Tante volte mi è capitato di entrare in contatto con persone insicure e ben poco convinte di sé.
Ho chiesto loro perché si screditassero tanto e mi hanno spesso risposto:
"Cosa m'importa di piacermi? L'importante è che sia piacente per gli altri".
La mia reazione di getto, dopo aver udito tale affermazione, è sempre stata di totale disapprovazione o disagio. Un tremolio all'altezza dello stomaco che, tuttavia, non ho mai trovato modo di spiegare nemmeno a me stessa con lucidità.
Perché non è facile catalogare un'emozione. La si vive e basta, di pancia.
L'umano è molto più portato al ragionamento che è diverso dalla razionalizzazione di una sensazione (scusate la rima!)
Oggi ho finalmente dato un nome a tutto questo e per farlo ho dovuto guardare attentamente una persona che da mesi scruto in silenzio, senza che lei lo sappia, e che mi arreca inquietudine.
Questa persona con la sua provocatorietà è riuscita a farmi comprendere il valore dell'autostima.
Le sue parole agghiaccianti, i suoi pensieri non conformi hanno acceso una lampadina in me.
Perché se lei riesce ad esporre una parte tanto vera di sé, lo deve soltanto ad una caratteristica: alla fiducia che ha in sé.
L'autostima non è nient'altro che questo, ma per quanto abbia passato gli ultimi anni della mia vita a leggere questa frase sui libri più disparati, mi sono accorta solo oggi del suo significato profondo...
Ma l'autostima non si traduce soltanto nella capacità di fidarsi della propria essenza. A mio avviso è figlia di un'accettazione scevra da ogni invidia verso gli altri.
Mi spiego meglio:
Sarà capitato anche a voi di ammirare una persona a tal punto da detestarla.
Ebbene, io sono sempre stata aliena a queste logiche, o così almeno credevo...
Ho inscenato un teatrino talmente sofisticato da aver ingannato perfino me stessa e il mio ego smisurato.
Lo ammetto solennemente: HO SEMPRE AVUTO UN'ENORME CONSIDERAZIONE DI ME.
Adesso potreste insinuare che questo equivalga ad avere autostima, ma io sono qui per contraddirvi e per cercare di salvarvi da questa comoda inclinazione...
Il caso di cui sopra è una penosa trasfigurazione e si chiama "Vanità" ma spesso quest'ultima non è retta da solide basi. E' dimostrato, infatti, che il vanitoso cada spesso nella depressione più totale, una volta che realizza di aver perduto un orpello...
Colui che ha fiducia in sé e si basta ha ben altri motivi per crollare ed è per questo che le persone che ha intorno lo stimano profondamente; non dipingeranno mai un suo dolore come un semplice capriccio.
Dopo un'analisi durata anni, ho compreso che l'invidia non rientra nella scheda dei difetti della persona fedele a sé stessa. Quest'ultima è consapevole quel tanto che basta per capire che tutti o nessuno ci possono superare e che (per quanto ci impegniamo) non c'è modo di essere "assoluti" e perfetti quanto a preparazione, intelligenza, bellezza, bravura e sensibilità.
Non esistono criteri fissi. Quando ci si libera da questi, si prende in mano la Libertà (o, almeno, questa è la mia opinione).
Trovare un posto nel mondo = Trovare un posto dentro di sé.
30 novembre 2010
28 novembre 2010
CHIUSO
Chiuso il contatto Facebook
Chiuso msn
Spento skype
Spento il cellulare
Perché la virtualità mi sta uccidendo.
Perché la Verità muore se viene esposta.
Perché nessuno mi capisce.
Perché sono sola.
Perché non conviene mai essere me.
Perché sono nata sensibile.
Perché ho il groppo in gola.
Perché odio questa società.
Perché voglio Pace e mai l'otterrò.
Perché sono circondata da diavoli.
Perché il diavolo sono io.
Perché devo reincarnarmi in qualcos'altro o trovare la forza di amarmi nonostante il mondo mi vada contro.
Non c'è giustizia e non c'è gloria.
Solo decadenza e scottature.
