29 gennaio 2012
La pesantezza sospesa delle parole
E poi finisce che ti ritrovi da sola a racimolare l'integrità che hai perso dietro l'ennesimo "Errore".
Chiamo così sempre più uomini. Incrocio i loro sguardi ricolmi di semplice desiderio e ci appiccico sopra chissà cosa... Prendo un uncinetto e per mesi cucio un maglione stupendo, con i cuoricini bianchi e rossi e credo che basti a ricoprire il MIO di cuore, per difenderlo dalle intemperie dell'inverno, per renderlo forte quel tanto che basta per far passare i mesi ed arrivare ad un'estate che io non riconosco mai nel cambiamento climatico.
Tutto è perennemente fermo e ci sono solo io che vortico affannosamente sulla puntina di quel disco rotto e cavo il sangue dall'ennesima rapa.
Io ho creduto, ho creato e disfatto quando mi è stato detto "Basta, sei sola con la tua follia, piccola maledetta Valentina!" ed io mi sono vista in un'altra epoca abitare gli stessi spazi di Alda Merini e non trovare cura per il mio stupido cuore pesante.
Ho creduto nell'Assoluto in un mondo di anime FINITE. Perché è questa la verità che ho raccontato a me stessa: che l'Infinito esiste ed io lo chiedevo a qualcuno che non vuole sapere cosa sia.
27 gennaio 2012
Voglio sposare Cesare Cremonini
Quando Cesare Cremonini emerse da Bologna con i suoi amici Lùnapop, io credevo che fosse il classico idiota esaltato della situazione. Una meteora che un giorno sarebbe svanita, ritornando nel suo nulla...
Non credevo che sarebbe riuscito ad emozionarmi, a darmi così tanto negli anni.
C'era un periodo in cui ascoltavo davvero tutto di Cesare, con o senza Lùna. Addirittura passavo le ore sul suo blog ed ero fermamente convinta che fosse l'uomo della mia vita e che stesse solo aspettando d'incrociarmi...
Oggi Cesare mi manca un po'. Mi ha sempre dato l'impressione d'essere un uomo che capisse tutto quanto, ogni emozione femminile, uno con cui fosse stupendo fare all'amore.
C'è una parte di me che non vorrebbe mai conoscerlo per non rimanere delusa dalla realtà e l'altra che ci spera ancora che i romantici veri esistano...
Io oggi celebro Cesare senza sapere perché. Forse perché ho solo un gran bisogno di star bene, di fidarmi, di riempirmi di buoni sentimenti per contrastare questo gelo che somiglia tanto a quello che si deposita sulle foglie e che le cristallizza per sempre...
24 gennaio 2012
Adorabili assistenze (mica troppo...)
"Sì salve, ho chiamato prima"
"Chi è lei scusi?"
"Io sono la targa... CE"
"Scusi, non credo che lei sia una targa..."
- Mugugna innervosito barra divertito - "Z****o, ho chiamato prima"
"Sì, ok, noi siamo una centrale operativa composta da 30 elementi e non ha parlato con me"
E lui "mmm"
Gli faccio "Como Empoli?"
E lui "Prego?"
Ed io "Como Empoli...?"
E lui (finalmente capisce!) "Como Empoli, 345 **"
Entro nella pratica (già aperta per l'appunto) e gli chiedo se voglia attivare il carro attrezzi.
Ovviamente il tizio ostruzionista non risponde.
Ed io "Attiviamo il carro attrezzi?"
"Eh, mmm"
Gli chiedo il comune di fermo e lui mi risponde con la via... Ed io "Il comune?"
"Eh, Maone!"
"Maone?"
"No, Baone! Con la B di Beirut!"
"Ah, ok, scusi. E' che la chiamo da Milano e non conosco la zona"
"Mmm... Non pretendo che lei conosca."
Alla fine ho capito che il tipo era innervosito ma attratto e l'ho tenuto a bada. "45 minuti e il carro è da lei. Saluti!"
(Adoro salutare i veneti con "Saluti" perché loro si congedano così e ti dicono addirittura "Grazie, gentilissima" anche se li hai trattati malissimo... Credo che dopo i siciliani siano il popolo italiano più magniloquente e meno convinto.)
