22 gennaio 2015

Te deum

Mi manca ciò che sono stata con te.
Sai, non capita mai di conoscere persone che ci rendano libere, che ci diano la possibilità di "essere".
Così ero senza filtro con te.
Perché mi hai tolto il senso della vita? Come posso sopportare le mie menzogne, lontana da te? Tu lo sai che ho ingannato il mondo intero e così sono giunta all'altare del nostro amore completamente vergine. Tu mi hai lavata con cura con l'acqua di rose, mi hai dissetata con il tuo elemento e mi hai fatto credere che la colpa e il peccato non esistessero. Non ho mai sentito alcuna forma di squallore con te ed ora, privata di tutto, avverto solo lo schifo.
Dove sei finito, Amore mio? Come stai? Che ne è stato di te?
Da qualche parte ho letto che i veri amori sono quelli che non si realizzano, quelli che non possono essere.
Qualcuno mi ha detto che tu torni perché non hai ancora trovato un'altra.
Ma io ti so così come tu mi sai. Vieni a prendermi, ridammi ciò che sono stata con te. Ridammi la me dimenticata.

19 gennaio 2015

Love insane

Tutte le parole che non ti ho detto a chi le consegnerò?
Ho perso la mia purezza. Ho capito che l'avrei persa mentre mi guardavi a quel modo insopportabile.
L'ho persa mentre il treno girava i tacchi da te. Chi ha lasciato chi? Ci siamo lasciati.
Ho perso la mia purezza tra i video di youporn. L'ho persa per sopravvivere. Ti ho sporcato con le pose perverse di altre donne che mi somigliano tutte. Guardo quei video per violentarmi l'anima, per prostituire la mia inutile essenza. M'invento dei sogni che non ho e m'informo su internet per capire come realizzarli. Guarda caso non è possibile nemmeno questo. Inizio ad invecchiare e non ho i requisiti. Dimmi, per quale mondo li ho? La fisica quantistica sostiene che se ti convinci di attirare a te i soldi, loro arriveranno. Ma perché ho l'impressione che se anche li avessi, mancherebbe pur sempre il coraggio di andar via?
Abbiamo perso la voglia di vivere e guardiamo i giorni passare. Lavoriamo (grazie a Dio) eppure ci siamo persi insieme. Non sono più la tua salvezza. Non mi sto ponendo nemmeno il problema di cambiare questo stato di cose miserevole. Mi abbandono alla depressione totale e assoluta dei miei scritti e l'accompagno alla musica dei Dream City Film Club che stanno peggio dei Radiohead (inconcepibile, non è vero?)
L'ho sempre detto che amo la coerenza e quindi non vedo perché dovrei cercare di tirarmi su a tutti i costi. Non vedo perché dovrei ascoltare musica allegra per ravvivarmi lo spirito. Non vedo perché stasera dovrei andare al corso di clownerie se odio il mio gruppo di teatro e se nessuno m'illumina.
Credo proprio che sprofonderò nel meritato riposo che non mi concedo da notti permeate dall'incubo.

Lasciami essere un po' porca, ti prego. Lasciami usare parole prive di grazia e di controllo. Lascia che mi sporchi un po'. Lasciati leccare i polsi ancora una volta. Lasciami essere miserabilmente piegata a te, bacata dal desiderio. Ti lascerò prendermi in ogni modo. Violentami ancora. Plasmami ancora con le tue mani irrecuperabili. Cingimi con lo sguardo. Esprimiti tutto in me. Fioriscimi dentro.

