Una volta rilette le mie
impressioni, mi sembra sempre di assistere a qualcosa di nuovo.
E’ un piacevole
disconoscimento.
L’altro giorno ho tentato
di ripulire il mio computer dalla monnezza che sembra invaderlo.
Ho incontrato persone disconosciute,
impressioni che credevo non aver mai formulato.
Ho provato vergogna del
mio autoinganno. La tentazione è stata quella di rimuovere tutto quel
polverone, ma poi la vocina della coscienza
mi ha fatto cambiare idea.
Non posso lasciarmi alle
spalle solo il bello stilistico. Devo
saper accettare anche le bassezze/bruttezze che hanno percorso le mie tappe.
Questo 2006 mi ha distrutta e
immessa alla vita, a bordo di un sogno sfiorato appena.
E sarebbe bene non vivere
i sogni, ma semplicemente realizzarli, rendendoli reali. Perché il sogno a se
stante è come una crisalide. Stupenda, per carità … Ma estremamente fragile. E’
una creatura a metà.
Così sono stata per un
anno intero. Una crisalide che sfiorando il terreno si è distrutta in mille
pezzi, senza conoscere altra, nuova vita …
Mi aspetto qualcosa da
questo nuovo anno e ovviamente il sapore di tali parole non mi piace.
Vorrei uscire dal torpore in cui sono precipitata e riuscire realmente a dimenticare la troppa
bellezza che mi è parso di vivere.
Una mia amica mi ha
chiesto che cosa sia l’amore.
Le ho risposto che è un
sentimento impossibile da abbandonare una volta provato.
E’ una sensazione così
alta che qualcuno arriva perfino a ripudiarla pur di non esserne dipendente.
E di lei, che non ha mai
amato, invidio lo stato, perché può ancora accettare l’assenza di qualcuno che
non se n’è mai potuto andare, una volta arrivato.
E’ questo il
vantaggio/dazio del non amore.
Quando ero piccola sapevo
accontentarmi. Ora sembra che non ne sia più capace. Come se quella fusione non
potesse più disfarsi, come se lui una volta entrato dentro di me non sapesse
più svincolarsi dalla mia trappola
mentale.
E mi ha preso
l’anima, così tanto che non posso più
donarla a qualcun altro …