20 settembre 2012

Prendimi l'anima - 2006

Amo scrivere trasportata da buona musica, come sto facendo ora, ad esempio.
Una volta rilette le mie impressioni, mi sembra sempre di assistere a qualcosa  di nuovo.
E’ un piacevole disconoscimento.
L’altro giorno ho tentato di ripulire il mio computer dalla monnezza che sembra invaderlo.
Ho incontrato persone disconosciute, impressioni che credevo non aver mai formulato.
Ho provato vergogna del mio autoinganno. La tentazione è stata quella di rimuovere tutto quel polverone, ma poi la vocina  della coscienza mi ha fatto cambiare idea.

Non posso lasciarmi alle spalle solo  il bello stilistico. Devo saper accettare anche le bassezze/bruttezze che hanno percorso le mie tappe.

Questo 2006 mi ha distrutta e immessa alla vita, a bordo di un sogno sfiorato appena.
E sarebbe bene non vivere i sogni, ma semplicemente realizzarli, rendendoli reali. Perché il sogno a se stante è come una crisalide. Stupenda, per carità … Ma estremamente fragile. E’ una creatura a metà.

Così sono stata per un anno intero. Una crisalide che sfiorando il terreno si è distrutta in mille pezzi, senza conoscere altra, nuova vita …

Mi aspetto qualcosa da questo nuovo anno e ovviamente il sapore di tali parole non mi piace.
Vorrei uscire dal  torpore in cui sono precipitata e  riuscire realmente a dimenticare la troppa bellezza che mi è parso di vivere.

Una mia amica mi ha chiesto che cosa sia l’amore.
Le ho risposto che è un sentimento impossibile da abbandonare una volta provato.
E’ una sensazione così alta che qualcuno arriva perfino a ripudiarla pur di non esserne dipendente.

E di lei, che non ha mai amato, invidio lo stato, perché può ancora accettare l’assenza di qualcuno che non se n’è mai potuto andare, una volta arrivato.

E’ questo il vantaggio/dazio del non amore.

Quando ero piccola sapevo accontentarmi. Ora sembra che non ne sia più capace. Come se quella fusione non potesse più disfarsi, come se lui una volta entrato dentro di me non sapesse più  svincolarsi dalla mia trappola mentale.

E mi ha preso l’anima,  così tanto che non posso più donarla a qualcun altro …

3 settembre 2012

Magic

Sconvolta.
Sabato sera sono stata parecchie ore con i miei amici e all'alba delle 3 mi sono rimessa in auto per tornare a casa. Un po' impaurita. Mi pare sempre così irrispettoso tornare tardi con l'apprensione di mia madre dietro l'angolo... Ho acceso Lifegate ed è partita una canzone straordinaria che sembrava musica classica e che mi faceva piangere. Ad un certo punto ho capito che erano i Sigur Ròs ma su Lifegate non annunciano mai i pezzi e così non ho saputo di chi fosse né quale titolo le appartenesse. Quella sera avevo ripensato a Jim Morrison e ad Alle insieme. Anzi, avevo parlato ai miei amici dell'uno e dell'altro. Subito dopo i presunti Sigur, è partita "Love me two times" dei Doors ed io sembravo trattenere un orgasmo e mi ero messa sul viso una maschera imperturbabile. Unica concessione: gli occhi sbarrati. 
Guidare così, fino a casa, sicura che la mia vita sarebbe andata avanti e che lui mi avrebbe protetta ancora una volta dall'alto dei cieli.
Ora sono a casa e sto cercando disperatamente quel pezzo dei Sigur Ròs su youtube. Sono andata sul sito di Lifegate Radio, nella sezione "diretta online" perché qui sì che i titoli vengono menzionati! Compare il pezzo attuale e quello successivo. Indovinate un po'? Sono andata sul sito esattamente quando stavano per trasmettere una canzone dei Sigur. Ho inserito il titolo e non ho trovato quella di domenica sera ma un'altra. E va beh, su! Non si può mica essere sempre totalmente veggenti. A volte lo si è all'86%, giusto? Concedetemela! 

Comunque credo nella magia, con tutte le mie forze.

2 settembre 2012

Che lo voglia o no

Elaborazione del lutto. C'è solo morte intorno a me. Ho davanti agli occhi un lenzuolo che rimane sospeso, rigonfio per un po', prima di ricadere sul materasso. Le immagini non mi abbandonano e ricerco ossessivamente un filo logico che dipingo di rouge. Le rouge à levres... Se ho immagini, posso solo gettarvele davanti agli occhi così, senza farci poi caso, senza dar loro il giusto peso. E così voi due, gli ennesimi, morite davanti ai miei occhi. Io resto sospesa, identica a quel lenzuolo, e attendo di poggiarmi sul terreno. La mia bocca è chiusa perché se l'aprissi non uscirebbe comunque alcun suono. Come nei sogni di bambina, come il terrore ipnagogico. Vi osservo muta e serissima mentre ve ne andate via in sordina. Siete figli del pianoforte e dello stesso malvagio anno. Possedete i medesimi nodi lunari ma a queste cose credo solo io ... 
Non parlo, non scrivo, non canto e non divulgo da quando siete morti. Ho lasciato centinaia di libri a metà e questo reato mi barricherà nella prigione della mente per non so quanti altri anni ancora.
Vi tengo in vita con ogni mezzo, lecito come illecito e attendo. In decubito attendo. Sento il riscatto vicino. E' questione di una manciata di mesi e poi mi sentirete. E tu, Amore mio, piangerai di quel canto come ai vecchi tempi. Mentre tu, amica traditrice, verserai nel dubbio. 
Ché una cosa rognosa l'ho capita (magrissima consolazione): che esisto, e se esisto e qualcuno entra in contatto con me non può rimanere indifferente. Non può. Che lo voglia o no.

Sleeping

Sleeping