L'unica cosa che so fare bene è l'amore e regalare orgasmi.
E ogni volta che mi fondo, mi allontano da me.
E ora pago la mia lussuria.
Sono la caduta degli Dèi.
E se mi ammutolissi per sempre?
Nemmeno in quel caso il mondo mi perdonerebbe per essere me.
Qualcuno mi regala un gattino?
Mi resta questo spazio che purtroppo è virtuale.
E vorrei uccidere gli anni '40 che hanno visto nascere internet.
E vorrei (sovversiva come non mai) essere un funesto demiurgo che crea e distrugge ciò che vuole a suo piacimento.
Ma non c'è spazio se lo spazio non me lo dò io e se dentro me è tutto pieno di sangue, carne, sperma e diarrea.
CHIUSO.
Chiuso msn
Spento skype
Spento il cellulare
Perché la virtualità mi sta uccidendo.
Perché la Verità muore se viene esposta.
Perché nessuno mi capisce.
Perché sono sola.
Perché non conviene mai essere me.
Perché sono nata sensibile.
Perché ho il groppo in gola.
Perché odio questa società.
Perché voglio Pace e mai l'otterrò.
Perché sono circondata da diavoli.
Perché il diavolo sono io.
Perché devo reincarnarmi in qualcos'altro o trovare la forza di amarmi nonostante il mondo mi vada contro.
Non c'è giustizia e non c'è gloria.
Solo decadenza e scottature.
L'unica cosa che so fare bene è l'amore e regalare orgasmi.
E ogni volta che mi fondo, mi allontano da me.
E ora pago la mia lussuria.
Sono la caduta degli Dèi.
E se mi ammutolissi per sempre?
Nemmeno in quel caso il mondo mi perdonerebbe per essere me.
Qualcuno mi regala un gattino?
Mi resta questo spazio che purtroppo è virtuale.
E vorrei uccidere gli anni '40 che hanno visto nascere internet.
E vorrei (sovversiva come non mai) essere un funesto demiurgo che crea e distrugge ciò che vuole a suo piacimento.
Ma non c'è spazio se lo spazio non me lo dò io e se dentro me è tutto pieno di sangue, carne, sperma e diarrea.
CHIUSO.
26 novembre 2010
Will I be free?
E poi sognavo di correre ma le mie gambe erano atrofizzate.
Sognavo pure di essere in ginocchio, al cospetto di qualcuno, ma di non poterne vedere il viso e così soffrivo terribilmente, perché sentivo dolori lancinanti al collo che m'impedivano di svelare il mistero.
E tutto è ancora così ed io mi chiedo...
SARO' MAI LIBERA?!
24 novembre 2010
Favola Dark
Quando avevo diciassette anni ero ossessionata da una persona che mi è stata accanto per quasi due anni.
Non ne ero innamorata... Non si poteva provare amore per lui. Ne ero semplicemente ossessionata.
Lui era un demone in carne ed ossa, un cupo essere venuto da lontanissimo che possedeva gusti musicali meravigliosi e un particolare ascendente sulle persone.
Era talmente teatrale ed artefatto da suscitare repulsione in qualsiasi persona incontrasse.
Io sapevo che sotto le sue maschere si celava una persona ipersensibile con forti disturbi di comunicazione. Non poteva farci nulla... Risultava falso e altamente ipocrita, un bamboccio le cui affermazioni non sarebbero mai valse uno zero.
Un giorno mi baciò e mi disse: "Lo sai che il bacio di un demone ti tiene per sempre incatenata a lui?"
Io mi misi a ridere, un po' sarcastica e un po' sconcertata, dopodiché mi lasciai suggestionare da quelle parole e caddi nella sua trama. Fu tre giorni dopo Halloween.
Da quella data in poi, una metà della mia luce si spense inesorabilmente, accogliendo la tenebra che ancora oggi mi accompagna.
Passò del tempo e mi regalò un cd ricco di musiche seducenti e raccapriccianti. Lasciavano chiaramente trasparire la sua rabbia per essere venuto al mondo e quel suo inguaribile romanticismo, di smacco letterario.