Adorabili assistenze...
"Centrale buongiorno!" (Tipo che ho un tono adorabile, dolcissimo e caldo)
"Buongiorno signorina, è un piacere parlare con lei che mi accoglie così sorridente, specie se penso che prima mi ha risposto uno straniero mezzo muto..."
Sorrido "Lei deve annullare un viaggio?" (Lo intuisco dal cat su cui mi entra la chiamata)
"Ascolti, guardi (ma quante cose dovrei fare?! Magari anche toccarmi il naso con la punta della lingua...), abbia pazienza! Noi facciamo un lavoro a Barcellona..."
(Mi chiedo di che lavoro stia parlando.. Attivo le sinapsi ma nulla!)
"Barcellona Pozzo di Gotto?"
E lui "Come scusi?!"
"Barcellona Pozzo di Gotto in Sicilia o Barcellona in Spagna?"
Ride e mi dice "Non sapevo dell'esistenza di un'altra Barcellona! Barcellona in Spagna"
Ed io "Guardi, non le dico i casini... Ci succede sempre la stessa cosa con NIzza Monferrato!" :D
"Lei è molto divertente, intelligente ed ironica. Le spiego... Abbiamo prenotato 3 biglietti per conto di un cliente"
"Mi dispiace, devo interromperla perché mi occupo dell'ass.za stradale. Le passo subito i colleghi competenti"
"Peccato! Ed io che speravo di parlare con lei..."
Come Monet
C'era il silenzio che segava l'aria col suo nulla.
C'era la musica che dovevo spezzare in tempo.
Le foglie a terra, la polvere sugli occhi.
C'era l'amore, fuori da queste quattro pareti.
Rinnegarlo, dovevo, per non affliggere l'odio.
Il sole sgargiante ed illusorio prima o poi affonderà.
C'era me stessa divisa a metà.
La recita eternata senza alcuna verità.
Le scale di grigio mi hanno abbandonata.
I colori li trovo solo sui vestiti e sulla materia.
Il rosso vivido del mio fiume forse mi risveglierà.
C'era la musica che dovevo spezzare in tempo.
Le foglie a terra, la polvere sugli occhi.
C'era l'amore, fuori da queste quattro pareti.
Rinnegarlo, dovevo, per non affliggere l'odio.
Il sole sgargiante ed illusorio prima o poi affonderà.
C'era me stessa divisa a metà.
La recita eternata senza alcuna verità.
Le scale di grigio mi hanno abbandonata.
I colori li trovo solo sui vestiti e sulla materia.
Il rosso vivido del mio fiume forse mi risveglierà.
19 gennaio 2012
Je suis Mme Vangeance
La tua casa è quella di uno sfollato. Lo specchio nel bagno non c'è ... Vedo solo intonaco e cavi della luce che fuoriescono al posto della lampadina classica.
La cucina è vuota e vetusta. Il pavimento sa di quello delle case popolari costruite a Milano negli anni '50.
Io credo che tu sia quasi fatiscente ma non faccio in tempo a pensarlo che mi accorgo che il sistema audio fa arrivare la musica in ogni stanza e tutto diventa avvolgente. Avvolgente come te.
Io non so perché ho deciso di venire a casa tua... Anzi, lo so benissimo. Ho bisogno di far l'amore.
Non ce la faccio più a sentire la mia anima repressa nel corpo. L'energia deve pure fuoriuscire da qualche parte e lo sport non mi basta. Le camminate non sono sufficienti perché non c'è condivisione ed io mi sono stancata di fondermi con gli elementi della natura e basta. Mi sono stancata di trovare il romanticismo in tutto meno che nelle persone e la musica, l'appagamento unico della mente non mi bastano più.
Credo nell'astrologia... Ho il sole in toro e questo segno è passionale, godereccio, assetato di ogni piacere che la vita possa offrire. Il gemelli (mio ascendente) è cerebrale, amante del movimento e del brio, infedele e ironico. I due cozzano paurosamente soprattutto sulla questione del movimento... Nutro bisogni legati ai sensi che vengono tramortiti dal cerebralismo compulsivo del gemelli che nulla fa sulla scia delle emozioni. La mente corre e il corpo arretra e sono pochi gli attimi di conciliazione, di effimera gioia e di reale godimento.
