29 dicembre 2011

Bivio

Arriva sempre un momento in cui bisogna disintossicarsi e andare contro tutte le proprie abitudini malsane.
Ognuno di noi sa perfettamente quel che lo rende schiavo e saprebbe anche come porvi rimedio ma ovviamente non lo fa perché l'abitudine è infinitamente rassicurante e perché c'è bisogno di rimanere ignoranti e apatici di fronte a sé stessi.
Io ora sono di fronte a un bivio. C'è la stradina di montagna con tutti i segnali rossi sugli alberi che indicano che è già stata battuta e poi c'è quella tortuosa immersa nella nebbia.
Io non lo so dove mi porterà quest'ultima ma so perfettamente che quella già battuta possiede gioie e dolori predefiniti. Soprattutto dolori.
Nella nebbia, come negli abissi, potrei scovare creature pericolose e ignote ed è per questo che non riesco a fare il bagno di notte (ma questa è un'altra faccenda...)
Quel che non so è se davanti ai miei occhi, improvvisamente, un nuovo paesaggio si aprirà. Potrebbe lasciarmi senza fiato e regalarmi emozioni mai vissute.
Il  viaggio io l'ho sempre intrapreso attraverso le persone. Il mio corpo non si è spostato di un centimetro. Ho dimenticato il potere dell'azione in funzione del pensiero sempre troppo esasperato.
Sin dall'infanzia ho praticato attività più cerebrali che motorie e questo ha finito per prosciugare le mie energie prima del tempo. Ora intendo cambiare rotta e questi sono i miei buoni propositi per l'anno nuovo:

  • Tenere chiuso Facebook per almeno un mese (ma se poi riuscissi per più tempo sarebbe una conquista    favolosa!)
  • Smettere di convincermi che la gente affascinante esista solo dietro ad uno schermo
  • Guardarmi di più attorno
  • Studiare teoria e solfeggio accanitamente
  • Ragionare in maniera razionale sulle scale di un'aria d'opera apparentemente impossibile
  • Non leggere il blog del mio ex e tenerlo bloccato su skype
  • Fare l'amore tutte le volte che mi pare e per un tempo indeterminato ma senza sentirmi "sbagliata" un'ora dopo
  • Saper usare il pc in maniera dosata
  • Scrivere di meno e vivere di più
  • Trasferirmi e vivere DA SO-LA
  • Andare ai Tropici
  • Non importunare uomini già occupati
  • Cucinare di più
  • Vedere più spesso le persone che adoro perché effettivamente (facciamo le corna) potrebbero anche morire prematuramente
Per ora non mi viene in mente nient'altro. Ho chiuso FB da 2h, ho bloccato il mio ex da dieci minuti e ora spegnerò il pc.
Scappo a lavare i denti e a struccarmi la faccetta.

Addio mondo crudele.


28 dicembre 2011

Riso amaro

Una delusione dilagante, di quelle che il cuore lo senti nitido, il suo battito ingrossato, come se dovesse scoppiare l'aorta da un momento all'altro.
E gli occhi allora si spalancano di fronte all'amarezza, caricano le lacrime e poi le inghiottiscono giù come si farebbe con un boccone di una pietanza non amata.
La parola è descrittiva dell'emozione ma cos'è l'emozione stessa se non un silenzio sepolcrale?
Cos'è quell'insoluto e quella speranza solitaria che non trova congiunzione con l'altro?

Non esiste solidarietà se non nel riso, perfino finto...


26 dicembre 2011

In Te

E prima che tu lo faccia, sento già i tuoi movimenti dentro me.
Sento le tue labbra sul collo, sulle braccia e sulle gambe.
Le mani sugli occhi per non poter prevedere nulla e la lingua sinuosa sulla schiena.
La totalità degli eventi che mi sovrasta e la caduta dal cielo, il peccato e l'assoluzione.
Scaccio tutto per poi ricascarci.
Non c'è nulla che tu possa fare per piacermi di meno.
Non c'è goduria più alta dell'attesa stessa.



25 dicembre 2011

Thank You


Era il 2009. Quello sguardo si è arricchito. Una nuova luce e una nuova forza.
Mi voglio bene e sorrido. Grazie.

24 dicembre 2011

Non sento niente no, nessun dolore!

Stavo andando alle Corti Lombarde in macchina, da sola, e la radio era sintonizzata su R101 mentre Balestri conduceva "Molto personale", un programma a cui partecipai quattro anni fa mentre ero in giro per Milano... La puntata in quell'occasione era dedicata ai cinque sensi ed io dissi che non mi sarei mai dimenticata dell'odore di A. e che la memoria olfattiva era quanto di più tragico potesse esistere... Talvolta credevo che A. fosse lì vicino e poi mi accorgevo che si trattava di qualcun altro con l'odore simile e ci rimanevo davvero male.
Comunque, tornando alle Corti Lombarde, quella giornata non era stata molto bella... Ero da poco incorsa in una delusione cocente e stavo girovagando per dimenticare e per comprare gli ultimi regalini.
Ad un certo punto parte questa canzone...


Beh, ecco, ho alzato il volume tantissimo e ho iniziato a cantare come una pazza che non provavo nessun dolore. Davvero io non provavo nessun doloreeeeeeee!!  
E' stato uno dei viaggi cortissimi più belli della mia vita! :)

Se un giorno mai ti chiedessi...

... Io risponderei:

Sono quella che sta sotto le case degli amori persi negli anni, ascoltando una musica struggente ad altissimo volume... Sono quella che muore di nostalgia e che non sa cogliere la gioia traballante del momento. Sono la ragazza che cerca il tuo cognome sul citofono per stare un pochetto meglio, mentre tu magari dormi e mai penseresti di vedermi lì sotto.
Sono quella che ha le manie di persecuzione e che mentre guida rapida e tranquilla guarda lo specchietto per cercare i tuoi occhi nella macchina dietro e che quando non li vede soffre terribilmente.
Sono quella che ama perdersi di notte nei paesi della zona e che non vorrebbe mai tornare a casa ma che quando ci torna dice "il viaggio è finito ma solo per ora" e poi, frastornata, chiude la portiera..
Sono quella che ha la testa bombardata di idee e di frasi d'incommensurabile bellezza e che si tortura quando capisce che le perderà. Perché nulla qui si può trattenere per più di un minuto...
E allora, se hai il coraggio di leggermi, hai anche il coraggio di cogliere tutto questo mentre lo partorisco e puoi stringermi tutta fino all'alba, mentre il mondo si sveglia e dovresti andare a lavoro.
Dimmi che sei illimitato e che tutto è possibile. Dimmi che resterai in macchina con me ad ascoltare la fine della musica perché Lei la fa da padrona...

Vado a dormire. L'alcol è stato assorbito dal mio corpo (credo) e mi ha permesso di scrivere queste quattro righe dimenticate da dio come le case in Nebraska.
Se mai ti chiedessi chi sono leggi queste righe e affacciati alla finestra. Sarò lì.


23 dicembre 2011

Ridi Pagliaccio e ognun applaudirà!

Tutto nella mia vita è stato eccessivo.
Mi ricordo che la prima vita sentimentale era già travagliata. C'erano periodi in cui interessavo a parecchie persone e poi, improvvisamente, si dissolvevano nell'aria.
Oggi mi sembra di essere caduta nello stesso stato. O tutto o niente... Nuovissimo come vecchissimo.
Non sono mai riuscita a far capire quel diavolo che volevo e forse è per questo che qualcuno si è stancato di starmi dietro.
Ho preteso, ho sognato e ho quasi sentito di farcela ma poi più nulla. Nessun segnale dall'esterno.
Che forse le persone io non le capisco affatto e credo erroneamente di essere sensibile. Forse non credo più in niente e la mia ossessione di avere l'Assoluto mi sta precludendo troppe esperienze fondanti.
C'è molto da capire e intanto la vita passa... Le giornate sembrano tutte uguali e mi nutro di piccole gioie sparute: cedo il posto, tengo la porta a qualcuno, offro un caffè, sorrido a chi non conosco in azienda, faccio passare chi ha fretta, dico "ti voglio bene" a chi è per me importante e poi, improvvisamente, penso a * e mi chiedo quante bugie mi ha raccontato nell'ultimo periodo per convincermi che vada tutto bene. Ancora, dopo due anni, non l'ho capito e non basterebbe una vita per farlo... Mi sono arresa e ho chiesto agli Dei una vita più semplice per non perdere la ragione dietro a chi è troppo ambiguo e mi lancia segnali che non afferro.
Tutto è nebbia ed io sono affetta da manie di protagonismo. Le frasi di chi m'interessa diventano messaggi in codice ed io non so mai se conviene addentrarmi nell'indagine per capire se il destinatario sia realmente io. E le ore passano inutili dietro a queste elucubrazioni senza fondo...

Dopo la fine con * qualcuno si è avvicinato a me spontaneamente e con la stessa facilità se n'è andato...
Mi sono chiesta che cosa faccio alle persone per condurle a questo e come mai i soli rapporti vivibili siano le amicizie. L'unica risposta che mi sono data è che forse mi espongo troppo e che la gente non sente il bisogno di conoscere qualcuno che dice già troppo in ogni momento, con gli occhi e con le parole...
Scatta il disinteresse. E l'affetto? Cos'è l'affetto? Lo provo solo io?

Oggi piove delusione, incomprensione, insoluto, dolore di perdita.
Sposatevi con dei pagliacci, sapranno senz'altro intrattenervi...


22 dicembre 2011

21 dicembre 2011

Laura

In questo periodo mi sono accorta di quanto sono belle le persone che ho attorno.
Un tempo la misantropia faceva parte di me, ora invece sono molto più serena e i sentimenti che mi animano hanno un senso ulteriore che prima mi sfuggiva.
Ho ritrovato in questi ultimi mesi delle amicizie a cui tenevo immensamente e che per colpa della mia personalità disfattista avevo gettato via.

