30 giugno 2011

Ti amo

29 giugno 2011

Shame on you

La Vergogna più profonda annega nel silenzio.
Non ha una forma ben precisa né una chiara manifestazione.
Tace solitaria nel pertugio più oscuro e inesplorato dell'anima.
Aspettiamo che si riassorba autonomamente, come un'ernia.
Dal pudore calpestato origina la Vergogna.
Qualcuno nemmeno sa cosa sia...

Vergogna è la consapevolezza di avere un tarlo in più.
Vergogna è il germe che partorisco quando ti osservo.
Vergogna è la parola che ancora non ti ho detto.

E ti chiederei di prostrarti ma non lo faresti.
Tu che sei malato e ignorante,
sarai perdonato solo dalla Vergogna.


 



24 giugno 2011

Scrittura della Vita

La scrittura della vita, cioè la "biografia", è un'impresa impossibile.

Secondo me, ogni giorno meriterebbe d'essere narrato...

23 giugno 2011

F.A.F.

Ieri ero felice o così almeno mi sembrava.
Ad un tratto ho pensato a quando io e Alberto attraversavamo la strada col semaforo rosso e lui mi diceva: "Bambina, metterai la tua vita nelle mie mani?" ed io, con gli occhi lucidi, gli rispondevo di sì.
Un baleno passava allora dai suoi occhi. Scintillavano di blu Cina ed io sentivo l'adrenalina afferrarmi la bocca dello stomaco.

Ché forse davvero avevamo messo la vita nelle mani dell'altro.

Ieri ho capito che ci sono persone che si fossilizzano dentro, che a seconda del periodo in cui le incontri ti costruiscono gli ingranaggi interni.
Ho pianto non so neppur io di che cosa. Forse della consapevolezza di essere nata nostalgica di un qualcosa che mai ho vissuto...

La Salamandra

Quella giovane salamandra dalla voce straordinaria sapeva instillare in me una tragica commozione.
Adoravo soffrire con lei e diluirmi e perdermi. La pelle mi faceva quasi male per tutti gli stimoli che riceveva.
La peluria lieve si muoveva anche se ero circondata dall'afa pesante.
Le lacrime sgorgavano libere nella mia solitudine accompagnata da lei: salamandra che spezzava tutto, che si avvinghiava a me per portarmi lontano, sempre più altrove, nella mia amata dimensione.
Detestavo che qualcuno interrompesse il nostro amplesso fatto di movimenti lievi e di umido calore. Con Lei mi sono sempre sentita circondata di liquido amniotico, dentro la pancia della madre...
Salamandra, a volte ti odio perché non posso vivere eternamente in te. Tu non ci puoi essere sempre. Non puoi salvarmi quando un agente esterno m'infetta e condiziona negativamente le mie giornate.
Ma ti ringrazio per tutte le volte in cui mi hai rapita e isolata e reso definitivamente Aliena.

Datemi un passaporto per la Terra.

20 giugno 2011

Angolazione

Ho sempre amato guardare il mio uomo da tutte le angolazioni.
Vederlo cambiato eppure ritrovarlo sempre.
In penombra da sotto il mento, illuminato all'angolo del suo occhio, dal ginocchio quando s'inclina e dal collo alto che guarda all'ingiù.
Ma la mia angolazione preferita è quella da sotto la mascella, quando mi sembra che il suo viso sia fatto con la squadra e che le sue narici aggraziate taglino l'aria. Mi piace così tanto che non posso fare a meno di assaltarlo.
E allora lo studio con i baci e mi avvinghio a lui perché non voglio sentirne la mancanza quando se ne va.

Eppure non basta se anche ora sto così...



19 giugno 2011

Rosso à pois neri

Io amo gli insetti - meccano. Li chiamo così perché si attaccano l'uno all'altro e circolano incolonnati.
Uno va avanti e l'altro si attacca con il proprio culo al culo dell'altro e passa il tempo a camminare con le zampette indietro. La testa deve girargli davvero molto ma non si ferma. Immagino che sia una femmina...

Ma magari gli insetti non sono uomini. Hanno altre leggi e altre religioni. Può darsi che il Cristianesimo non faccia al caso loro.

Ho cercato la storia di questi insetti un po' ovunque ma nessun forum di entomologi ha risposto alla mia domanda. Perché vagano uniti, anche a gruppi di tre? Si accoppiano? Fanno orge camminando?

Ma magari gli insetti non sono uomini. Fanno orge e non lasciano tracce di scandalo.

Gli insetti - meccano ricordano quegli anziani che passano una vita insieme e ancora non si stancano di darsi la mano.
Ricordano l'alleanza di un popolo invisibile che ormai non esiste più.