Vivo tormentata dai miei contrasti, dagli elementi eterogenei che tanto mi facevano patire durante le lezioni di chimica alle superiori.
Ho trascorso questi venticinque anni di vita desiderando, senza mai passare all'azione oppure vivendo di rimorsi per quegli errori compiuti seguendo l'impulso senza ponderazione alcuna.
Ho un cuore che va lì e un corpo che parte per la tangente, per dimenticare cosa? Proprio il cuore.
Ecco perché ti ho detto sì... Per non passare la vita a desiderare quell'Uomo che mi sta facendo impazzire, che talvolta odio perché non mi ha fermata quando avrebbe potuto, che non ha attraversato la strada per troppa timida insicurezza e che oggi (ancora) si strugge con me e gli rimorde la coscienza.
Ecco perché il mio corpo non ha resistito e ha sperato con l'azione di soggiogare il pensiero, di annientarlo e ridimensionarlo...
Io mi sono presa tutto quel che potevi darmi, caro sfollato... Ho guardato la tua stanza e me ne sono innamorata. La parete della testata del letto era la sola ad essere colorata d'azzurro cielo e su di essa presenziava un quadro con la cornice viola e quel che vi era rappresentato non era un disegno, bensì uno spazio giallo tenue... Allora ti ho detto, dopo aver fatto l'amore, "Adoro questo quadro" e tu mi hai detto che tutti lo trovavano mediocre e inutile e mi hai chiesto perché l'adorassi ed io ho risposto:
"Perché è un cielo dentro un altro cielo".
La gestazione
E tu mi dicevi che Valentissima Valenterrima piangeva e rideva insieme...
Ed io tornavo a casa dicendo "Ci voleva. Ci voleva proprio..."
Buongiorno.
Ed io tornavo a casa dicendo "Ci voleva. Ci voleva proprio..."
Buongiorno.
17 gennaio 2012
Tra il bene e il male c'è di mezzo "e il"
Papà oggi mi ha riempito di colpi un'altra volta. Il mio viso è intonso come sempre, per carità... Però la mia anima è claudicante e mi ricorda tanto quei cani randagi malandati che vedevo vagare per il mio paese da bambina. Allo stesso tempo (non so come sia possibile) mi sento potente come un super sayan e faccio quel che mi passa per la testa senza troppe remore. Forse è perché quando non hai niente, non hai proprio un cazzo da perdere... Con mio padre non ho un dialogo da difendere, non ho una traccia da lasciare. Appena mostro la mia reale personalità al di fuori di qualsiasi teatrino comico ben realizzato, io devo stare muta perché altrimenti mi ammazza.
Ieri sera camminavo senza mèta/metà e capivo che non è possibile agire nel bene se si riceve tanto male. Capivo che potrei finire in carcere come niente... Capivo un mucchio di cose pericolosissime. Ebbene? Siccome sono testarda ed ostinata, mi sono detta che una forte donna Toro, non si può far piegare da un ariete, un montone! Dunque non darò a mio padre la soddisfazione di cadere al suo stesso livello di miseria mentale. Non lo legittimerò facendo quel che spera io faccia per farlo sentire meno in colpa. La mia lotta DEVE portare al bene e basta.
Dicevo che oggi, non contento, mi ha dato un altro colpo e allora ho preso e me ne sono andata a zonzo, all'ora di pranzo. Mi piace un sacco vagare all'orario dei Malafruscoli (personaggi che solo i siciliani conoscono...) e mischiarmi con loro. Ho camminato per trasformare la violenza che avevo in corpo in movimento puro e semplice.
Arrivo in piazza e vedo il distributore di sigarette. Mi avvicino e pigio il tasto di quelle che fuma il mio amore non mio e compare la scritta "inserire il tesserino". Capisco che si riferisce alla tessera sanitaria o giù di lì ma me ne vado via con la codina fra le gambe perché mi fanno paura tutte le cose troppo complicate.