"Ma tu non mi capisci... Tu sei tutta tesa verso il tuo mondo e non vuoi vedermi"

Ecco, passavo il tempo a criticare Laura perché mi piaceva così tanto che non sopportavo l'idea di stare troppo a lungo lontana da lei. Non capivo quanto stesse in ansia in quel periodo e mi concentravo sull'orgoglio ferito, sottovalutando la potenza dei suoi sentimenti.
In fondo allontaniamo le persone quando non ci dimostrano quel che provano come noi desidereremmo oppure quando fanno qualcosa che ci è del tutto incomprensibile.
Io tremo ancora quando penso a quella terribile mattina quando al telefono le urlai dietro la mia delusione. Ricordo ancora nitidamente la sua rabbia, emozione che non le avevo mai sentito profferire tra uno sguardo e l'altro.
Due anni quasi esatti sono passati ma io non ho mai smesso di cercarla su google e di guardare la foto del suo profilo privatissimo. Ero gelosa di quegli amici in comune che potevano vederla, leggerla e (forse) viverla ma non riuscivo a smuovere la situazione perché sapevo di averla ferita troppo e perché il mio orgoglio non si sentiva pronto.
Poi ho ripensato al suo carattere, a quegli occhi stupendi pieni di luce e di bontà e mi sono detta "Io ci provo e nel caso non rispondesse, non avrò perso qualcuno che ho già perso, anche se mi si stringerà terribilmente il cuore..."
Così è stato che mi ha riaccolta nel suo mondo cinematografico ed io ho pianto di felicità e ho saltato per casa tra gli occhi attoniti della mia famiglia. "Vale, sei pazza?" ed io "Certo, di felicità!" e loro "E perché?" ed io, ancora...

"Perché Laura c'è"

19 dicembre 2011

Valentina Dorme

i tuoi baci

come il salto del dobermann

dentro alla gola

è inutile frenarli ora

finché sono caldi e buoni

caldi e buoni



a ogni assalto

la tua mira migliora

e in poche settimane

sarà buona

non voglio fermarli ora

perché sono caldi e buoni

rotondi e buoni



è tutto nella norma

senza sorprese

senza corse in taxi per chilometri

né attese deluse



è la schiena che si inarca

dico

e continue sorprese

coi nervi tesi e gli occhi lucidi

e pose sospese



descriverci è

un errore puerile

ho visto negli anni sintassi migliori

dovessi parlarne a mia madre

direi dei tuoi baci buoni

azzurri e buoni



è tutto nella norma

senza sorprese

e niente affanni in taxi per chilometri

né attese deluse



è la schiena che si flette

dico

e aspetta la fine

si distende in brividi e sudore

e pose sospese.


Pondo

A chiarezza corrisponde chiarezza.
Ad ambiguità corrisponde ambiguità.
A silenzio corrisponde rumore.
A indifferenza?

Non pervenuto, come le minime e le massime a Potenza.

Penso che le persone possano morire per te, quando le perdi davvero.
Il fatto che vivano fisicamente è solo un dettaglio ma non è irrilevante come sembra...
Finché esiste vita, si può sempre resuscitare dentro.

18 dicembre 2011

Tre culi

"Salve, sono il sig.Asterischi (perché non mi va di fare così: *) e avrei bisogno di un carro attrezzi"
"Sì, dov'è fermo?"
"Sa la P.zza dei Tre Culi di Busto?!"

- Parte la risata e lui ride con me -

"In realtà non si chiamerebbe così ma qui a Busto tutti la conoscono come tale perché c'è una  statua con tre culi! Lei non è di Busto, vero?"
"Eh no sig. Asterischi... Io la chiamo dalla centrale operativa di Milano" (rido sempre)
"Ah ecco! Sa che non so come si chiama davvero? Chiedo a mia moglie" (ride anche lui)

Sento una voce femminile da lontano che dice "Cazzo ridi con quella lì??" e lui che le risponde "Oh, va' tranquilla! E' per la cosa dei tre culi. Come si chiama 'sta via qua?"
E lei "Piazza Vittorio Emanuele"

Penso alle medie e alla frase che girava "Vittorio Emanuele culo, chi non lo dice è culo!"

17 dicembre 2011

Alone

E penso sempre che per dimenticare una persona troppo amata la si debba imbruttire sino ad odiarla.
Non c'è oblio senza orrore.
Il silenzio e la scrittura saranno le mie cure. La resistenza sordomuta una corazza impenetrabile.


15 dicembre 2011

Eureka 2

Ma tutte queste accortezze per cosa poi?
Per nulla. Ho creato un altro blog pur di non scrivere su questo. Per cosa poi? Per nulla.
Bene, potrei passare la serata a farmi questa domanda mentecatta e la risposta sarebbe sempre la stessa.
Alla fine giungo alla conclusione che nessuno è indispensabile, semmai utile.
A questo punto potrei anche decidere di comprarmi il computer su madbid, almeno è utile!
Potrei ricoprirmi di orpelli per essere più bella e tutti me lo farebbero anche notare.
Potrei uscire con uno sconosciuto per distrarmi un po'.
Ci sono tante cose che potrei fare ma che non faccio. Per cambiare lo stato delle cose basterebbe capire che è la prospettiva l'unica cosa che fa la differenza. Non è il mondo... Quello è sempre uguale a sé, così come tutti gli umanoidi che mi circondano. Anch'io (che palle!) sono sempre me stessa ma stavolta ho qualcosa in più, ho un'arma di distruzione di massa, una conquista agognata, un'apocalisse in formato tascabile...

Si tratta dell'AUTOCONTROLLO.

E me la rido potentemente.

27 novembre 2011

Oggi

In poche ore è buio fondo. Dall'aula del Prof avevo scorto il cielo irrorarsi di rosa e viola chiaro e avevo pensato "rosso di sera, bel tempo si spera". Ho sempre trovato deprimente la velocità con cui la luce del sole si spegne nei mesi a ridosso dell'inverno. Sapevo che uscendo dall'aula non avrei più trovato quel cielo così caravaggesco per contrasti e colori e che l'umore sarebbe cambiato a sua volta. Un nuovo modo di essere, una reazione adeguata alla circostanza.
E' sempre difficile, per me, andarmene via da quella classe dove le ore passano velocissime e dove mi sento viva e intelligente. Talvolta ho la sensazione di essere sola col prof e di instaurare con lui un dialogo al quale gli altri non intendono prendere parte. Dimentico di avere dei compagni e in fondo realizzo di non essere cambiata per nulla dalle superiori o dalle medie, quando le creature intorno erano per me soprammobili e sapevo soltanto distinguere la figura del maestro o della maestra come ancore di salvataggio, come mezzo di ricongiunzione a quel mondo intellettuale a cui ho sempre anelato.
Allora la penna sul foglio diventava traduzione immediata del pensiero profferito dal prof, gesto sensuale e personale. L'elaborazione rapida delle informazioni e la relativa trasposizione su carta. Non ho mai saputo studiare in maniera diversa. Io sui miei fogli sparpagliati devo trovarci il succo della persona che mi sta passando l'informazione e non potrei capire niente senza prima innamorarmi.
Il mio ragazzo dice che m'innamoro di troppe cose ed io fatico a spiegargli che non posso farne a meno, né so razionalizzare perché il mio processo mentale mi porti a ciò.
Oggi il prof ci ha parlato di Trovatori e Trovieri, delle Chansons d'aube, di Dante, della Guerra delle due Rose fra Lancaster e York, di Riccardo III e di Enrico V, di Peter O'Toole e Katherine Hepburn e non so di quanta altra gente. Ci ha raccontato uno dei suoi tanti aneddoti buffi. Aneddoti che (chissà perché) capisco solo io. Lui ride ed io rido con lui mentre gli altri ci squadrano come se fossimo emeriti casi disperati.
Che ci posso fare se mi diverto? Niente. Che ci posso fare se la sua risata è contagiosa? Niente. Che ci posso fare se gli altri non capiscono l'importanza dello scambio? L'ho sempre detto che il desiderio compulsivo di fondermi col mondo mi avrebbe portato alla solitudine o comunque all'impossibilità di fare le cose secondo un metodo imposto dall'alto. 
Mi giro ed Elena sta sbadigliando. Lara, invece, sta tempestando il quaderno di disegnini e allora inveisco con una battuta "Tu sì che sei un'artista a tutto tondo" e lei risponde "No è che mi serve a far attivare il ragionamento."
Già. Possibile piaccia solo a me ascoltare les chansons di La Halle e di Rimbaud de Vaqueiras? Mi sa di sì. Filippo chiede di passare a Mendehlsonn perché non può più tollerare questi menestrelli e vuole un parallelismo col Saltarello. Il prof esaudisce la richiesta e ci fa sentire l'ultimo tempo dell'Italiana che è un qualcosa di superbo. Prende un Archiv del 1953 perfettamente conservato e gli tremano quasi le mani perché sa che è brachite pura e se cadesse si sfracellerebbe in mille pezzi. Lo inserisce nel giradischi e parte la meraviglia. Dice "Non ero nemmeno nei progetti dei miei genitori quando questo disco è uscito e voi nemmeno esistevate nel cosmo..."
Allora, guidata dalla musica, apro un varco temporale con lo sguardo e ci sguazzo dentro per non so quanto tempo e penso "E' questa la felicità! E' un insieme di attimi che nemmeno tu sai per quale ragione sono perfetti. Sono quegli attimi che poi la nostalgia ti ammazzerà e allora tu spererai di crearne ancora, di non perdere mai la capacità di sognare e di trovare una nuova musica di sottofondo..."