18 gennaio 2015

Autoanalisi

Ciao, mi chiamo Valentina e fra qualche mese faccio 29 anni.
Soffro della sindrome di Peter Pan e ho il terrore d'invecchiare, forse perché mi davano trent'anni sin da quando ne avevo venti. Sono una sorta di Bnejamin Button e vado all'indietro. Forse ci vado perché adoro le cose antiche e il passato in generale e sono il tipico soggetto che in fondo alla sua anima pensa "Si stava meglio quando si stava peggio".
All'apparenza sembro solare e piena di vita e le persone tendono a gradire la mia compagnia ma questo vale finché non mi conoscono più a fondo. Quando succede si spaventano e mi abbandonano. Mi sono sentita dire tante cose belle ma quelle che si sono avverate me le hanno consegnate le persone taciturne e pazienti.
Ho visto un film che s'intitola "Tutta colpa di Freud" e mi sono riconosciuta nel personaggio interpretato da Anna Pennetta. Ci somigliamo come due gocce acqua, solo che lei è omosessuale mentre io.. Beh, io m'innamoro delle anime, senza distinzioni particolari, per cui non mi definisco.
Il personaggio di Anna Pennetta è la classica "persona stupenda" che però, stranamente, nessuno vuole mai davvero. Si mette in discussione, si butta, non perde mai il sorriso e nemmeno l'entusiasmo eppure l'epilogo è sempre lo stesso. Il film termina con lei che tenta il suicidio dopo l'ennesima porta chiusa in faccia. Cerca d'intossicarsi col gas ma viene salvata da una vigilessa del fuoco con la quale avviene un nuovo corto circuito e il film si chiude così. Il classico finale aperto. E così intendiamo che Anna ci riprova ancora, che tenta di ridare un senso alla vita sempre grazie ad un'altra persona. Non sappiamo come andrà finire questa volta. Sappiamo soltanto che lei riproverà.
Quando lei tenta il suicidio, il film tocca una corda dolorosissima. Dalla classica "persona stupenda", quella che ti strappa sempre un sorriso e che ti accoglie in qualsiasi circostanza, non ci si aspetterebbe mai un gesto del genere. "Orsù, lei è troppo forte! Non potrebbe mai!"
Già, non potrebbe mai.
Invece il limite c'è in ognuno di noi e ci sono anche la sfumatura e l'imprevisto.
Non penso che qualcuno si sia accorto veramente dei miei limiti o di tutto quello che penso. Sono circondata da gente presuntuosa che è convinta di conoscermi a fondo e di poter prevedere l'andamento della mia vita e dei miei pensieri. Nessuno mi ha chiesto che cosa voglio.
Sto parlando con te, con te che sei convinto che un giorno ti dimenticherò. Con te che hai deciso che meritassi di più di quello che avevi da offrirmi, scegliendo cosa fosse prioritario per me e cosa no. Se ci rifletti bene, questo sottintende che io non conosca ciò che è bene per me. Sottintende che tu lo sappia meglio della sottoscritta. E no, baby, hai peccato di presunzione perché quella che convive con se stessa da ventinove anni sono io, non tu. Non hai capito proprio un accidenti ed è per questo che sono incazzata nera. Potrei dimenticarti solo se tu mi detestassi ma non ti sei reso conto che ogni tua azione trasuda amore per me? Tu mi dici "Salvati". Io ti dico di salvare te stesso da quell'aguzzino crudele che ti sei scelto come compagno di vita. Fammi il favore, Amore mio... Cancella il senso di colpa: non sei un errore. Smettila di definirti "mostro". Finiscila di fare lo zombie, la vittima sacrificale, il poeta maledetto con le sue frasi fataliste. Ci siamo passati tutti da quella fase ma inizi ad invecchiare perfino tu. I miei due anni di esperienza in più sulla Terra, fammeli usare per dirti queste cose. Ti faranno male ma non quanto quelle che tu scagli addosso a te stesso.
Se ignorerai le mie parole, penserò che alla fine ti piaccia soffrire, che tu possa provare un piacere perverso nell'arrovellamento costante. E' questo che vuoi? Se la risposta è sì, io ti saluto. Per sempre.