Continuo a camminare e giungo alla via del parco ma svolto a sinistra per andare in direzione della casa del mio ex ex ex ex (sono stufa di contare tutti questi uomini!) e mi trovo di fronte il monumento fallico di * che reca sopra una scritta che nessuno ha mai voluto leggere temendo troppa serietà.
Lo supero e vorrei tanto farmi tutta la pista ciclabile a piedi ma so già dove mi porterebbe e quindi evito. Imbocco Via Armando Diaz ed è lì che m'imbatto nella casa più bella che abbia mai visto e dentro la mia testa formulo questa frase "Voglio abitare in una qualsiasi Via Armando Diaz n. 15 del Mondo".
V.le Kennedy con i suoi parrucchieri mi accoglie dopo qualche metro. E' una zona che ho sempre amato perché è viva, più viva della piazza stessa. Trovo un tabacchi aperto e ci entro.
"Un pacchetto di *, grazie."
Esco soddisfatta della mia bravata e apro il pacchetto come se si trattasse di un cofanetto magico pieno di meraviglie. E' davvero un interessante involucro ed è la prima volta che ne apro uno... Ho una strana riverenza addosso. Realizzo che le sigarette si fumano solo se si possiede del fuoco ed io, nella mia borsona Mary Poppins, non lo trovo. Non posso nemmeno tornare indietro e fare una figura di merda e quindi proseguo verso la stazione certa di poter ovviare alla mia stupida mancanza. La ragazza dell'edicola mi accoglie sorridente ed io le dico "Dammi l'accendino più scrauso che hai". E lei: "costano tutti 1 euro quindi conviene che pigli il più bello". "Vado di viola, allora" e le porgo la moneta andandomene in cerca di un posto adattissimo in cui fumare in pace l'unica sigaretta della mia vita.
Trovo le panchine dei tossici vicino alla Coop ma i tagliaerba mi disturbano e non vorrei che ridessero di me vedendo che sputo fuori un polmone mentre tossisco.
Ci pensa allora il cimitero ad accogliermi e c'è sufficiente silenzio su quella panchina isolata. I morti, almeno, non possono parlare anche se mi osservano tutti in circolo. Ricordo che in quel cimitero c'è solo una persona che mi è cara: la sig.ra Stella... I miei parenti sono tutti in Terronia.
Estraggo una sigaretta e tento di accendere la fiamma ma sono controvento e non c'è speranza. Dopo tanti tentativi, riesco ad infiammare la sigaretta e cerco di tirare il primo colpo.
Sto malissimo. Sento tutto il fumo giù per le vie respiratorie e il naso mi sta impazzendo in pizzicolie varie! Gli occhi mi lacrimano e tossisco come un'ossessa ma sono testarda e quindi proseguo e al secondo colpo va molto meglio. Comunque il vento tenta di fumarsela per me ed io m'indispettisco perché quelle cazzo di sigarette le ho pagate 4,50 euro e per una parsimoniosa come me non è un motivo di vanto!
Beh, al terzo tiro rido come una matta e sento le gambe farmi Aldo Giovanni e Giacomo. Dico "Questa merda ha un sapore terribile ma mi sta facendo ridere. Sì, mi sta drogando quel tanto che basta per indebolirmi e calmarmi un po'". La finisco tutta sperando in un chewin gum salvifico che non ho e piano piano mi alzo barcollando e ridendo. Il guardiano del cimitero mi guarda e mi fa paura... Credo si senta autorizzato ad attaccar bottone e quindi mi volatilizzo e piano piano torno a casa con una lentezza sconcertante ripetendo a me stessa che quel pacchetto resterà per sempre a quota 19 sigarette chiuso nel pertugio più remoto della mia stanza con relativo accendino.
Ho promesso a me stessa che avrei preso a fumare solo a patto di distruggere un'altra dipendenza malata ma il problema è che non mi sento pronta... Voglio sguazzare ancora in lui e ora che so di che sanno i suoi baci posso vivere con una certezza in più.
16 gennaio 2012
E se ne va...
E forse si scrive per trovare conforto, per vittimismo, per quel dolore che non si può sfogare.
Mi sono appena sentita dire "Ti spacco la faccia" e la risposta è stata "E spaccamela, così vai in galera".
Sì, avrei davvero voluto che me la spaccasse, almeno finalmente avrebbe pagato per tutti i suoi errori terribili.