Il prof inizia ad introdurci l'epoca dei Fiamminghi che completerà il prossimo sabato. Tutti capiscono che a breve la lezione si concluderà. Io non voglio andarmene, non m'interessa più della Fiera di Santa Caterina, non m'interessa della famiglia che mi aspetta. Vorrei solo ascoltare i suoi aneddoti infinitamente filosofici e quei vocaboli così forbiti che mi toccherebbe consultare il vocabolario ogni cinque secondi. 
Tutti preparano le borse e guardano l'orologio. Ognuno con la propria vita fatta di studio, lavoro e innamoramenti più ridimensionabili dei miei.

"Arrivederci Prof. Grazie"

"Ciao Valentina" dice lui.

Entro in macchina e George Michael per poco non mi fa piangere. E canto, canto sull'ottava più alta. Improvvisiamo duetti di cui lui non è stato informato. Attraversiamo paesi e case e palazzi affogati nella nebbia. Penso che non può esistere niente di più fantastico che trafiggerla con la mia macchina/dardo. Il viaggio (maledizione!) termina sempre. Sono sotto casa e guardo le mie gambe bellissime avvolte da collant improbabili. Giro il capo a sinistra e osservo i palazzi che sono sorti dopo la demolizione della "Cademartori" e che hanno ospitato persone a me molto care. Persone che hanno abbandonato il paesello in cerca di un sogno più alto. Scrivo un sms: "C'è la fiera. Sarebbe una buona occasione per tornare qui. Sarebbe bello rivederti".

Resta una bozza e nulla più. Scendo dall'auto con sentimenti simil nostalgici e mi dico "Passerà..."



26 novembre 2011

Intervista di Isabella Pascucci a Milo Manara

Milo Manara, lei è un maestro dell'erotismo. Trova sensuale l'Italia di oggi?
"No, è un'Italia prostrata davanti al denaro e immalinconita. Prima era piena di progetti, di entusiasmi. Ora c'è un rancore diffuso e una deriva culturale tragica, una frana estetica. Quando cominciai, nel '68, la rappresentazione erotica possedeva una carica eversiva e liberatoria.  Ma nella società contemporanea si è perduta."
Non trova sensuali neanche la Minetti e la Carfagna?
"La seduzione usata per far carriera è quanto esista di meno erotico: e loro due sono la negazione dell'erotismo. Questo è un dono gratuito, uno scambio di reciproco piacere, non un rapporto mercantile in cui si dà e si guadagna. Oggi vedo tanta prostituzione politica e la retribuzione non è in euro ma in incarichi importanti."
E Berlusconi? E' un personaggio da fumetto?
"Certamente: l'ho citato un paio di volte, sebbene nutra per lui una naturale avversione di tipo estetico-culturale. I vent'anni di Silvio mi fanno pensare a Mussolini. Nella sua rivoluzione, però, la televisione è più efficace del manganello e dell'olio di ricino. L'ex premier prima di entrare in politica, con le sue televisioni e con la complicità della Rai, ha demolito la dignità culturale di questa nazione. La rivoluzione è partita da lì, massacrando il senso del bello e imponendo modelli miseri."
Che responsabilità ha la televisione?
"Aggrava la nostra retrocessione perché è l'unica agenzia culturale della nazione. Ha la pretesa di fare sempre cultura, anche durante la pubblicità, che è il vero disastro. Ce ne sono che fanno venire voglia di ululare: parlano di filosofia pubblicizzando una scatola di latta con le ruote. Ricordo la battaglia di Fellini contro le interuzioni dei film. Fortunatamente se ne andò prima di vederla perduta."
La Padania?
"Geograficamente condivido quanto Giorgio Bocca scrisse anni fa: quando si arriva in Padania l'occhio si riposa. Politicamente, invece, la Padania non esiste. Quindi non se ne può parlare. Preferirei ripristinassero la repubblica di Venezia."
E la crisi economica?
"Non è un momento. Dobbiamo rassegnarci: non torneremo mai più alla situazione precedente ora che nazioni come Cina, India, Sudamerica e Africa stanno affacciandosi al consumo."
Le piace il calcio?
"Poco, seguo giusto la nazionale. Anche lì esistono dinamiche di tipo mercantile. I giocatori cambiano continuamente squadra ed è difficile tifarne una perché sono tutte mutevoli. Preferisco ciclismo e motociclismo. Ho avuto una moto fino a poco tempo fa. Ero fan di Agostini e poi di Valentino Rossi che ho avuto la fortuna di ritrarre in una storia a fumetti."
Parliamo di musica.
"Amo tutta la bella musica, da Chopin ai Pink Floyd. Solitamente, mentre lavoro ascolto la radio perché mi piace essere sorpreso e non prevedere quale brano seguirà."
E Celentano?
"Con lui sto realizzando alcuni telefilm in animazione, su una sua idea, curandone personaggi e storyboard. La colonna sonora è di Nicola Piovani. Racconta la storia del giovane Celentano, se non fosse diventato cantante ma avesse continuato a fare l'orologiaio."
Lei è uno dei disegnatori più famosi del mondo. Perché non ha creato un personaggio simbolo come fece Pratt con Corto Maltese?
"Non ho mai voluto legarmi ad un soggetto particolare. E questo emerge anche dalla mostra a Santa Maria della Scala a Siena. E' più interessante approfittare della libertà che dà il fumetto, di passeggiare nello spazio e nel tempo. Anche perché non è sottoposto a limitazioni economiche come lo è il cinema."
E' stato grande amico del regista della Dolce Vita. Chi è, oggi, il Fellini del cinema?
"Temo non esista un altro in grado di coniugare allo stesso modo la profondità del contenuto con la spettacolarità dell'immagine."
In questa Italia che cambia di regione in regione, c'è una città che potrebbe fungere da modello alla nazione per salvarla?
"Penso a Venezia, che però non può salvare l'Italia perché fatica a salvare se stessa. Assistii ad una lezione di Le Corbusier. Osservò che Venezia è una città con parametri della metropoli del futuro. Oggi è difficile definirla tale perché nemmeno si sa se ne avrà uno. Ma credo sia un faro."


                                                                 Fonte: "Leggo". Numero del 24 novembre 2011






                                                                                   

21 novembre 2011

Leggo "Leggo"

Oggi ho letto il giornale free press "Leggo". Alla prima pagina trovo il commento del direttore che si autoelogia ben bene e che parla del suo giornale come se fosse "Vogue". Vanta 2 milioni di lettori al giorno in tutt'Italia e poi inizia a parlare di come la sfida su tutti gli altri concorrenti sia stata vinta mirabilmente.
Ora l'ho buttato e non posso riportare esattamente le stesse parole però ad un certo punto scrive "Abbiamo arricchito il nostro giornale con tanti nuovi inserti su life, style, gossip, show, food. Avremmo dovuto farlo tra cinque anni ma abbiamo preferito non attendere un lustro e infatti abbiamo vinto! Leggo è un'innovazione. Un quotidiano che mette dentro tutto e chiede a voi - i primi reporter - un costo d'acquisto pari a 0!"
Beh, sapete una cosa? Io ODIO gli anglicismi. Non capisco perché la nostra lingua debba scomparire dietro a questi termini stranieri. Ma dico, gli costava tanto scrivere "stile, pettegolezzo, spettacolo, cibo"? Era così fuori moda?
In secondo luogo, non mi sorprende granché il numero di gente che legge questo giornale. In fondo ci sono decine di persone che te lo ficcano in borsa senza nemmeno chiederti il permesso... E' un po' come la storia dei volantini. Non importa se li leggi, basta che li ricevi.

Alla fine mi riduco a leggere la parte della politica e l'oroscopo sempre per ultimo... Così almeno quelle quattro cavolate che ci sono scritte mi fanno sorridere.


18 novembre 2011

Dolore

Ci sono momenti in cui vorrei soltanto stare sola per non avere paura delle mie crisi di nervi, per non odiarmi ogni qualvolta scopro di avere sentimenti mobili, profondi come una pozzanghera. Sentimenti che io travesto da oceani per ingannare le apparenze.
Io credo di essere una persona glaciale e che la mia dolcezza sia un modo bieco per ottenere dell'altro, qualcosa che ancora non ho trovato.
Ho fotografie infinite nel cervello oltre che suoni stridenti e imitazioni dissacranti. Non avrò pace finché non avrò dato un titolo a quest'opera magna incompiuta.
Ma io morirò tale.

Ognuno di noi ha un'idea di sé e sa prevedere in minima parte quel che accadrà.
Io non so mai quale sia il confine tra l'autosuggestione e la semplice premonizione.
Vedo l'altra faccia di me, quella perversa. Quella di quando cercavo piacere nelle conversazioni con gli estranei delle chat. Il senso di schifo che mi si appiccica addosso... Lo stesso schema ripetuto per anni ed anni.
Poi trovo il mio uomo che mi redime dal male con la sua tenerezza. Violente sono le nostre crisi. Stupendo è fare la pace e ricominciare da capo.
Ma in sere come queste mi chiedo quanto potremo sopportarci l'un l'altro. Noi dalle sensibilità contrapposte.
Ho paura e sono sola con questo sentimento. Non c'è altro d'aggiungere.
In fondo io sto scrivendo per trovare pace mentre lui è andato a dormire credendo erroneamente che io potessi intrattenere chissà quali conversazioni con qualcun altro. Glielo leggevo negli occhi il terrore.
Il mio saluto freddo e l'incapacità di dirgli che quando lo ammazzo con le urla mi sembra tanto di avere tra le braccia un figlio sconsolato che se ne va in camera con la coda tra le gambe, impaurito da tutto e convinto di aver fatto qualcosa di sbagliato.
E chi se li scorda quegli occhi? Io, di certo, No.
Sapeste che pena mi faccio...