16 gennaio 2015

The Ex-ploited

Dammi le parole, messe alla rinfusa.
Lasciami premere i tasti a ruota libera, come quando siedo sulla macchina e non so dove finirò.
Mi dico "Va' dove ti porta il cuore" e invece seguo la direzione opposta.
A volte mi rileggo e mi chiedo chi ci fosse in quel momento nella mia testa e cosa mai intendessi dire. E' l'ispirazione, il distacco, l'estasi, la scrittura che come una barca nera mi porta via. Così mi estendo e divento un disegno di Jean Michel Folon e non ho confini, non ho radici. Sono solo un eterno divenire camuffato da realtà.
L'emozione è diventata intollerabile. Ti sento tutto dentro me, in questo dentro che non ha confini e che dà alla testa come lo spazio e i numeri. Un tempo potevo osservarti e placare l'immensità ma ora non posso più consegnare niente a nessuno.
Lo spreco.

13 gennaio 2015

Comin' back to me

Accendo la radio e parte "Comin' back to me" dei Jefferson Airplane. Naturalmente io mi avvalgo del diritto di ascoltare radio che nessuno conosce, ricercate meticolosamente (o forse erano loro che cercavano me?)
Questa è l'ennesima coincidenza della mia vita. Non faccio che ripetere "Vieni da me" mentre le persone mi dicono "Torna". E' tutto così divertente. Talmente divertente che ho deciso di fare un corso di Clownerie. Il prof è un artista di strada e penso sia il compagno del mio prof di teatro perché al telefono lo ha chiamato "Amore". Questo mi ha intenerito, vedere che c'è qualcuno che non si vergogna di usare quella parola. Io ogni mattina mi sveglio e non posso pronunciare niente di ciò che sento e penso. Non vado da nessuna parte, non conosco nessuno di nuovo. A lavoro mi sta diventando enormemente difficile essere carina e gentile, sopportare quelli che provano a carpirmi una qualsiasi confessione inutile.. "Allora, sei andata in vacanza?"
Cristo santo, devo lasciare questo lavoro e qualsiasi altro. Potrei stare in pace solo se lavorassi la terra. Un lavoro manuale per il mio corpo troppo pigro che non può più riversarsi da nessuna parte.

12 gennaio 2015

Gone Girl

Via.

Mi piace il potere, sapere di avere potere. Mi piace resistere e fare le cose che gli altri non fanno. Mi piace l'idea di una vita assurda, lontana dal senso.
"Dimmi che non saremo come tutte le altre coppie". Realizzato. Siamo una "diversamente coppia" come i "diversamente abili". Non c'è problema.
Mi mancano, però, le tue mani che afferrano il bicchiere con una presa salda e il rumore preciso di quando si posa sul tavolo di legno della tua cucina. Mi manca la tua risata piena di AAAAAAA. Mi manca il modo in cui respiravi prima di baciarmi e come stringevi gli occhi. Mi mancano i tuoi adorabili versacci, il modo di dire "sono dannatamente geloso". Mi mancano i tuoi anglicismi che, sulla bocca di qualcun altro, avrei senza dubbio detestato. Mi mancano i tuoi intrugli di verdure che tu srotolavi sulla pentola e dio sa solo che cosa ne sarebbe uscito fuori.

Mi distrugge la consapevolezza che perderemo i nostri dettagli. Mi distrugge sapere che questa è l'unica via possibile per tirare avanti. Non posso scrivere su un taccuino tutti i tuoi dettagli per cercare di tenerti in vita. Sarebbe come attivare un respiratore artificiale. Ed io, invece, sono per la Vita.
E allora? Invecchiando i nostri cervelli dimenticheranno sempre più cose. Diventeremo via via solo l'ombra di ciò che siamo stati. Salveremo i tratti salienti impigliati nella memoria e si ravviveranno osservando qualcun altro. Ci sparpaglieremo in tanti individui diversi che non potremo mettere insieme per ricrearci. L'amore arriverà quando non c'entrerà assolutamente nulla con questi dettagli.
Ma io sono diversa, mi piace resistere e fare le cose che gli altri non fanno. Mi piace l'idea di una vita assurda, lontana dal senso.