Passavo giornate intere soggiogata da quei brani. Non potevo farne a meno...
Durante le nostre pause tra un tira e molla e l'altro, mi accorsi che quel cd era divenuto un'omelia. A questo evento corrispose la depressione di mia madre che vedeva scomparire la sua bambina solare...
Il cd mi sconvolgeva per via del suo potere unico: faceva ritornare il mio demone da me, anche quando credevo di essermene liberata per sempre...
C'era qualcosa di perversamente mistico in tutto questo ed io cadevo sempre più vittima della suggestione...
Oggi, dopo tantissimi anni, ho ripreso il cd di quel ragazzo strano e ho sentito la pelle d'oca invadere il mio corpo. Ho capito che le persone non possono mai andarsene veramente da me...
Chissà se anche questa volta Lui ha sentito...
Non ne ero innamorata... Non si poteva provare amore per lui. Ne ero semplicemente ossessionata.
Lui era un demone in carne ed ossa, un cupo essere venuto da lontanissimo che possedeva gusti musicali meravigliosi e un particolare ascendente sulle persone.
Era talmente teatrale ed artefatto da suscitare repulsione in qualsiasi persona incontrasse.
Io sapevo che sotto le sue maschere si celava una persona ipersensibile con forti disturbi di comunicazione. Non poteva farci nulla... Risultava falso e altamente ipocrita, un bamboccio le cui affermazioni non sarebbero mai valse uno zero.
Un giorno mi baciò e mi disse: "Lo sai che il bacio di un demone ti tiene per sempre incatenata a lui?"
Io mi misi a ridere, un po' sarcastica e un po' sconcertata, dopodiché mi lasciai suggestionare da quelle parole e caddi nella sua trama. Fu tre giorni dopo Halloween.
Da quella data in poi, una metà della mia luce si spense inesorabilmente, accogliendo la tenebra che ancora oggi mi accompagna.
Passò del tempo e mi regalò un cd ricco di musiche seducenti e raccapriccianti. Lasciavano chiaramente trasparire la sua rabbia per essere venuto al mondo e quel suo inguaribile romanticismo, di smacco letterario.
Passavo giornate intere soggiogata da quei brani. Non potevo farne a meno...
Durante le nostre pause tra un tira e molla e l'altro, mi accorsi che quel cd era divenuto un'omelia. A questo evento corrispose la depressione di mia madre che vedeva scomparire la sua bambina solare...
Il cd mi sconvolgeva per via del suo potere unico: faceva ritornare il mio demone da me, anche quando credevo di essermene liberata per sempre...
C'era qualcosa di perversamente mistico in tutto questo ed io cadevo sempre più vittima della suggestione...
Oggi, dopo tantissimi anni, ho ripreso il cd di quel ragazzo strano e ho sentito la pelle d'oca invadere il mio corpo. Ho capito che le persone non possono mai andarsene veramente da me...
Chissà se anche questa volta Lui ha sentito...
La Politica secondo V.
Per me la politica è sempre stata una questione di affinità, allargata in misura esponenziale.
Scelgo i politici con lo stesso criterio con cui sceglierei una persona da frequentare.
Sono però estremamente selettiva, per cui è molto difficile che io poggi il mio sguardo su qualcuno senza riempirlo di critiche o di preconcetti. Naturalmente nessuno direbbe mai che penso queste cosine "piacevoli" ma vi posso assicurare che io sono prevenuta esattaemente come tutti voi, solo che dissimulo bene per evitare di perdere col pregiudizio persone potenzialmente piacevoli.
E' una questione di precauzione e di raffinatezza, né più né meno.
Ho finito la mia introduzione e ora posso partire con la sostanza.
Ogni volta che sono stata chiamata alle elezioni ho sempre votato la persona meno spiacevole a livello caratteriale, non certo quella che rispecchiava maggiormente i miei ideali.
In questo sistema Italia (attuale come passato) non c'è mai stato nessuno che sia stato capace di rispecchiarmi.
In ogni politico studiato nel profondo del suo pensiero "umano", ho sempre riscontrato qualcosa che mi disgustava o che non mi convinceva del tutto.