16 novembre 2011

Così

Occhi piccoli e ammiccanti, verde sincero, malinconia distratta, sensualità spiccata.
Volava alto sulla folla di gente stolta come un angelo nero. Sembrava Ezio Auditore, sorriso fiammante e arma al braccio nascosta dalla manica larga.
Sorriso abbozzato ed un solo angolo ascendente... Sorriso falso e perverso.
Poche parole profferite in maniera intelligente. Impertinenza alternata a raffinatezza di pensiero.
Cresciuto in un ambiente incongruo, aspartame al posto di zucchero nel cuore.
Litanie religiose ripetute mnemonicamente per compiacere tutti. "Onora il padre e la madre", Amen.
Scuole e rendimenti perfetti, successione di ragazze brillanti, vuote e piatte come tavole da surf.
L'occhio vispo che cerca la forma, il riccio, il cerchio, il morbido e l'umido.
Trovato. Tardi.


12 novembre 2011

11 novembre 2011

L'uovo tagliato a metà

"Io avere bisogno di carr'attresso"
"Mi dà la targa?"
"Sì, CP trecentosettantasei MH"
"Como Palermo tre sette sei Milano Hotel?"
"Nooooo!! Come Piacenza, non come Palermo. Trecentosettantasei, mamma hospedale"
"C come Como, P come Palermo, tre sette sei, mamma e hotel?"
"C, hai presente come l'uovo o il cerchio tagliato a metà? Poi Piacenza e trecentosettantasei mamma hospedale hhhh"
"Guardi che Palermo e Piacenza iniziano con la stessa lettera, comunque continuo a non trovare nulla con questa targa"
"Tu darmi carr'attresso perché io assicurato"
"Senta, purtroppo questa targa non è coperta. Magari se la faccia leggere da qualcun altro"

Mi passa un italiano ma la targa è quella. Esasperata riattacco.


Ken Park

Mi è stato consigliato un film. Ho visto i primi venti minuti due settimane fa e la parte restante oggi.
"Ken Park" (questo il titolo) mi ha fatto tornare alla mente "American Beauty" anche se sono consapevole di aver appena bestemmiato. In realtà solamente i temi esposti rimandano al capolavoro di Sam Mendes, per il resto ritengo il film un'accozzaglia di scene di porno talmente mal realizzate da non produrre nemmeno lontanamente gli effetti "edificanti" del vero porno.
"Ken Park" vuole raccontare l'alienazione mentale di un gruppo di adolescenti della California. Sono tutti legati dalla passione comune per lo skateboarding ma questo è un aspetto marginale. Il loro modo di fuggire dalla realtà orrida che li circonda è il sesso. Non ho visto molti film che trattano di questo tema eppure, per tutto l'arco del film, mi sono annoiata a morte. Mi sono detta "che diamine, è aria fritta!" C'è il solito pastore americano modello Erik Camden di "Settimo Cielo" che ha una mente talmente chiusa da non accorgersi che sua figlia è una specie di erotomane che si spaccia brava ragazza per farlo felice... C'è il ragazzetto cresciuto con i nonni perché i genitori sono morti e allora finisce per ammazzarli perché soffre immensamente... Troviamo poi la Brooke Logan di turno che si scopa il fidanzato sedicenne di sua figlia ma fa vedere a tutti che la sua famiglia è quella del Mulino Bianco... E poi, infine, incontriamo il padre palestrato e alcolizzato che passa la vita ad umiliare suo figlio perché gli sembra una checca e poi finisce per fargli un pompino mentre dorme...
Ecco, insomma, un film che ha la pretesa di togliere il paraocchi alla gente e che s'illude di poterlo fare mostrando quel che comunemente possiamo visionare su youporn in un giorno qualunque... Dov'è la differenza? Andate nella sezione porno di Blockbuster e non troverete mai "Ken Park" accanto a "Biancaneve sotto i nani". Questo è il nodo centrale della questione: la presunzione di mostrare qualcosa di nuovo quando si tratta piuttosto della storia più vecchia del mondo. Il regista ha inavvertitamente puntato il dito contro a chiunque. Ha avuto un preconcetto sul suo pubblico, quello del "siete tutti ciechi e perbenisti. Ci penso io a farvi capire".

No, no e ancora no! Paradossalmente ha sortito l'effetto contrario e infatti non credo sia un caso lo scarso successo che ha riscosso...
Questo film somiglia ad una casa dai mille stili diversi. Che pensereste di uno che arreda la cucina con l'arte povera, la sala in stile minimal futurista e la camera da letto con un futon e i paraventi?
Io non lo stimerei affatto. La casa parlerebbe della sua immaturità e di tutto quel che ha lasciato incompiuto dentro se. Uno senza personalità, per farla breve.
"Ken Park" fa solo innervosire. Lo spettatore lo guarda fino alla fine, o per farsi una sega (scusate il francesismo) o per carpirne un qualche messaggio nascosto.
Di fatto resta solo la sensazione di aver perso 1h e 32 minuti della propria vita e di aver passato un pomeriggio triste.
Per qualcuno la mia recensione potrebbe risultare moralista ma ci tengo a precisare che ho sempre detestato le persone che sputtanano tutto di se a chicchessia. Per me il regista ha fatto proprio questo ma su larga scala. Ha creduto (come la maggior parte della gente stolta) che il fare silenzio su certi temi sia sempre indicativo di clausura mentale o di perbenismo... Peccato che le persone non siano equazioni matematiche!

La gente ha passato la vita a fraintendermi o a credere che fossi una santa o una porca a seconda. Io non mi sono mai curata di far credere l'una o l'altra cosa.
Il mio obiettivo su questa terra è quello di non dimostrare niente a nessuno. Sono e mi basta.
Chi fa un film del genere è perché ha un disperato bisogno di dire "Hey, sono qui e voglio lasciare una traccia".

Ken Park (kraP = merda)

9 novembre 2011

Morire di tenerezza

Ore 11.33, chiama un signore anziano da Milano che ha l'assistenza casa assolutamente valida ma non per il problema che mi riporta. Necessita infatti di un tecnico specializzato dell'Hoover e noi possiamo solo mandare un elettricista che di certo, in tale materia, non è competente.

Riferisco al cliente e conviene con me su tutto e mi chiede con una cortesia inaudita se posso fornirgli il numero di un tecnico Hoover. Lo informo che il nostro sistema non contiene questi recapiti ma che cercherò più che volentieri su internet. Lui mi dice che non importa, che non vuole arrecarmi alcun disturbo e che può farlo da solo perché immagina che noi abbiamo certi servizi abilitati e altri no.

Beh, vi dico soltanto che da quando faccio questo lavoro non ho mai trovato qualcuno che capisse una cosa del genere e mi sono presa così tanti insulti che oramai ho perso il conto. Ringrazio il cielo che non si tratti di videochiamate perché onestamente non potrei più andare in giro con questa faccia.

Normalmente, poi, le persone anziane faticano a capire certi concetti e GIUSTAMENTE esigono maggiori spiegazioni. Questo uomo mi ha sorpreso su tutto ed è stato così cortese che mi è sembrato naturale perdere più tempo per cercare il tecnico. Alla fine ho trovato un telefono e gliel'ho dato. Lui mi ha detto una frase che mi ha fatto piangere dalla commozione:


"Signorina, devo ricredermi sul fatto che gli anziani sono soli in cielo se oggi ho trovato una persona come lei"


e tra le lacrime trattenute male gli ho risposto "Le persone adorabili come lei mi ripagano di tutte le cose brutte che mi accadono sul lavoro".


Ecco come si muore di tenerezza.

8 novembre 2011

La Musica

"La Musica è una legge morale: essa da un'Anima all'Universo, le ali al Pensiero, uno slancio all'immaginazione, un fascino alla Tristezza, un impulso alla gaiezza e la Vita a tutte le cose.
Essa è l'essenza dell'Ordine ed eleva ciò che è buono, giusto e bello, di cui essa è la forma invisibile, ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna"

  
I Dialoghi - Platone



6 novembre 2011

TV

Niente, odio la TV perché ogni tanto ha davvero la capacità di rendere certe persone un po' eterne.
Insomma, cosa accadrà quando moriranno Celentano, Morandi, Monica Vitti, Bonolis, la Cardinale, Carla Fracci e tutta quella gente con la quale sono cresciuta e che ha reso bella quella stupida scatola ipnotica?
Oggi la TV non ha più l'originario valore educativo... Oggi è uno scaricatore di rifiuti umani e non ho nessun timore a dirlo.
Sono immensamente felice che non mi abbiano preso ad X-Factor. Non avete idea di quanto.
Io seguo la mia strada e anche se un giorno dovessi essere sola, non mi sarò abbandonata.


P.

Lo so che tu fai i fatti ma ogni tanto vorrei che facessi anche le parole.


4 novembre 2011

Just an illusion

L'Italia mi sembra sempre più, giorno dopo giorno, una persona allo stato terminale della malattia.
Avete presente quel guizzo, quella ripresa che un malato ha poche ore prima di morire? Quella cosa che fa sperare tutti i parenti? Ecco. 
Mio nonno morì nel 1997, pochi giorni prima del suo compleanno, come uno stupido scherzo del fato. Aveva la cirrosi apatica e tutti, proprio tutti, eravamo pronti alla sua scomparsa perché aveva passato la vita a bere e a fare del male a sé stesso e poi agli altri ... 
L'avevo visto una sola volta a circa sei anni. Mi offrì un cornetto Algida sciolto ed io capii tante cose.
Morì in Sicilia, con pochi cari stretti a lui. Ricordo solo il pianto sommesso di mio padre, l'UNICO e la sua frase: "Si è ripreso, ha un colore umano in volto ed è perfino riuscito ad ingurgitare qualcosa".