Io voglio solo essere un angelo, una persona che si rende conto di quel che accade... Una che reagisce e non ha paura di rispondere. Per troppi anni ho taciuto abbassando lo sguardo. Ora come un felino guardo in faccia il carnefice, immobile e con gli occhi spiritati fermi nei suoi, con quella distanza di sicurezza che un po' si tiene per pudore e un po' per schifo, per non mischiare la propria aria con la sua.
Io me ne andrò. Dio dammi il coraggio di andarmene, per sempre.
Piccoli fragilissimi film
L'altro giorno in metropolitana tento un percorso diverso per arrivare a scuola. Mi dico "è il mio giorno libero e io parto con largo anticipo visto che non so quanto c'impiegherò e quel che mi aspetterà".
Adoro fare queste cose o, almeno, l'idea di farle perché mi sento libera, paziente e pratica. Beh, decido di scendere a Lotto e poi di prendere il bus 78 per sei fermate. Esco di casa alle 12.40 e giungo alle 12.46 in stazione. Acciuffo la metro alle 13.03 e ho con me due panini piccolissimi, uno con la nutella e l'altro con la marmellata della mia adorata nonnina e poi due mandarini privi di semi (quelli coi semi li detesto). Fame nulla, sonno tanto, pesantezza dell'anima potentissima.
All'altezza di Crescenzago entra un ragazzetto sui 16/17 anni ed io penso che al di là del suo abbigliamento inflazionato sia bello come un Re e questo perché ha un'espressione serena e gentile e poi è inusualmente pallido. Lo perdo con gli occhi e torno sul mio libro "Sapeva di acqua piovana con una traccia di sale", prestatomi da Anna amata Anna dopodiché alzo lo sguardo verso destra e mi accorgo che il baldo e nobile giovane sta baciando la sua ragazza con una rapida lentezza, con le mani che la cercano un po' ovunque e gli occhi persi nei suoi. Lei pure è incantevole... E' originale negli abiti e ha lineamenti poco comuni che la rendono spiccatamente affascinante. Io non ho la benché minima intenzione di togliere gli auricolari per ascoltare le loro voci... Non vorrei rimanere delusa dalla realtà, e così ne approfitto per leggerne i labiali.
Lui, dunque, con questi occhi socchiusi e liquidi divora la sua ragazza senza sfiorarla mentre lei timida abbassa lo sguardo perché capisce tutto ma non sa bene cosa fare... Come tutte le giovani donne che si affaccino alla vita amorosa vorrebbe mostrarsi sicura e padrona della situazione ma non riesce a dissimulare e arrossisce senza poterlo reggere. Lui le va sotto gli occhi, cercandola, e le sussurra dolcemente "Mi ami?" con tutta quell'insicurezza che normalmente i suoi coetanei nasconderebbero per non scadere nell'inadeguatezza... Questo sì che mi sconvolge.
Lei cerca di darsi un tono e dai sorrisi passa alla serietà più convincente e risponde subito impacciata ma sicurissima "Sì".
Tutto questo splendore mi catapulta in una delle scene più belle della cinematografia semi contemporanea e la nostalgia mi coglie come sempre impreparata. Ché io sono troppo romantica per vivere qua e nella testa ho solo tanti, piccolissimi, fragilissimi film...
15 gennaio 2012
Saggezza popolare del femminino sacro
Uomini, smettetela di ragionare per scompartimenti stagni!
Wooden cunt doesn't mean serious person...
Passionate person doesn't mean bitch, ok?
Arrivederci e grazie per l'attenzione!
Wooden cunt doesn't mean serious person...
Passionate person doesn't mean bitch, ok?
Arrivederci e grazie per l'attenzione!
13 gennaio 2012
Donna fui
E poi ci sono quelle persone a cui non devi spiegare niente. Ti leggono tutto negli occhi senza sminuirlo.
Tu sei così: non ti arrabbi se abbandono una chat senza dire niente, senti quando un silenzio è carico di parole o di contatto fisico. Tu compari empatico e fai stare bene chi ti attornia. Inviti azzardatamente a ballare ancora un po'... Un altro giro di Valzer, per il gusto di provarci, senza caricare le cose di contenuti che non possiedono.