Forse questo fa parte del fatto che ho una primigenia avversione nei riguardi dell'ambizione che si cela dietro ognuna delle candidature politiche.
In maniera infantile (forse) non ho mai saputo capire che l'ambizione può essere anche una caratteristica positiva, strettamente indispensabile se si vuole arrivare da qualche parte. Purtroppo nella mia testa ha sempre avuto una connotazione vanesia e pericolosa per l'equilibrio mentale.
Mi terrorizza infatti l'idea della perdita di controllo e quindi sono portata a vedere l'ambizione come qualcosa che conduce necessariamente ad un delirio d'onnipotenza o ad una rappresentazione distorta del sogno. Quest'ultimo elemento, quando esce fuori dalla propria sfera e assume il potere della realtà, rischia di dare alla testa.
In tutti i politici ho sempre riscontrato tale spinta e ne sono rimasta delusa, a tal punto che spesso appaio disinformata o apatica. Questi sentimenti nascono dalla totale mancanza di fiducia nei riguardi di questo Paese e, soprattutto, di chi lo governa, e così continuo a votare i politici a seconda della simpatia caratteriale o affermando "Questo è meno peggio di questo"...
Ciò che mi rattrista è che quelle pochissime persone che reputo potenzialmente esemplari nella conduzione del Belpaese sono prive di quella essenziale caratteristica che ho denigrato precedentemente: l'ambizione.
Il mio ideale è un cane che si morde la coda. E' una persona determinata, profondamente sognatrice, colta, spartana nelle vesti e dotata di assoluta fermezza. Non deve avere grilli per la testa o ossessioni d'arricchimento personale che vadano contro il Paese.
Questa persona non esiste o forse no... Forse è una Donna.
Scelgo i politici con lo stesso criterio con cui sceglierei una persona da frequentare.
Sono però estremamente selettiva, per cui è molto difficile che io poggi il mio sguardo su qualcuno senza riempirlo di critiche o di preconcetti. Naturalmente nessuno direbbe mai che penso queste cosine "piacevoli" ma vi posso assicurare che io sono prevenuta esattaemente come tutti voi, solo che dissimulo bene per evitare di perdere col pregiudizio persone potenzialmente piacevoli.
E' una questione di precauzione e di raffinatezza, né più né meno.
Ho finito la mia introduzione e ora posso partire con la sostanza.
Ogni volta che sono stata chiamata alle elezioni ho sempre votato la persona meno spiacevole a livello caratteriale, non certo quella che rispecchiava maggiormente i miei ideali.
In questo sistema Italia (attuale come passato) non c'è mai stato nessuno che sia stato capace di rispecchiarmi.
In ogni politico studiato nel profondo del suo pensiero "umano", ho sempre riscontrato qualcosa che mi disgustava o che non mi convinceva del tutto.
Forse questo fa parte del fatto che ho una primigenia avversione nei riguardi dell'ambizione che si cela dietro ognuna delle candidature politiche.
In maniera infantile (forse) non ho mai saputo capire che l'ambizione può essere anche una caratteristica positiva, strettamente indispensabile se si vuole arrivare da qualche parte. Purtroppo nella mia testa ha sempre avuto una connotazione vanesia e pericolosa per l'equilibrio mentale.
Mi terrorizza infatti l'idea della perdita di controllo e quindi sono portata a vedere l'ambizione come qualcosa che conduce necessariamente ad un delirio d'onnipotenza o ad una rappresentazione distorta del sogno. Quest'ultimo elemento, quando esce fuori dalla propria sfera e assume il potere della realtà, rischia di dare alla testa.
In tutti i politici ho sempre riscontrato tale spinta e ne sono rimasta delusa, a tal punto che spesso appaio disinformata o apatica. Questi sentimenti nascono dalla totale mancanza di fiducia nei riguardi di questo Paese e, soprattutto, di chi lo governa, e così continuo a votare i politici a seconda della simpatia caratteriale o affermando "Questo è meno peggio di questo"...