Dopo poche ore la morte ed una qualche stupida incredulità.

Io sul balcone della mia cameretta, su una sedia, a piangere disperatamente di quell'amore mai avuto.

L'Italia che mi sembra mio nonno. L'Italia che compra regalini per Natale e che svende tutto su Groupon. L'Italia che riempie i vialoni ricchi delle città bene per darsi uno scossone, per trovare negli stessi spazi la medesima sicurezza di un tempo, che toglie il grigio coprendosi gli occhi con lenti colorate di rosa.
Forse qualcuno, come me, sente una qualche necessità di spendere tutti i propri risparmi incoscientemente e di godersi un'ultima giornata di gloria? Di fare qualcosa di stratosferico e poi di morire?

Eppure c'è qualcuno che confonde il guizzo con qualcos'altro... Un po' come la merda col cioccolato.
Guardate il video, fatelo girare ad aiutatemi a fare qualcosa.




1 novembre 2011

Guido




Io però guido forte mentre ho dentro questa canzone...




31 ottobre 2011

Passacaglia

Quell'insopportabile arrendevolezza di chi non sa resistere alla bellezza, allora preferisce non vedere, allontanarsi, rinchiudersi in un silenzio obbligato, meditando un attaccamento al proprio orgoglio, riflettendo sulle cose fatte e dette. Cose che appunto, di fronte alla bellezza estetica, si tendono a dimenticare.
Sapevo di fargli quell'effetto. Sapevo che mi stava alla larga per non cedere, tutto rannicchiato nel suo dolore e nella ferma convinzione di dovermela far pagare.
Poi sarebbe tornato. Sarebbe tornato a ripetere che senza di me non ce la poteva fare, che gli mancavo e che ero bella. Ed io, incredula, capitolando ai suoi piedi affusolati, virtualmente cingendogli le ginocchia con le braccia. Impotente di fronte al suo corpo, implorante d'un altro bacio, d'un altro sguardo ombroso. Ché troppa era la sua grazia da Nettuno ed io non potevo che perdermi in quelle acque, il suo elemento nativo.
Io e lui che identici ci amavamo da lontano ma disperati non potevamo perdonarci. Troppo male, troppe ripetizioni, troppe offese. Nemmeno l'attrazione fisica, nemmeno quella poteva salvarci.
Non stavolta.

30 ottobre 2011

Cuore



Seeking... for what?

Nebbia fuori, nebbia dentro.
L'ho sempre amata, la nebbia.
Da bambina adoravo passeggiare e annusarla perché sapeva rendere le ragnatele meravigliosi gioielli.
Oggi, invece, la odio. Ho capito d'essere diventata adulta proprio dopo aver appreso questo.
Con la nebbia non si può andare in giro con la macchina e ad una persona grande sembra una tragedia.

Oggi la nebbia, purtroppo, è dentro di me e non dipende dal fatto che mi sento poco lucida... Dipende dalle altrui cataratte.
Intravedo lo spiraglio dell'incomunicabilità che si crea quando due persone restano ferme nelle proprie posizioni. Normalmente mi lascio convincere ma stavolta no. Stavolta ho deciso che ho ragione e  che sarò stupida agli occhi di qualcuno.
Bene, buona cazzo di domenica.

23 ottobre 2011

La tenerezza che sei

Non ti ho chiesto di prenderti cura di me, di cucinare manicaretti, di grattuggiarmi il formaggio sulla pasta, di aiutarmi a scegliere il cellulare, di fare la spesa con me, di ripararmi le gambe dal freddo col tuo braccio quando siamo in moto, di accarezzare la mia gelida manina quando sono aggrappata a te, di darmi i bacini quando voglio darteli io nel bel mezzo della notte...

Non te l'ho chiesto eppure Tu lo hai fatto.

21 ottobre 2011

Una poesia anche per Te

Casa di carne e ossa.
Rosso calore dischiuso tra gli arti.
Rami le gambe e le braccia.
Croci le linee delle tue mani.
Pane il sapore dei baci.
Cime tempestose gli slanci.
Lacci virtuali al cuore.
Ore mai lunghe e mai scarne.
Ardo di eterno divenire.

Con Te.

Death

E mentre tutti gioiscono per la morte di Gheddafi, io penso sinceramente che non ci sia nulla per cui gioire. Nessuna morte è bella, men che meno una morte così...

R.I.P.

18 ottobre 2011

Frederic Chopin and George Sand



Afterdeath, Mme Dupin persecuted by Chopin's phantom...
What a whisper, what a violent feeling of completeness.
His hands creeping on my pale body.

Afterdeath.

Creare

Mi sono accorta che lo squallore e l'assenza di qualità mi stanno impoverendo ogni giorno di più.
Ho passato una vita a chiedermi come si producessero le cose più belle e ho stimato quelle persone che dal nulla  le hanno create.
Il problema è che le cose non s'imparano più perché le abbiamo tutte a portata di mano e non abbiamo un motivo per ingegnarci ad inventarle o a produrle con le nostre mani.

Chi è che ha capito che le chiare d'uovo si potevano montare e aggiungere all'impasto?
Perché i profumi si fanno così? Come si producono le pomate?
Come diavolo fa un cd a contenere la musica?

Io sono stanca che tutto sia disponibile e che ormai non esista la soddisfazione di creare.
Ma io Donna posso mettere al mondo un bambino... Qualcosa posso fare.
Posso imparare a lavorare a maglia, posso cucinare cose deliziose ecc...

Si capisce che sono triste?
Si capisce che ho l'impressione di vivere in un mondo usa e getta?
Oggi ho comprato una borsa a 19,90 euro. E' carina ma fa schifo. Me la sarei dovuta costruire da sola così non si sarebbe rotta fra tre/sei mesi al massimo...
E poi ho comprato delle collant bellissime all'Ex Zoccolaio. A Duomo, sin da quando ero bimba, nei sotterranei della metro, ci stava questo negozio e la mamma non mi ci ha mai portato (chissà perché...). Oggi mi è venuta voglia di trasgredire dato che ero da sola e ho deciso di entrare nel negozio e ho trovato, mio malgrado, uno Zoccolaio un po' diverso... Si chiamava Cherry Sun o qualcosa del genere ed era gestito dai cinesi.
Non potete capire quanto ci sono rimasta male... Un altro pezzo di vita che se ne andava via... Un altro pezzo d'Italia smarrito per sempre tra i meandri di questa città cosmopolita.
Il "carattere" del negozio era in qualche modo rimasto lo stesso ma l'odore era di Cina. Commesse gentili che tra loro parlano la propria lingua e tu ti chiedi se puoi fidarti. La signora mi mostra dei collant molto belli ma le chiedo quale sia la misura... Mi dice "tallia unica". Le rispondo che non può essere così perché siamo tutti diversi e lei abbassa lo sguardo e dice che vanno bene per me e le misura sulla mia gamba, da vestita.
E' persuasiva la signora, le compro!

Niente scontrino. Sto per chiederglielo ma è troppo tardi... Io non credo più in niente.

14 ottobre 2011

Sogni

Una volta mi hanno detto che Pasolini sognava per immagini e cercava di realizzare i film su di queste.
Spesso non avevano un filo logico o una consequenzialità però erano delle immagini davvero forti e particolari.
Questa cosa mi ha sempre reso contenta perché io sogno alla stessa maniera e quindi m'illudo di essere speciale mentre, in altri momenti, mi rattristo all'idea di non poter interpretare nulla. 
Stamattina, ad esempio, la sveglia mi ha portato via da un'atmosfera meravigliosa e mi sono chiesta come si sarebbe evoluto tutto quanto se non fossi stata costretta a ridestarmi. Poi ho pensato che anche in condizioni migliori (vale a dire quando posso dormire) mi sveglio senza ricordare nulla. Credo, magari ingenuamente, che i miei sogni qualche volta si completino ma che poi la censura del cervello li rielabori e poi cancelli.
Anche se al mattino normalmente non ricordo nulla, penso che il buono o il cattivo umore dipenda dal completamento di un sogno o di un incubo a seconda.
I frammenti che mi restano sono quelli dei sogni mattutini e se riesco a trattenerli nella realtà è solo perché qualcuno o qualcosa mi ha svegliato bruscamente. Penso a stamattina...

12 ottobre 2011

Reponds à ma tendresse...


Non posso dire che Lei sia bella, che risponda ai canoni estetici contemporanei...
Eppure, sento che potrei immolare la mia vita a Lei.
Sento che muoio di bellezza e sprofondo dentro i suoi sensi.
Sento di amarLa e basta.