E sì, abbiamo passato un intero pomeriggio appiccicati. Nessuno mi ha mai baciato così... Lentamente, discretamente, eroticamente. Ed io sapevo già chi eri da quell'infinità di accortezze. Le tue carezze su ogni frammento di epidermide, il tuo cercarmi sotto gli strati sintetici senza mai oltrepassare il limite. La grazia è intrinseca alla tua persona e non ti prendi tutto subito perché sai quant'è bello desiderare per giorni e giorni il prossimo incontro. Sì, mi piaci davvero tanto ma io non ti amo. Adoro la tua persona ma non ti amo e la cosa più bella è che tu provi esattamente questo per me. Nessuna promessa, nessun cuore alla deriva...
Il mio cuore galoppa per qualcun altro che non c'è, che non arriva... Io lascio il cuore nel congelatore per un po' e il mio corpo fa vita a sé. Non sono una troia e non sono una santa. Sono solo Donna.
11 gennaio 2012
I want it all!
E piano piano le cose stanno prendendo una forma un attimino più definita.
C'è l'intenzione di dare amore, non importa in quale forma, ma di darlo e basta.
Le persone che amano sono in assoluto quelle più tranquille, quelle che non conoscono irascibilità od orgoglio protratti a lungo. Godono mediamente di ottima salute e non hanno paura di niente.
Io spero di farcela e di non seguire più certi esempi autolimitanti.
C'è l'intenzione di dare amore, non importa in quale forma, ma di darlo e basta.
Le persone che amano sono in assoluto quelle più tranquille, quelle che non conoscono irascibilità od orgoglio protratti a lungo. Godono mediamente di ottima salute e non hanno paura di niente.
Io spero di farcela e di non seguire più certi esempi autolimitanti.
10 gennaio 2012
Queste parole qui
Larghe vedute, ascolto e dialogo.
Sei solo chiacchiere e distintivo, sei solo chiacchiere e distintivo!
E non incazzarti se non ti racconto nulla di me e se passo le ore a rimbambirmi davanti ad un pc. Sicuramente lui è più acuto di te, non fosse altro che per una questione geometrica.
Sei così represso che per stabilire un dialogo parti da un litigio. Come pretendi che qualcuno si apra a te?
E io pago le conseguenze... Le pago sulla mia pelle, sul mio stomaco, sui miei tic. Tutto il mio corpo parla dell'amore rinnegato o dell'amore represso. Sono bianca come un foglio perché aspetto che qualcuno ci scriva qualcosa, sul mio corpo.
E adoro conciarmi da chantosa e da femme fatale per contrastare la tua inutile grettezza, il tuo anonimato iper presente, la tua noia mortale che tu sai soltanto sfogare su chi ha il coraggio di avere un senso a questo mondo.
Però ti ringrazio perché m'ispiri parole vibranti, per quanto amare... Ti ringrazio perché qualcosa mi susciti ed io mi sento ancora viva, ancora piccola e ribelle. Non vecchia.
Come te.
Sei solo chiacchiere e distintivo, sei solo chiacchiere e distintivo!
E non incazzarti se non ti racconto nulla di me e se passo le ore a rimbambirmi davanti ad un pc. Sicuramente lui è più acuto di te, non fosse altro che per una questione geometrica.
Sei così represso che per stabilire un dialogo parti da un litigio. Come pretendi che qualcuno si apra a te?
E io pago le conseguenze... Le pago sulla mia pelle, sul mio stomaco, sui miei tic. Tutto il mio corpo parla dell'amore rinnegato o dell'amore represso. Sono bianca come un foglio perché aspetto che qualcuno ci scriva qualcosa, sul mio corpo.
E adoro conciarmi da chantosa e da femme fatale per contrastare la tua inutile grettezza, il tuo anonimato iper presente, la tua noia mortale che tu sai soltanto sfogare su chi ha il coraggio di avere un senso a questo mondo.
Però ti ringrazio perché m'ispiri parole vibranti, per quanto amare... Ti ringrazio perché qualcosa mi susciti ed io mi sento ancora viva, ancora piccola e ribelle. Non vecchia.