10 gennaio 2015

Senza titolo

Ciao Chopin,

Menomale che ci sei Tu. Mia espressione infinita, fedele compagno di angosce. E' una mattina dipinta di notte e non mi trovo da nessuna parte ma ora che ti ascolto mi sembra di stare meglio.
Chopin, io non voglio essere amata. L'ho scritto come sottotitolo perché ci credo veramente. Non voglio e basta. A che cosa serve? Amare ed odiare sono delle circostanze che accadono dentro chi le prova ma non servono a chi sta fuori, Non mi riconosci più, vero? Io, paladina dell'amore, io che ho sempre pensato che bastasse sentire per arrivare all'altro. Ma no, non me ne faccio più niente di queste sensazioni, dei castelli che arrocco su di loro. Ognuno ha la sua concezione d'amore. Mi tengo la mia o la tradisco? Non so più niente. Come il tubo di Amélie Nothomb, mi accadono delle cose poiché esisto ma non ne ho coscienza. Azioni: mangiare, dormire, coprirmi, lavorare, mettere l'ammorbidente nella lavatrice, stendere i panni fuori, passare l'aspirapolvere, preparare lo zaino con i libri e gli indumenti. E' da quando è finita (che cosa?) che non preparo più lo zaino per quello scopo: passare la notte fuori. Ancora lo stesso treno ma con una fermata diversa, grazie al cielo. Vedere mia cugina Giuliana e la sua nuova casa. Caricare la fotocamera per immortalare la mia tristezza. Truccarmi e uscire. Proviamoci a ritemprare lo spirito. Ho tempo 45 minuti di treno per non muovere un muscolo della faccia. Ho tempo 45 minuti per non far finta di essere serena, per avere la libertà di essere triste. E tu, Chopin, mi chiedi perché ci sto andando se ho l'umore sotto i piedi... Ci vado perché cambio mille umori in un secondo. Già, non ci posso fare nulla. L'attimo dopo sono di nuovo piena di buoni propositi, piena di vita, piena di reazioni umane e non capisco già più l'altra me, quella di queste parole.
Sì, adesso vado. Ciao.

3 gennaio 2015

Il gatto Thom Yorke

Il gatto Muci era rosso con gli occhi verdi.
Appena lo vidi dimenticai il suo nome, il nome che gli avevano attribuito. Lo chiamai Thom Yorke perché era uguale al cantante dei Radiohead. Languiva e spalancava le fauci con un'aria incredibilmente aggressiva e in quel momento eri fermamente convinta che ti avrebbe uccisa. Ma il gatto Thom Yorke era molto stanco e vecchio e quel suo temibile aspetto era solo un retaggio del passato, una nostalgia dei tempi in cui fu un irresistibile seduttore. Gli occhi mutavano colore e grandezza ad ogni spostamento del capo e non si capiva mai cosa pensasse sinceramente. I suoi pensieri dovevano essere umani e quando venne da me la prima volta, si arrese come un amante disperato in preda all'estasi più profonda. Ed io in lui riconobbi il mio uomo, tanto che il mio dito indice si spinse con sicurezza dentro la sua bocca e gli occhi miei si fecero liquidi, con uno sconcerto profondissimo. Non potevo, sarebbe stato sconveniente fare l'amore col gatto Thom Yorke.. Eppure lo feci. Passai la sera di Capodanno con lui. Fu lui a strusciarsi o fui io? Non ricordo. Mi persi in lui incurante della gente intorno. Le sue smorfie crudeli si tramutavano in tenerezze strazianti e quella sua bocca dai denti acuminati si spalancava non per attaccare l'avversario ma per raccogliere tutto il piacere possibile. Per questo io mi arresi a lui, a quel piacere equivoco, sbagliato e perverso ma non mi sentii in colpa perché lui era il gatto Thom Yorke.

Sleeping

Sleeping