11 ottobre 2011

Cry on

e a me anna piace perché è scorretta, scanzonata, ipersensibile, buona, porca, impulsiva, orgogliosa, tenerissima, intelligente, curiosa, viva, divertente, bambina, educatissima, logorroica e ribelle.
mi piace perché scrive a flusso libero e perché le ore con lei passano rapidamente. è una montagna russa vivente. è un pozzo di conoscenza al quale non si finisce mai di attingere.
però piango quelle volte che la gente superficiale la etichetta per quel che non è.
sì, piango perché penso a quant'è triste la vita di chi non si è fatto un giro di giostra con Lei almeno una volta e non sa cosa cavolo si è perso...

ma lei se li lascia scivolar di dosso perché quelli sono solo esseri invisibili. li vedo io per lei e non mi entra niente in tasca.
anna mi fa sempre commuovere e quando la leggo sto bene e penso che ovunque andrà io la porterò nel cuore, anche se sono solo una collega di lavoro...

anna è Bella ed io so di vedere :)

10 ottobre 2011

Rosa antico

Oggi ho sognato che m'introducevo nella casa di Lisa che non so come mai era diventata un ridicolo appartamento pieno di mobili Luigi XV che io e lei abbiamo sempre detestato.
Era piena di piante e di moquette strana. C'erano poi delle grate bianche ai balconi e gli spazi erano molto ampi.
Io mi guardavo attorno e dentro la sua stanza trovavo foto di noi, oggetti condivisi. Nel suo diario c'erano miei scatti mai visti. Io piangevo dalla gioia e speravo in una ricongiunzione.
Poi sentivo la serratura della porta fare un rumore metallico ed io correvo su quel balcone angusto per nascondermi alla bene peggio.
Entrava moltissima gente vestita in maniera ridicola. Mi sembrava di essere stata catapultata in un'altra dimensione temporale, eppure lei era vestita in abiti moderni, come sempre...
Allora io la spiavo da quelle grate bianche e nascondevo il capo tra i vasi delle piante.
Lei non mi vedeva. Sembrava accedere al bagno insieme a tutti gli altri inservienti e allora io sgattaiolavo fuori approfittando dell'indisposizione altrui e salivo al piano superiore.
Beh, sapete cosa accadeva lassù? Si girava il Gattopardo e la musica era una delle mie preferite di Shostakovich. Vedevo Claudia Cardinale e tutto il resto del cast e rimanevo basita.
Poi, improvvisamente, mi sono svegliata.

Oggi sono andata su FB e ho cercato Lisa. Ho visto una foto che la ritrae nella sua nuova casa. Sapete perché lo sfondo del mio blog è di questo colore? Perché io sogno una camera da letto così.
Dico soltanto che la stanza in cui stava Lisa era esattamente di questo colore.

E poi non ditemi che la vita mia non è magica perché vi mando cordialmente a quel paese.


7 ottobre 2011

Sunburn


Noto solo io l'incredibile sensualità di questo video?

6 ottobre 2011

Il Giardino segreto

Ricordo la casa panna accanto la mia. Il giardino curato, il verde abete alto sui balconi.
Ricordo la signora bionda, tanto gentile quanto sola, che abitava al primo piano.
Ricordo il bambino girovago e la sua famiglia albanese e i loro sacrifici per stare bene.
E io dal balcone, coi miei sei anni per gamba, che urlavo "Ciao bambino girovago!"
e subito dopo rientravo in camera come una testuggine ritrae la testa nel guscio
e lo spiavo non vista perché mi piaceva che se ne andasse in giro in bici, come me.

Ora quella casa è caduta in rovina. E' disabitata da due anni e non ho ancora capito perché.
Penso che qualcuno ci torni, altrimenti non mi spiegherei lo spostamento delle persiane verdi.
La cosa che mi piace di più è che la natura, in pochissimo tempo, abbia preso un possesso incontrastato.
Il cemento del terreno non esiste più e ho come l'impressione che prima o poi il verde inghiottirà anche lo stabile stesso.
I fiori crescono spontanei insieme alle sterpaglie e presuntuosi mi accarezzano il viso quando cammino sul marciapiede. Mi chiedo spesso quante specie animali si stiano generando laggiù e desidero ardentemente
accedervi.
Ho sempre amato moltissimo un film: "Il giardino segreto" perché l'epoca vittoriana inglese mi evoca delle emozioni fortissime, inspiegabili... Pur detestando il colonialismo con tutta l'eredità triste che ci ha lasciato, c'è qualcosa di affascinante in quei viaggi, in quegli scambi culturali con l'India, nel lento mischiarsi dei popoli. Ricordo solo che la protagonista del film era nata proprio in India e che poi veniva strappata a quella realtà per essere catapultata nella brughiera inglese. I sentimenti di malinconia che lei si portava dentro sono gli stessi che vivo io oggi e che animano il mio desiderio di entrare in quel giardino che ora sembra aver assunto sembianze quasi tropicali. I cachi in primavera cadono giù e macchiano il nostro cortile d'arancione. Mio padre talvolta li raccoglie. I fiori sono rosa, bianchi e gialli e gli insetti regnano indisturbati.
Credo che in quel luogo speciale si sia creato un varco spazio-temporale, una specie di Stargate ed è per questo che forse, un giorno, mi arrampicherò sul cancello verde e nessuno mi troverà più...


5 ottobre 2011

Caterpillar a chiodi

Fatico sinceramente a trattenere le lacrime.
Forse pretendo troppo. Pretendo che mi si legga nel pensiero o, semplicemente, che qualcuno mi capisca al volo guardandomi in faccia... E io che credevo d'essere espressiva!
Fatto sta che così non è. Mi devo abituare a parlare chiaro perché non tutti hanno quel tipo di sensibilità.
Io so soltanto che non ho fatto niente eppure mi ritrovo a dover pagare...
Mi viene voglia di mandare tutti a quel paese e sono stanca che tutto debba essere così complicato.
Mi pare di essere accorta in un modo in cui nessuno lo è più.
Passo il 50% del tempo a riflettere su come potrei presentare una questione spinosa senza ferire il destinatario ma non sono in grado di farlo perché comunque preferisco la chiarezza all'ipocrisia che si cela dietro un atteggiamento cortese... La risultante è che sembro una che sta puntando il dito e basta.
Ecco.
Se la gente si mettesse nei panni altrui, a quest'ora non ci sarebbero tutti questi problemi.
Invece ognuno resta chiuso nel proprio orgoglio ferito e si arrabbia con chi non c'entra nulla.

Io sono quella che non c'entra nulla. Lasciatemi sola e non fatemi domande. Non chiedetemi di essere comprensiva e pensateci due volte a quel che fate. Io ormai sono così controllata che la spontaneità sta diventando un termine vuoto di significato.

Grazie per essere dei caterpillarr.

Melassa time

Purtroppo stamattina, con mio immenso rammarico, mi sono svegliata con "Solo ieri c'era lei" di Eros Ramazzotti in testa. In realtà non so se sia questo il titolo effettivo però scordatevi che lo vada a cercare su google... Preferisco sguazzare nell'ignoranza quando la materia è ramazzottiana...
Volevo solo condividere questa cosa con voi perché vi voglio empatici.

Firmato, la stronza.

4 ottobre 2011

Termini di paragone da non paragonare

Ho una responsabile a lavoro che sembra questa attrice in versione brutta:


E badate che per me Tilda Swinton non è affatto bella... Semmai, affascinante.
Comunque ogni giorno mi viene l'ansia se penso che lavorare qui potrebbe farmi somigliare a lei caratterialmente. Questa donna ha il pessimo vizio di farti sentire una merda o una nullità a seconda. Non le ho mai sentito fare un complimento. Il suo miglior passatempo è prendere qualcuno sottotiro per poter esercitare una qualche forma di superiorità che secondo me, interiormente, non possiede.
Un tempo le persone così riuscivano ad incutermi un timore reverenziale e così finivo per farmi sottomettere psicologicamente come se nulla fosse. Fino a quando mi sono stufata e mi sono detta che non sarei morta se avessi trovato il coraggio di rispondere.
L'unica cosa a cui non c'è rimedio è la morte, per l'appunto, tutto il resto può solo farti perdere la faccia o per l'appunto renderti superiore a simili faziosità.
Oggi la cara Swinton nostrana mi ha dato delle direttive ben precise a cui io ho adempito professionalmente e prima di andare in pausa le ho chiesto se al ritorno dovessi ancora svolgere il medesimo compito. La sua risposta è stata affermativa "Resta sempre in evasione se ci sono i ticket, altrimenti available".
Torno e non ci sono ticket quindi mi metto a gestire le normali assistenze e nel bel mezzo di una lei mi disturba come sempre in maniera prepotente e dice "Non eri mica in evasione fissa?" ed io, prontamente, rispondo che al mio ritorno non c'erano ticket. Lei, da par suo, controbatte: "Sì, peccato che ora ce ne sono dieci..." Naturalmente non gliela dò a bere e quindi, con tutta la serenità del mondo, le rispondo che prima non ce n'erano e che mi sembrava sciocco lasciare la gente in coda aspettando che arrivassero nuovi ticket...
Si è dileguata con la codina fra le gambe.
Oramai queste per me sono diventate le soddisfazioni della vita e mi pare immensamente triste tutto ciò.
Non avrei mai voluto conoscere quest'insofferenza mal celata, non avrei mai voluto perdere quell'intima innocenza che ho sempre avuto... In virtù di cosa poi? La mia mente studia risposte ad effetto e perde energie solo per poter stare al passo con queste menti spicce da bulletti di strada...
Quel che mi pesa è l'eredità mentale. Il fatto di portarmi queste cose a casa, nella testa, negli atteggiamenti privati. Quella polemica impertinente a cui ormai la mia bocca si è abituata.
Le persone come lei dovrebbero essere processate perché riescono a inibire una persona, a farla regredire oppure a renderla simile a lei. Forse è per questo che lo fa... Per avere sue copie attorno.
Allora io mi vendico con la gentilezza e in cuor mio spero di averne a sufficienza per chi si merita quella vera, quella non di circostanza. Per chi, in ultima analisi, mi deve sopportare fuori da quell'ufficio tutto illuminato ma pieno di persone spaventosamente buie...

Ecco, vorrei armonia e farfalle. Nello stomaco e fuori.