Ciò che mi rattrista è che quelle pochissime persone che reputo potenzialmente esemplari nella conduzione del Belpaese sono prive di quella essenziale caratteristica che ho denigrato precedentemente: l'ambizione.
Il mio ideale è un cane che si morde la coda. E' una persona determinata, profondamente sognatrice, colta, spartana nelle vesti e dotata di assoluta fermezza. Non deve avere grilli per la testa o ossessioni d'arricchimento personale che vadano contro il Paese.
Questa persona non esiste o forse no... Forse è una Donna.
23 novembre 2010
"Vieni via con me": gli elenchi...
Questa è la summa più profonda dei miei pensieri... FEMMINISTI anzi, FEMMINILI!
20 novembre 2010
18 novembre 2010
Lisa
Lisa,
Solo io so quanto amo il tuo nome.
Sei lisa e Lisa, sciupata eppure mai sgualcita.
Non sai calzare un indumento senza inondarlo del tuo umore.
Non sai abitare una casa senza darle spessore.
Tuttavia sei capace di uscire da una vita senza troppo clamore.
E così resta di te soltanto il rumore di un accordo minore.
Solo io so quanto amo il tuo nome.
Sei lisa e Lisa, sciupata eppure mai sgualcita.
Non sai calzare un indumento senza inondarlo del tuo umore.
Non sai abitare una casa senza darle spessore.
Tuttavia sei capace di uscire da una vita senza troppo clamore.
E così resta di te soltanto il rumore di un accordo minore.
17 novembre 2010
E tu eri già dentro di me tre anni fa, inconsapevolmente...
Quando avevo cinque anni, mio padre mi portò alla piscina comunale del paese ed io mi emozionai tantissimo.
Voleva iscrivermi, affinché crescessi sana e forte. Temeva, infatti, che prendessi la piega negativa di mia madre che aveva (ed ha) il terrore dell’acqua.
M’iscrisse, e la piscina chiuse una settimana dopo.
Ci rimasi molto male. Il primo tentativo in acqua era andato bene … Non ne avevo paura, forse anche perché sapevo che lui era lì. I braccioli erano una protezione ulteriore.
Sguazzavo felice, mi piaceva perfino l’odore del cloro. Adoravo fare il morto a testa in su e anche in giù …
Poi dicevo che il mio stile preferito era quello “ad orso” e mio padre rideva della mia clamorosa gaffe, cercando di correggermi.
“Papà, cos’è il dorso?”
E lui, paziente come non mai, forniva una spiegazione quanto più accurata a quella “figliola” sempre piena di curiosità.
Mio padre voleva farmi fare tante cose …
Il pianoforte, la piscina, kik boxing, Karate, tai chi chuan (o come cacchio si scrive) e tutto quel che più poteva aggradarmi.
Ma io amavo solo e unicamente l’acqua.
Un segno di terra ama sempre l’acqua, altrimenti muore rinsecchito … Ma questa è un’altra storia!
Due giorni fa, mio padre mi spiega che nel mio paese apriranno una struttura comprensiva di cinque piscine, dopo ben sedici anni!
Io ho il terrore che sia sempre la solita bufala. E’ da dieci anni che i sindaci illudono i loro cittadini senza concludere niente.
Io non mi sono mai illusa che lei, l’acqua, tornasse.
Più volte ho sognato che il Naviglio fosse cristallino come negli anni ’40, quando la gente vi si gettava per cercare un minimo di riverbero nelle afose giornate d’estate …
Così non è mai stato.
Oggi, nel Naviglio, posso osservare le carcasse delle biciclette, i cartelli stradali di divieto d’accesso e le pantegane che giocano felici a pallamano.
Non mi posso buttare là dentro.
Oggi la notizia sembra davvero ufficiale. Questa volta non dovrò disilludermi perché i lavori inizieranno ad agosto.
Io attendo … Attendo di non prosciugarmi, al sole scottante.
Voleva iscrivermi, affinché crescessi sana e forte. Temeva, infatti, che prendessi la piega negativa di mia madre che aveva (ed ha) il terrore dell’acqua.
M’iscrisse, e la piscina chiuse una settimana dopo.
