31 agosto 2011

Lirica

La Lirica è una condizione interiore. Non è una competenza che si possa acquisire senza prima aver fatto i conti con sé stessi. Nulla può essere lasciato al caso o alla spontaneità. E' una questione di autocontrollo assoluto: controllo prima degli strumenti corporei e poi di quelli emotivi. E' uno sport perché obbliga a sentire muscoli di cui nemmeno si contemplava l'esistenza e li sviluppa invisibilmente. Non sono muscoli "inn" che il personal trainer consiglierebbe di mostrare per affrontare la prova costume... Sono muscoli fondamentali alla costruzione del "vassoio", il sostegno da cui parte tutto per evitare che l'armonia sfugga e il suono si disperda pericolosamente.
La Lirica aspira alla perfezione assoluta e per realizzare tutto questo non si può essere dei "rottami" nell'anima... Bisogna davvero essere completi perché prima o poi l'immaturità potrebbe prendere il sopravvento e rendere povera un'esecuzione. Occorre saper ascoltare, non ammettere ignoranza, avere la giusta modestia ma allo stesso tempo saper riconoscere il proprio valore assoluto. Naturalmente nessuno può diventare perfetto nell'anima e quindi anche nell'Arte, ma può collezionare tanti piccoli frammenti di perfezione e comprendere che l'Infinito, allora, esiste...
Esiste quando tutto questo insieme di regole ossessive e cavillose ha la capacità di suscitare armonia, leggiadria e puro piacere nell'ascoltatore. Allora anche il cantante si concede un piccolo vanto in una vita fatta d'intransigenza ed esercizio.

Io penso che valga ancora la pena di Vivere quando penso alla Lirica.



30 agosto 2011

Anima

Io sono un'anima antica. Lo capisco da tutto quel che mi colpisce e segretamente attrae.
Ho provato a stare bene in questo tempo ma non ci sono mai riuscita.
Spesso i miei occhi cercano qualcos'altro al di là della parete o di un quadro. Qualcuno potrebbe credere che mi sia incantata per via dell'astigmatismo ma in realtà non è così.
Io cerco gli occhi degli spiriti e, pochissime volte, ho davvero l'impressione d'incrociarli. Mi tranquillizzo se so che Chopin o Freddie Mercury mi guardano. M'incuriosisco pensando a chi potrebbe guardarmi e invece io non conosco.
Temo di avere una considerazione esagerata di me. Perché ho sempre la presunzione di essere superiore alle anime terrene che mi circondano? Non lo so ma mi fa piacere sentire gli Altri o, almeno, illudermi di sentirli...
Vorrei spesso scompormi e vivere più vite: cambiare luoghi, atmosfere e persone ma invece resto ferma qui, perennemente agitata e adirata con me stessa perché non conosco soddisfazione alcuna. I miei viaggi sono tutti mentali e non considerano solo luoghi ma anche persone.
Stamattina, ad esempio, volevo essere a Parigi. Ci sono stata tante volte eppure questa città non riesce di stancarmi. Sarei capace di mollare tutto e tutti pur di seguire il mio egoismo ed è questa la cosa che maggiormente mi spaventa. Non ho cuore per certe cose... Seguo l'impulso e rido della mia illusione d'indipendenza. So che sarei davvero capace di farlo e che potrei cavarmela benissimo. Ecco il problema: resto sospesa fra il desiderio di affezionarmi davvero a qualcuno e il desiderio di rifuggire da tutto questo. Non esiste una fase intermedia. Dei giorni mi sveglio e voglio soltanto cambiare vita drasticamente e il cambiamento è talmente repentino e insensato che gli altri non possono starmi dietro nemmeno volendo.
Rimangono terrorizzati e contano i giorni che mi separano dal prossimo sbalzo d'umore, quando finalmente tornerò rassicurante e piena di calore.
Una vita passata a sopportarmi e a fare dell'autoanalisi e tutto questo per cosa? Per appurare che sono la stessa adolescente di sempre...

Goodbye.


19 agosto 2011

Manifesto insofferente

Detesto le tipe che fanno le sensualone perenni. Quelle che non sanno "dissacrare" se stesse. Quelle che, insomma, su FB hanno tutte foto con facce da fattone esangui cercatrici di sesso smart.
Quelle che scrivono frasi strane perché devono provocare chissà quali reazioni nello spettatore...

Ma fatevi una bella risata dio santo!



17 agosto 2011

Ciao Amò

Come Mussolini e Claretta Petacci...
Siamo un canide e un felino. Ci adoriamo come due che crescono insieme ma sanno che fino alla tomba saranno diversi.
E le nostre affinità ci appaiono magiche perché, prima d'ogni cosa, sono rare come il passaggio della Supernova sulla volta celeste. E allora è più affascinante ammirare quegli sprazzi isolati e, per una volta, avere lo stesso tipo di sguardo sulle cose.
Non sono che momenti, ma la Vita che cos'è se non un eterno susseguirsi di momenti?

Anche se tutti Noi no.

9 agosto 2011

Uno




E noi due che ci ammaliamo nello stesso momento? Siamo lo stesso singolo, lo stesso filo rosso che non si spezzerà, lo stesso respiro che fa alzare ed abbassare il petto, lo stesso brivido sulla pelle, la stessa lacrima che sgorgherà, lo stesso Uno.
E se oggi ti regalo la Bellezza, è perché me ne hai attaccata troppa e mi casca da tutte le parti come un vestito ingombrante.



Sleeping

Sleeping