20 luglio 2017

Ma in fondo che importa?
Chiudo tutto e non do conto a nessuno. Non ne vale la pena. Tu te ne sei andata ma sei qui e spero che mi aiuterai a capire perché attualmente sono una mina vagante che anela al Buddhismo e all'astrazione. Vorrei che tutto mi attraversasse senza lasciare traccia. Siamo sempre noi quelli che autorizzano il bene come il male ed io che consigli posso dare? Sto zitta e basta, ciascuno responsabile di sé stesso. Aria fritta nella testa, mi ascolto blaterare senza sosta mentre cerco di acquisire un qualche ascetismo che mal si confà al mio erotismo. Oh cazz, ho fatt la rima!
Metodicamente posso consolarmi e dirmi questo:
Io sono stata chiara nell'esporre il mio interesse. Ho fatto passi sostanziali. Ho provato a far giocare la palla a lui  ma sembra caduto dentro un pozzo e non può uscire. Sai cosa? Non posso nemmeno aiutarlo ad uscire. Deve arrampicarsi lui oppure imparare a chiedere aiuto in maniera sana. Allora, in quel caso, una corda gliela getterei più che volentieri. Ma fino a quel momento che forse non arriverà mai, io sarò pur libera di farmi i cazzi miei?
E quali sono i cazzi miei?
Bisogna ponderare bene giacché fra pochi mesi Giove sarà in opposizione...
Posso studiare ed attendere le vacanze. Finite le vacanze ci penserò attentamente. Ora, se non vi dispiace, mi lascio vivacchiare in qualche modo, senza pathos alcuno perché di recente ne ho avuto troppo.
Troppo dolore e sono stravolta. Ci sta che mi riposi un po' e poi il Toro ha il problema di essere troppo indulgente con sé stesso, oltre che fondamentalmente pigro.
C'è gente che, comunque, è conciata peggio di me ed io mantengo inalterato il mio lustro. Sembro sempre attiva e buona, forse troppo. Ah-ah.
Tu te ne sei andata ed il mondo è diventato ancora peggiore di quanto non sia.
Il rischio è che mi perda anch'io, che alla farsa nessuno creda più. Ma che m'importa del parere di chi non stimo?
Boh, ciao.

21 aprile 2017

Tu vivrai

Amica mia,

Sono i giorni del martirio, per te. Sono i giorni che precedono un nuovo calvario da cui non sai nemmeno come uscirai e se ne uscirai.
Io come faccio a starti vicino senza crollare? E' da giorni che una frase mi tormenta la testa: "I wish I was your mountain". Vorrei infatti essere qualcosa di enorme e forte che ti protegga dai venti ostili che soffiano su di te. Vorrei essere una barriera capace di tener fuori quel che è dannoso per il tuo esile corpo stupendo. Quel corpo che ho visto personalmente mutare a Lucca l'anno scorso, quando tu ti sentivi strana e non capivi come mai quella pancia fosse tanto gonfia. Tuttavia affrontavi il malessere senza dargli troppa importanza e ti buttavi come sempre a capofitto nella vita, piena di passione e temerarietà.
Io non ho mai conosciuto una persona più forte di te, una Donna tanto contagiosa nel temperamento ed ora questo mostro che ti alita addosso mi pare tanto il ritratto di un uomo violento, di quelli che annientano il corpo perché non possono farlo con lo spirito. Dimmi che potremo dargli l'ergastolo e tenerlo lontano da te per sempre, senza condizionali.
E' da quando mi hai detto che lui è tornato a tormentarti che non ho più pace e da un lato ringrazio che tu viva a Bologna perché così posso nasconderti le lacrime e la rabbia che mi affligge pensando a chi è stato responsabile di quanto ti accade. Metto insieme i pezzi e comprendo che il tuo male è una naturale conseguenza dello sfacelo che hanno creato gli uomini col nucleare, quando tu ti apprestavi a muovere i primi passi nel mondo. Ce ne ha messi di anni a palesarsi, vero?
Tra tutte le domande che mi perseguitano, c'è sempre la solita: Perché tu e non i Putin, i Kim o i Trump del Mondo? Perché la lezione devono capirla quelli che la conoscono già e non i poveri di spirito?
Ma in fondo, anche se ottenessi le risposte, non muterebbe il tuo inferno personale.
In questi giorni sto cercando di piangere tutte le mie lacrime perché spero di arrivare "asciutta" domani, di esserti di conforto, di farti ridere. Piango io ma tu, allora, cosa dovresti dire o fare?
Chissà dove vai quando poi resti sola...
Sapessi quanto mi detesto ogni volta che piango quasi come se avessi già perso tutte le speranze. Penso che accada perché è umana l'abitudine di "prepararsi" al dolore. Peccato che la preparazione stessa ne sia ricca e che non prevenga da nulla
E allora sai cosa ti dico, Amica mia stupenda? Che mi sono sfogata abbastanza e che da adesso convertirò l'energia che ho sprecato lagnandomi in qualcosa di magico, qualcosa che esca da me e arrivi direttamente alle tue cellule e che si tramuti in luce capace di ridere in faccia a quello lì.
Perché siamo sempre state magiche e dobbiamo esserne coscienti.

Sleeping

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