Ci rimasi molto male. Il primo tentativo in acqua era andato bene … Non ne avevo paura, forse anche perché sapevo che lui era lì. I braccioli erano una protezione ulteriore.
Sguazzavo felice, mi piaceva perfino l’odore del cloro. Adoravo fare il morto a testa in su e anche in giù …
Poi dicevo che il mio stile preferito era quello “ad orso” e mio padre rideva della mia clamorosa gaffe, cercando di correggermi.
“Papà, cos’è il dorso?”
E lui, paziente come non mai, forniva una spiegazione quanto più accurata a quella “figliola” sempre piena di curiosità.
Mio padre voleva farmi fare tante cose …
Il pianoforte, la piscina, kik boxing, Karate, tai chi chuan (o come cacchio si scrive) e tutto quel che più poteva aggradarmi.
Ma io amavo solo e unicamente l’acqua.
Un segno di terra ama sempre l’acqua, altrimenti muore rinsecchito … Ma questa è un’altra storia!
Due giorni fa, mio padre mi spiega che nel mio paese apriranno una struttura comprensiva di cinque piscine, dopo ben sedici anni!
Io ho il terrore che sia sempre la solita bufala. E’ da dieci anni che i sindaci illudono i loro cittadini senza concludere niente.
Io non mi sono mai illusa che lei, l’acqua, tornasse.
Più volte ho sognato che il Naviglio fosse cristallino come negli anni ’40, quando la gente vi si gettava per cercare un minimo di riverbero nelle afose giornate d’estate …
Così non è mai stato.
Oggi, nel Naviglio, posso osservare le carcasse delle biciclette, i cartelli stradali di divieto d’accesso e le pantegane che giocano felici a pallamano.
Non mi posso buttare là dentro.
Oggi la notizia sembra davvero ufficiale. Questa volta non dovrò disilludermi perché i lavori inizieranno ad agosto.
Io attendo … Attendo di non prosciugarmi, al sole scottante.
16 novembre 2010
7 novembre 2010
Carissimi,
mi sono messa il rossetto rosso. Voi non potete capire quanto mi senta bene ora.
Mi bacerei da sola tanto sono sensuale nella mia veste di geisha.
Non ho paura di questa trasgressione. Tanto resto chiusa in camera.
Ascolto "Mad World" e nulla di brutto può accadere...
F
r
a
p
o
c
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Mi bacerei da sola tanto sono sensuale nella mia veste di geisha.
Non ho paura di questa trasgressione. Tanto resto chiusa in camera.
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L'inganno
"Gli amori finiscono quando ci si dimentica di ricordare chi si ha di fronte.
Se si facesse questo sforzo forse nulla morirebbe. Ma la gente si nutre d'apatia e perde la concentrazione" V.C.
Se si facesse questo sforzo forse nulla morirebbe. Ma la gente si nutre d'apatia e perde la concentrazione" V.C.
The Shawshank Redemption - "Main Theme", "Brooks was Here"
"Pregherò gli Dei che mai mi facciano perdere la ragione, a tal punto da non capire più il limite delle mie azioni malvagie... Chiedevo solo una redenzione"
6 novembre 2010
Generale
Si è sempre pensato che la sensibilità fosse un pregio.
Mi colpì un giorno Gianluca Grignani quando disse che questo, per lui, era il suo peggior difetto.
Mai avrei creduto di poterla pensare così e, invece, eccomi qua!
Io sento cose che gli altri non sentono ma non c'è alcun vanto in questa affermazione.
Sono molto stanca di stare dentro il mio corpo, di avere emozioni così forti ed ingestibili. Sono stanca di tutto questo rumore e di far male solo perché sento troppo.
Temo che la mia ipersensibilità mi porterà al delirio o alla distruzione di ciò che di bello ho ancora attorno.
Mi rattrista soprattutto ritrovarmi ad esporre questo pensiero ancora una volta, segno inequivocabile di quanto io sia ancora indietro nel mio cammino in avanti...
Chi più mi crederà se queste lacrime sono di coccodrillo?