Sono rossi à pois neri e vestono il vestito più bello.


11 giugno 2011

Father, where are you?

Credo di essere giunta al limite della mia sopportazione.
Me ne voglio andare. Tristemente devo ammettere che non sopporto più mio padre.
Non abbiamo mai avuto un rapporto idilliaco ma certamente mi sono sempre ritenuta fortunata constatando che ci sono tante mie coetanee ben più svantaggiate...
Purtroppo, però, qualcosa è cambiato.
Se prima era tutto un equilibrio instabile fra una frase ironica e uno sguardo dolce, ora sembra essere rimasto solo il macigno dell'incomprensione voluta, dell'attacco scontato, dell'esasperazione delle inezie.
E' tutto gigantesco e incontrollabile.
Vivo reclusa nei miei pensieri e non apro bocca per aggirare lo scontro. Un tempo rispondevo e non avevo paura di niente. Semplicemente, non avevo paura di lui.
Ultimamente mi sembra di aver raggiunto uno strano stato di beatificazione interiore e mi tengo strenuamente attaccata alla via del Bene o, almeno, quello che per me è il bene.
Niente più sarcasmo, niente voce alta. Solo remissività di fronte all'autorità genitoriale.
Si sta spegnendo l'anelito alla ribellione adolescenziale e sta lentamente lasciando spazio alla rassegnazione adulta di chi sa che non può più cambiare niente e deve accontentarsi della forma di un sentimento che prima era tenuto in vita da entrambi e ora, forse, da nessuno.
Sono parole che mi straziano dentro perché sento che una parte di me sta morendo, quella cioè che cercava ancora mio padre come primo innamorato, nonostante lo scorrere degli anni e delle esperienze...
Ora non m'importa più niente. Troppe volte sono stata fraintesa o mi è stato attribuito un ruolo diverso da quello di figlia...
Madre lo sarò un giorno, non ora con un figlio che ha trent'anni in più di me. La matematica non è un'opinione.

Me ne vado via.

10 giugno 2011

A.

Anna ama il suo nome perché inizia per A.
Oggi è triste perché si è accorta che non sa amare. Si è rannicchiata sul divano e si è messa a scrivere la sua  storia.
Non è una persona cattiva, è solo una che ama  vivere sull'orlo delle emozioni.
La sua colpa è che dopo anni di crisi interiori, si è accorta di quant'è bella e insieme a lei tutti gli altri che le si accalcano addosso.
A volte sente che non ce la fa a sopportarli. Subito dopo, però, si smentisce e li brama.
Miriadi  sono le foto che la immortalano. In alcune sembra una bambina e non una teenager in cerca di fama. Sembra che ti chieda un disperato aiuto e, allora, spalanchi gli occhi per affondare nei suoi ben più immensi.
Anna è capace di tenere un occhio fermo e l'altro no. E' lì che capisci che è un camaleonte in tutto e per tutto. Si sdoppia e diventa donna e bambina a seconda. Seduce l'uno e l'altro inconsapevolmente.
Quando incappi in una sua immagine patinata, non puoi immaginare che quel mix di colori celi perfino il nero o il grigio. Credi alla sua  apparenza e sei disposta a dire "Sì, la conosco". Non fai in tempo a  pensarlo che lei ti fuorvia con un'altra foto dove si fa piccina piccina come un criceto e non vorresti più sedurla, ma solo proteggerla.
Se fosse solo apparenza, gli scatti che la ritraggono non sarebbero affatto così intensi. Lei ti parla. Ti parla anche quando non la incontri per giorni. Si imprime nei tuoi stati d'animo fino a che sei soltanto capace di dire "Oggi mi sento Anna". E chissà se lo sa che tanti vivono in lei e sono un po' innamorati e un po' no.

Io sono soltanto un ennesimo spettatore incantato...

"Ci sono persone che fanno danno solo esistendo"


3 giugno 2011

Musa etta

Quando m'en vo soletta per la via
la gente sosta e mira.
E la bellezza mia
Tutta ricercan in me
da capo a piè.

Ed assaporo allor la bramosia sottil
che dagl'occhi traspira.
E dai palesi vezzi intender sa
alle occulte beltà.

Così l'effluvio del desio
tutta m'aggira...
Felice mi fa! Felice mi fa...

E tu che sai?
Che memorie ti struggi?
Da me tanto rifuggi...

So ben le angosce tue
non le vuoi dir...
Non le vuoi dir...
So ben, ma ti senti morir!


Sleeping

Sleeping