3 ottobre 2011

Infinite parentele

"Centrale buongiorno, come posso aiutarla?"
"Sono Edis, marito di Annette Nadin Mombasa..."
"Sì, le si è fermata la macchina?"
"... Arriette Aswami..."
"Ok, ha bisogno di un carro attrezzi?"
"Esatto"
[...]
"Mi raccomando, visto che la localizzazione non è precisa, tenga il cellulare libero!"
"Sì, sì, sì, sì, sì ma io voglio numero del carro attressi"
"Non posso darglielo, sarà lui a chiamarla a breve. Tenga il cellulare libero, glielo ripeto: 328000000"
"Sì, ok, aspetto"

Passo i dati abbozzati sulla localizzazione ma non sono sufficienti e quindi tengo in attesa il carrista e chiamo Edis marito di ecc.
"Segreteria telefonica. Risponde il numero: 328000000. Si prega di lasciare un messaggio dopo il bip. "BIP". Siamo spiacenti, la memoria dell'utente è esaurita e quindi non è possibile registrare alcun messaggio"

...


25 settembre 2011

Una poesia per la mia Anima



Walk in silence,
Don’t walk away, in silence
See the danger,
Always danger,
Endless talking,
Life rebuilding,
Don’t walk away

Walk in silence,
Don’t turn away, in silence
Your confusion,
My illusion,
Worn like a mask of self-hate,
Confronts and then dies
Don’t walk away

People like you find it easy,
Naked to see,
Walking on air
Hunting by the rivers,
Through the streets,
Every corner abandoned too soon,
Set down with due care
Don’t walk away in silence,
Don’t walk away

23 settembre 2011

Auguri!

Oggi, per un mio caro amico, è un giorno un po' triste.
Festeggia i suoi 2000 giorni di solitudine.
Intorno a lui, commenti e sguardi di compatimento, altri di sarcastico scherno.
"Come fai a non scopare da così tanto tempo?", gli dice una che credeva sensibile...
E lui abbassa lo sguardo sorridendo e dentro quegli occhi c'è la delusione cocente di chi ripone ancora fiducia nel mondo, in un qualche cuore gentile che invece si sta estinguendo.
Ma lui ci passa sopra perché è forte e perché sa che l'autocommiserazione lo porterà solo ad uno stadio peggiore.
Gli chiedo "com'è finita con quella ragazza che ti piaceva tanto?" e lui risponde che non è scattata quella scintilla dentro di lei. Di getto gli chiedo se sia triste e provo a consolarlo ma lui è nuovamente pronto a stupirmi e afferma che il semplice fatto di sentire l'amore e l'innamoramento dentro di sé lo fa stare bene.
Mi dice "L'amore è una cosa meravigliosa"...
E allora io gli voglio ancora più bene e penso che in tutto questo schifo qualcuno di bello ancora c'è.
Siccome mi parla di festeggiamenti, gli chiedo con chi farà baldoria. Allora risponde che festeggerà da solo, come sempre...
Così spero di poter preprare dei biscotti a forma di abbraccio, perché si senta meno solo.
Gli auguro quel che ho il privilegio di provare io da un anno e mezzo, l'Amore corrisposto...

Auguri A.

22 settembre 2011

Nice dream

A voi che non credete al fatto che non abbia mai assunto droghe io dico "Vaffanculo".
Sono stanca di quest'aria fritta. Sono stanca che tutti stiate così tanto male da credere che uno stato di esaltazione perenne, così come la luce negli occhi, sia dettato da materiale sintetico schiaffato nel naso o nella bocca.
Al diavolo voi che mi trattate come se fossi l'eccezione, come una moralista che non sappia divertirsi.
Talvolta mi fa paura pensare d'essere rimasta da sola col mio Amore, talvolta mi fa innamorare ancora di più di lui.
Ché se un giorno s'azzardasse a tradire se stesso (e quindi, di riflesso, me) io non avrò più un senso per stare qui e me ne tornerò sul mio pianeta perfetto.


21 settembre 2011

Intervista a Terry De Nicolò, professione ESCORT!



1. Io da Tarantini e da Silvio ci corro... Ma con un lanciafiamme in mano! (l'Amore mio docet)
2. Visto che sono bella, a quanto pare, devo darla a Costoro perché "La Bellezza è un valore". Ok, metto a punto il mio piano malefico: nascondere una pistola o un pugnale tra le tette e poi agire di conseguenza
3. Sono una pecora perché (ahimè) sono nata onesta da gente onesta. Scusa se non vendo mia madre in giro... Scusa se ho qualcosa in più di te (il cervello nda) e quindi ho la presunzione di guadagnare soldi sviluppando le sinapsi piuttosto che i muscoli della f**a. Dato che ce l'abbiamo tutte, non lo ritengo un gran motivo di vanto offrirla "per gentile concessione"...
4. Il nostro Silvietto è dotato di senso estetico e quindi apprezza che una indossi Prada, Chanel, Dior, Armani, Valentino e chi più ne ha più ne metta... Quelle che comprano le collanine dai cinesi non sono degne di nota. Sì, hai ragione. Scusa se questo paese sta andando in disgrazia e la colpa è tutta dei comunisti pezzenti. Ti posso citare tantissime personalità di sinistra con un conto in banca illimitato. Credimi se ti dico che il lassismo non è una caratteristica politica! Io non so da che parte sto ma senz'altro il mio partito è quello della Dignità. Se non sai che significa, ti rimando al seguente link: http://www.dizionario-italiano.it/definizione-lemma.php?definizione=dignita&lemma=D03CE400. Aggiungo che (essendo una donna Toro) sono governata da Venere e pertanto il mio senso estetico è intrinseco almeno quanto lo è per i nativi della Bilancia (vedi Berlusca). Non credo, però, che Venere andasse in giro con i vestiti firmati... Lei fuoriusciva dalla spuma delle Acque. Correggimi se sbaglio, resto aperta al dialogo.

Bene, penso di essermi sfogata a sufficienza.

20 settembre 2011

Capolavoro



Tutti i respiri che ho sono per te.
Tutti i respiri che hai
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante

dove vai? Cosa fai?
Con chi stai parlando? Cosa stai bevendo? Ascoltami.
Cerca di evitare le tue distrazioni.
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante

non hai padroni. Lo so.
E non hai limiti e non hai risposte
ma solo un vago senso di eleganza
per questo ti insegno la pazienza
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante
è così che ogni goccia di te scava la mia schiena
lentamente
con un ritmo costante

Certo.
L'ambizione è un lusso.
Come la miseria. La Privazione. La Punizione.
Ti guardi intorno e non sai chi cercare
per questo ti insegno a costruire
e a dare spazio alle tue idee più strane
a mescolare estro e perversione
Perche' Dio non guarda.
Dio bestemmia. E alla volte non si applica

Respira. Guarda il cielo. Guarda le stagioni passare.
Prendi posizione. Viaggia.
Ricerca la tua parte migliore.
Non hai nemmeno un idolo da venerare.
Nemmeno quattro soldi per andare al mare
di notte a immaginare.
Nuotare.

E così la seduzione ed i calmanti
le vertigine e gli svenimenti
gli sfinimenti
il controllo di tutti i movimenti
è così che ogni goccia di te scava la mia schiena
lentamente
con un ritmo costante
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante
tutti i respiri che ho sono per te.
Tutti i respiri che hai
è così che ogni goccia di te scava la mia schiena
lentamente

Pure le dita dei piedi incrociate!

Non mi resta che attendere.

Avrei voluto dare di più. In fondo il canto è comunicazione ma è proprio questo il mio limite: ho troppi blocchi emotivi dettati da non so bene cosa.
Ho passato una vita a dissimulare e ad ostentare calma, forza e serenità quando invece, dentro me, c'era un cumulo di macerie e detriti. Un gigantesco ammasso di azioni incompiute e cose lasciate in disparte in attesa della "grande onda".
Sto leggendo un libro che s'intitola "Lettura del volto" e mi stupisco notando quanto parli il viso di ognuno di noi. Soprattutto mi mortifica notare che tutti i difetti e i pregi che ho riscontrato in me stessa sono assolutamente confermati dalle fattezze fisiche. Dispersione, scarsa concentrazione, incostanza, energia, sensibilità, gentilezza, creatività, bontà, gelosia, ottimismo, propensione al lavoro in proprio, onestà e buon gusto.
Forse il quadro non è poi così critico ma avrei preferito essere un soggetto più "quadrato" e affidabile.
Se non altro, è molto divertente passare il tempo ad analizzare la gente intorno e le persone amate. Sono solo all'inizio di questo libro ma mi sta dando molto e sono contenta, per una volta, di aver seguito l'impulso quel giorno, in biblioteca.
Tornando a ieri, ho cantato male. La salivazione era assente e non sono riuscita a scaldarmi come avrei voluto. Il mio intestino si è comportato malissimo e ciò mi ha debilitato fisicamente e messo a disagio...
Il pianista ha fatto pena e ha suonato la meravigliosa "Beatrice di Tenda" lentamente e sbagliando così tante note che alla fine in molti passaggi ho totalmente cannato l'intonazione... Figuratevi quanto questo possa avermi reso insicura ed impacciata.
Insomma, credo che il mio professore (che era interno alla commissione) abbia messo una buona parola solo perché sa come canto abitualmente. Mi pare quasi una raccomandazione... :( Ma forse dovrei smetterla di farmi tutte queste seghe mentali e pensare positivo!
Saprò la mia sorte tra giovedì e venerdì e fino a quella data terrò le dita dei piedi incrociate!


18 settembre 2011

Sad Mo(u)rning

Le 6.57, sono nei pressi di P.le Loreto e ho davanti a me un'anonima Matiz rossa. Mi viene in mente il mio amico Daniel e il suo desiderio di cambiare auto perché quella non lo "rappresenta" degnamente... E' anche questa una bozza di ricordo e scivola subito via sotto il peso della pioggia battente. E' da ieri sera che mi pare di guidare ininterrottamente. Sono andata ad una festa di laurea proprio nella zona di Milano in cui lavoro e stamattina sono di nuovo qui. Avendo dormito male, ho l'impressione di non aver staccato la spina. Una continuità d'eventi, insomma. In più ho lo stesso trucco e gli stessi abiti e così sembra che debba andare chissà dove... Invece, non appena a casa, mi metterò a studiare canto e poi dormirò per non so quanto.