Come te.
8 gennaio 2012
On the run
Io sono pigra e ostinata. Quale peggiore accostamento? Tutto quel che faccio è retto dal senso di colpa e non da un reale desiderio passionale.
Il canto lirico, ad esempio, è per me uno sforzo incalcolabile e mi costa parecchi soldi.
In giorni come questo realizzo che vorrei sì cantare, ma non lirica. Vorrei indietro il mio gruppo e le serate in cui mi sentivo viva e sincera, senza voce artefatta. Con Noi e basta.
Non voglio stare ad inventare alibi... Voglio dire soltanto che non mi sento soddisfatta e che sto iniziando a vedere certe attività come limiti alle mie reali esigenze.
E' da qualche giorno che mi sveglio e vorrei essere in Asia. Non so dove con esattezza... Però mi piacerebbe all'impazzata staccare la spina e trovare un senso fuori da questo schermo. Ritrovare il Mare e il calore.
E invece mi guardo attorno e vedo nebbia e la sola domanda che mi pongo è se mi piaccia di più la traduzione all'inglese "fog" o "mist" e poi, allora, mi rispondo che "mist" è molto più affascinante e che mi fa pensare a Dracula e a tutto quel noir speziato che è la mia anima inquieta...
Già, devo proprio staccare la spina e correre via da tutto: dai problemi, dalle costrizioni, dalle cuffiette che mi anestetizzano, dai piedi fermi sul divano mentre la testa corre a perdifiato...
7 gennaio 2012
It's all for you...
E questa canzone mi è entrata dentro e passo la giornata a cantarla mentre mi viene da piangere e impreco contro la malvagità del destino.
Alzo gli occhi al cielo e mi chiedo perché gli Dèi li cerchiamo proprio lì e non in un qualsiasi monte soprannominato all'occasione "Olimpo".
Che forse sei tu la cima più alta sulla quale vorrei arrampicarmi e aderire col corpo, fino a sentirti mia stessa materia.
"Is you, is you... It's all for you everything I do..."
5 gennaio 2012
Trovami un modo semplice per uscirne
Ti prego, lo so com'è. Trovami un modo semplice per uscirne senza farmi svegliare nel bel mezzo di un'apnea notturna. Non imbruttirmi con gli spasmi. Non farmi vivere una vita da James Bond. Non so perché tutto questo sembri un film ma di certo quella che viviamo è la vita reale. Non so perché c'è tutto questo blu attorno a me. Non so nemmeno per quale assurdo motivo le persone diverse hanno perso un senso ai miei occhi.
Spiegami il perché dei brividi ad un semplice tocco e dimmi che non è una banale questione fisica.
Lasciami sognare un po' e poi rivelati in quella dimensione senza smottamenti o frane nel cuore.
Ma tu devi trovarmi un modo semplice per uscirne, un giorno.
Spiegami il perché dei brividi ad un semplice tocco e dimmi che non è una banale questione fisica.
Lasciami sognare un po' e poi rivelati in quella dimensione senza smottamenti o frane nel cuore.
Ma tu devi trovarmi un modo semplice per uscirne, un giorno.
3 gennaio 2012
Tutti i brividi del mondo
Una settimana perfetta, senza genitori in casa. Una settimana piena di bugie mantenute per tre secondi al massimo.
Non mi sto accorgendo che devo tornare a lavoro e mi vedo proiettata in un'altra dimensione.
Vorrei dimettermi e smettere d'ignorare i segnali che il corpo mi lancia.
Quando si rimane soli tutto diventa più ingestibile. Improvvisamente i desideri tornano a far capolino e non sono camuffati da qualcos'altro. Non c'è nessuno che li mischi con i propri... Urlano finché non gli dai finalmente ascolto.
Io piango dentro e niente fuoriesce. La voce si spezza... Il solito blocco emotivo con gli occhi impazziti che sperano di dire, raccontare, rassicurare, mangiare, baciare, toccare, commuovere, rallegrare...
Vorrei essere aria per non toccare terra. Vorrei essere l'onda che si rifrange sulla scogliera e sta bene anche se si massacra. Ma più su, sempre più su, vorrei essere una persona che non sente niente.
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