E mentre il mondo crede che io ci provi davvero gusto, mi ritiro solitaria nel mio dolore di generale senza i propri soldati...
Mi colpì un giorno Gianluca Grignani quando disse che questo, per lui, era il suo peggior difetto.
Mai avrei creduto di poterla pensare così e, invece, eccomi qua!
Io sento cose che gli altri non sentono ma non c'è alcun vanto in questa affermazione.
Sono molto stanca di stare dentro il mio corpo, di avere emozioni così forti ed ingestibili. Sono stanca di tutto questo rumore e di far male solo perché sento troppo.
Temo che la mia ipersensibilità mi porterà al delirio o alla distruzione di ciò che di bello ho ancora attorno.
Mi rattrista soprattutto ritrovarmi ad esporre questo pensiero ancora una volta, segno inequivocabile di quanto io sia ancora indietro nel mio cammino in avanti...
Chi più mi crederà se queste lacrime sono di coccodrillo?
E mentre il mondo crede che io ci provi davvero gusto, mi ritiro solitaria nel mio dolore di generale senza i propri soldati...
Du sexe
"Il sesso rende le persone più intelligenti perché è un'esperienza. L'esperienza è la base della conoscenza. Per qualcuno è un viaggio, per qualcun altro una trasgressione. Quest'ultima idea è proprio figlia del bigottismo ed è ciò che apre le porte all'ignoranza." V.C.
Aujourd'hui
Oggi sono sola in casa. La lavatrice è in azione, le stoviglie sono da lavare, i letti ancora da fare ed io navigo tra i corridoi con un pigiama misto. Ho dei capelli disastrosi, il trucco di ieri sera ancora da rimuovere e tanti altri incompiuti in giro...
Al momento sono sul water e scrivo questa cosa col portatile sulle cosce, ascoltando la riproduzione casuale di Itunes.
Dovrei stirare, comprare delle scarpe, cucinare una torta, studiare la musica di Aladin e organizzare la serata con gli amici.
Ma la verità è che adoro stare qui a perdere tempo, ben consapevole che in realtà farò tutto e che nulla sarà fuori posto all'arrivo della mia famiglia.
D'altra parte sono sempre stata così: una che si muove troppo o che non si muove per nulla.
Un giorno vorrei poltrire tra le braccia del mio uomo senza muovermi di un centimetro e l'altro giorno vorrei stare in Messico, sotto un sole cocente, a scalare una piramide...
Cosa mi consigliate di fare? Psicoterapia?
Ma no! Sono troppo innamorata di questi contrasti e di queste abitudini malsane per rinunciarvi...
Fra poco mi alzerò da questo water, camminerò fino alla cameretta, prenderò il mio rossetto rosso della Intercoss e lo lascerò scivolare sulle mie labbra come fosse un bacio di alto spessore.
Al momento sono sul water e scrivo questa cosa col portatile sulle cosce, ascoltando la riproduzione casuale di Itunes.
Dovrei stirare, comprare delle scarpe, cucinare una torta, studiare la musica di Aladin e organizzare la serata con gli amici.
Ma la verità è che adoro stare qui a perdere tempo, ben consapevole che in realtà farò tutto e che nulla sarà fuori posto all'arrivo della mia famiglia.
D'altra parte sono sempre stata così: una che si muove troppo o che non si muove per nulla.
Un giorno vorrei poltrire tra le braccia del mio uomo senza muovermi di un centimetro e l'altro giorno vorrei stare in Messico, sotto un sole cocente, a scalare una piramide...
Cosa mi consigliate di fare? Psicoterapia?
Ma no! Sono troppo innamorata di questi contrasti e di queste abitudini malsane per rinunciarvi...
Fra poco mi alzerò da questo water, camminerò fino alla cameretta, prenderò il mio rossetto rosso della Intercoss e lo lascerò scivolare sulle mie labbra come fosse un bacio di alto spessore.
2 novembre 2010
Dell'indecenza imperante...
Questo squallore si attacca ai vestiti, ma non ai vestiti di tutti.
E' palpabile solo per chi possiede una soglia della decenza ed è ancora in grado di apprezzare il pudore e di non catalogarlo come un sentimento inferiore, figlio di una morale necessariamente cattolica.
