perché "ci sono cascata un'altra volta", ben consapevole del pericolo e di tutte le sue minute concatenazioni. Assisto allo sdoppiamento della tua personalità. Prima c'è il te bigotto e integerrimo e poi quello porco e sfrenato. Non sei mai stato bravo a fare la parte di ciò che non sei. Eppure sarebbe bastato così poco... Sarebbe bastato che tu fossi te stesso per evitare di dover gettare la maschera. Ma si sa che la semplicità non abita in te.
In preda a quella lotta tra piacere fisico e dolore interiore, mi lascio penetrare piangendo, scacciando le tue mani grandi ma rozze. Scopro di essere imprigionata da una corda e ti urlo dietro le peggiori parole, carnefice senza senno. 
Ti vedo riflesso in uno specchio e sei bellissimo come può esserlo soltanto un uomo travolto dal piacere. Non hai pietà però per me, per quel mio insensato pudore. Anch'io resto afflitta da questa doppiezza che mi porto appresso, la stessa che risveglia in me i più bassi istinti di quando sono in metro e il vagone trema sotto la guida instabile del macchinista, di quando sono sola in casa e riproduco la tua voce nella testa, con tutte le volgarità del caso. La stessa che mi fa odorare questa mano ora con vergogna e ora con compiacimento profondo.
E mentre mi prendo quel che ho deciso che sia mio, sento sulla schiena nuda un elemento estraneo. Sembra un corpo ruvido che mi sbriciola la pelle. Mi possiedi sempre più rapidamente e nel mentre sento la lama spingersi nell'altro senso, nel tentativo di conficcarsi e trapassarmi.
Urlo stramazzando, senza possibilità di placare la mia sofferenza estrema, ora coronata dal corpo e non solo dall'anima rotta.

E poi, finalmente, la voce fuoricampo.

"Piccola, svegliati! E' solo un sogno. Non piangere! E' solo un sogno!"



Ma io non lo so se è solo un sogno.

Sleeping

Sleeping