Per me il pudore non ostentato è quella forma di protezione che ognuno dovrebbe custodire come un tesoro in via d'estinzione. Non è quel bigottismo di matrice americana che questa società ci vuole propinare per salvare le apparenze. Io vi parlo di quel sentimento che è reale solo per chi non ha deciso di dargli un'etichetta.
Ebbene, dopo questo cappello introduttivo, voglio parlarvi della mia indignazione di giovane donna italiana, che osserva il mondo da partecipante perché il solo pensiero di farne davvero parte la disgusta.
Non posso ascoltare nonno Berlusconi (che di "nonno" ha solo l'età) e illudermi che il livello minimo di decenza non venga oltrepassato. Non posso negare quanto questa persona e i suoi adepti rovinino l'aspetto dell'Italia ogni giorno di più.
Berlusconi ha il potere (e quindi anche l'enorme responsabilità) di rappresentarci. Quale persona può meglio calzare lo stereotipo dell'italiano tipico?
Nessuna.
Mi sgomenta pensare che i soldi, le proprietà terriere e la bellezza esteriore possano bastare a rendere qualcuno "affascinante". Chi si ferma a questo non ha mai gustato il piacere della seduzione più fine, quella mentale, un'arte che si è persa fra una volgarità e l'altra.
Tutte quelle meretrici che offrono il loro corpo a questo essere imbottito di Viagra e coca, non possono che essersi perse un pezzo importante di Vita e non starò qui a spiegare di cosa si tratti, perché sarebbe un po' come rinchiudere il significato dell'esistenza in una definizione concisa.
So solo una cosa, che la mia rabbia mi sta facendo delirare e meditare soluzioni basse per mettere a posto questa persona.
Eviterò di esporre cosa vorrei che accadesse a Berlusconi perché il torpiloquio fine a se stesso non porta a nulla.
Io sono troppo elegante per cadere in basso.
Punto.
E' palpabile solo per chi possiede una soglia della decenza ed è ancora in grado di apprezzare il pudore e di non catalogarlo come un sentimento inferiore, figlio di una morale necessariamente cattolica.
Per me il pudore non ostentato è quella forma di protezione che ognuno dovrebbe custodire come un tesoro in via d'estinzione. Non è quel bigottismo di matrice americana che questa società ci vuole propinare per salvare le apparenze. Io vi parlo di quel sentimento che è reale solo per chi non ha deciso di dargli un'etichetta.
Ebbene, dopo questo cappello introduttivo, voglio parlarvi della mia indignazione di giovane donna italiana, che osserva il mondo da partecipante perché il solo pensiero di farne davvero parte la disgusta.
Non posso ascoltare nonno Berlusconi (che di "nonno" ha solo l'età) e illudermi che il livello minimo di decenza non venga oltrepassato. Non posso negare quanto questa persona e i suoi adepti rovinino l'aspetto dell'Italia ogni giorno di più.
Berlusconi ha il potere (e quindi anche l'enorme responsabilità) di rappresentarci. Quale persona può meglio calzare lo stereotipo dell'italiano tipico?
Nessuna.
Mi sgomenta pensare che i soldi, le proprietà terriere e la bellezza esteriore possano bastare a rendere qualcuno "affascinante". Chi si ferma a questo non ha mai gustato il piacere della seduzione più fine, quella mentale, un'arte che si è persa fra una volgarità e l'altra.
Tutte quelle meretrici che offrono il loro corpo a questo essere imbottito di Viagra e coca, non possono che essersi perse un pezzo importante di Vita e non starò qui a spiegare di cosa si tratti, perché sarebbe un po' come rinchiudere il significato dell'esistenza in una definizione concisa.
So solo una cosa, che la mia rabbia mi sta facendo delirare e meditare soluzioni basse per mettere a posto questa persona.
Eviterò di esporre cosa vorrei che accadesse a Berlusconi perché il torpiloquio fine a se stesso non porta a nulla.
Io sono troppo elegante per cadere in basso.
Punto.
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Sleeping