Dicevamo... Alle 6.57 vedo la portiera della Matiz aprirsi. Ne fuoriesce un trans sudamericano dalla minigonna sgangherata. E' composta da veli sovrapposti in chiffon, di varie lunghezze. All'altezza del sesso, il taglio è troppo deciso e il trans tenta in ogni modo di nascondersi ma senza successo.
Ciò che mi colpisce è la sua espressione.
E' come se tutt'intorno a lui si fosse creato silenzio. L'imbarazzo del figuro è tale che non posso fare a meno di provare pena e disprezzo per chi è alla guida di quell'auto. Intravedo un uomo dalla testa di Casper, privo di capelli. L'espressione spenta. Tira dritto senza porgere nemmeno un ombrello.
Quel trans dall'espressione dolce e intimidita si guarda circospetto e corre via...
Corre come la mia macchina dietro la Matiz di quello lì...
Penso a quant'è triste il mondo. A quanti soprusi certa gente decide di subire consapevolmente. Come sempre mi chiedo chi sono queste persone e cos'hanno dentro. Cosa le spinge ad autoschiavizzarsi...
Tutte domande senza risposta. Domande stupide, fra l'altro...
In fondo ognuno è responsabile delle proprie scelte, giusto? Forse a me tutto questo appare squallido mentre per lui potrebbe essere assolutamente normale e soddisfacente.

Eppure, quell'espressione, tradiva dolore...

17 settembre 2011

Vicissitudini varie

Ogni tanto mi tocca far guerra col mio dannato passato da internet-dipendente. Rinnego ciò che sono stata e il fatto di aver scoperto i miei pensieri così facilmente.
Non che abbia incontrato molta gente conosciuta su internet, però avrei preferito non dire il mio nome con tanta leggerezza. Il vero problema è rappresentato da msn e dal fatto che così tutti possiedano la mia email e che quindi possano rintracciarmi anche se non avvio messenger.
Così mi ritrovo a dover gestire persone di cui non mi ricordo un beneamato cavolo e che provano insistentemente a riprendere dei contatti che io non voglio assolutamente riprendere!
Cioè, vivo malissimo questa cosa perché sono costretta a trattare poco educatamente questi soggetti senza volto. E loro, in automatico, rivendicano un qualche diritto e rimangono basiti dal cambiamento caratteriale perché spesso mi hanno conosciuta in circostanze ben diverse, quando mi mostravo per la persona che difatto sono, gentile e simpatica.
Ad esempio, una settimana fa, è rispuntato uno che ho conosciuto almeno 3 anni fa e di cui ricordo parecchie cose se non fosse che non me ne faccio nulla di tali "dati" impressi nella memoria. Quando gli ho detto apertamente che non c'era alcun interesse da parte mia, si è offeso tantissimo. Ha iniziato a scrivere cose del tipo "mi sembravi una ragazza intelligente, aperta e simpatica. Scusa il disturbo, ho capito male..."
Voi non potete capire il nervoso che mi è montato! Sembra quasi che una debba necessariamente portare avanti qualcosa che è completamente morto nella propria testa. Non è che questa gente si mette a considerare che qualcosa potrebbe essere cambiato, non so, del tipo... Il cane è morto = lutto perenne, un fidanzato iper geloso, una conversione all'islam, un impossessamento dell'identità da parte di un hacker, un inacidamento dettato dalle troppe delusioni...
Insomma, come si può ripiombare nella vita di qualcuno in maniera così impertinente, senza considerare le potenziali ragioni di cui sopra?? E va' a spiegarglielo poi... Ti rispondono cose del tipo: "Ma io ti stavo solo chiedendo di rivederci, niente di trascendentale... Ti facevo più aperta!"
Ecco, queste cose le odio terribilmente perché ti fanno sentire come se fossi una troglodita chiusa nel suo mondo, quando invece stai solo cercando di proteggere il tuo Amore da scossoni inutili e da potenziali crisi.
Perché (da persona gelosa quale sono) vi dico che starei male se il mio ragazzo mi dicesse "ascolta, oggi devo uscire con una tipa conosciuta su internet 37 anni fa..."

No comment. Si ride per non piangere.

Da qui

Ho vissuto molto male il fatto che la mia azienda, improvvisamente, un giorno, abbia tolto l'accesso a blogspot. Sapete, a lavoro ho sempre avuto le migliori ispirazioni e spesso sono rimaste in stato embrionale nella testa per poi precipitare inesorabilmente nel dimenticatoio.
A volte ho sperato di poterle immortalare in una bozza salvata nella mail personale ma poi sono sempre rimaste incompiute e quindi abbandonate lì. Non ha alcun senso, per me, cercare di riportare in vita qualcosa che era stato concepito in un dato momento e in un dato luogo.
Il fatto che da qualche giorno a questa parte l'accesso non sia più negato mi rende leggermente felice. Certo, non è una grande conquista ma almeno è un punto di partenza.

Detto questo, vi saluto da questo ufficio illuminato dal sole, circondata dai colleghi più amati e auguro un ottimo weekend a voi che potete scorazzare in giro.

15 settembre 2011

Antonio Di Pietro Dance


Famose na' risata! :D

14 settembre 2011

Fatum

Novembre 2008. Mi sono fissata che devo riprendere il contatto col francese e voglio farlo in maniera strana. Niente viaggi, niente "Le Monde" da comprare in edicola, niente libri vecchi da riesumare negli armadi.
Solo uno strumento: skype. Non ho idea di chi cercare e come ma mi basta che parli francese.
All'epoca ero ancora in qualche modo innamorata di Alberto e non riuscivo a smettere di cercarlo su internet, in ogni modo. Digitavo il suo nickname e anche se la community di libero gentilmente m'informava che lui aveva cancellato l'account, io non riuscivo a darmi per vinta. Mi bastava rievocare la sua atmosfera ed io mi calmavo, anche se non potevo stringerlo a me oppure assaggiare le sue leccornie o, semplicemente, prendere un treno e visitare la sua città.
Amavo il suo nickname perché era il nome del protagonista di un libro che amava molto. Non sono mai riuscita a leggerlo, come tutti quei libri che mi fanno toccare troppo una persona e poi me la tolgono dalle mani, brutalmente. Non sono mai stata pronta e credo non lo sarò mai.
Un giorno di novembre ho digitato il suo nickname e fra i tanti risultati uno in particolare mi ha attratto. Lui aveva una foto profilo stupenda, in bianco e nero, e speravo di scambiarci due parole. Gli ho scritto ma forse non era in linea. Mi ha cercata personalmente di lì a tre ore e abbiamo condiviso i nostri dettagli.
Mi ha chiesto perché l'avessi cercato ed io gli ho parlato del personaggio del libro. Mi ha confidato che si riferiva proprio a lui e da lì è nata una relazione virtuale fatta di scambi "culturali" intensi. Adoravo quell'uomo ma era troppo vecchio e quel gioco mi aveva stancato o forse solo troppo ferito, così mi sono sempre mantenuta ad una certa distanza emotiva. Era forbito e il suo francese m'incantava perdutamente. Il destino ha voluto che trovassi proprio un giornalista e così quell'uomo, incredibilmente, mi ha ridato la padronanza della lingua, giorno dopo giorno. L'anno dopo sono partita per Paris ma non l'ho incontrato perché era un essere spregiudicato e pericoloso. Sono partita con mia sorella per proteggermi...
Patrick, così si chiamava, un giorno di quel novembre mi ha passato una musica e ha scritto "vous allez l'aimer éperduemment, comme le film..."
Da quel momento io sono entrata in un magma stranamente blu e ho perso il contatto con la realtà. Odiavo  quella musica perché sembrava volesse dire tutto ma poi, troppo presto, s'interrompeva e il suo lieve dolore permaneva nell'aria, a struggere l'ascoltatore.
Come spiegare a Patrick tutto questo in francese? Non serviva. Sapevo che lui leggeva le cose come me.
In pochi giorni ho potuto vedere il film e ci ho vissuto dentro per un tempo indefinito e ho aiutato me stessa scaricando tutte le musiche a esso relazionate.
Patrick, poi, è scomparso ma il destino mi ha messo sulla strada qualcun altro.
Mi sono iscritta alla fan page di "In the mood for love" su FB e tra i tanti fan un volto mi ha colpito, quello di A.
Non ci ho messo molto a scrivergli (un tempo ero molto sfacciata) e da dicembre è nato un rapporto epistolare che mi ha fatto innamorare di lui. Lui che mi chiedeva sempre di sposarlo e io che ci cascavo pure.
Se fossi stata un uomo, sarei stata lui.
A Paris l'ho incontrato e quella musica gli aleggiava tutta intorno. Ero così emozionata che non sapevo spiccicare parola. Ricordo solo il suo abbraccio sotto la tour Eiffel e il bacio sulla testa. Non avrei mai voluto andarmene via ma lui lo ha fatto per primo ed io sono rimasta incompiuta, come l'opera di Schubert

Oggi, per l'ennesima volta, ho rivisto "In the mood for love" alla TV. Lo hanno dato in prima visione. Per me chissà quale visione era con esattezza...
Mia madre ha preso il monopolio della TV e si è guardata la 2a puntata di "Anna e i cinque 2". Immaginatevi di quale importantissimo appuntamento si tratti... La Ferillona nazionale che soffre e poi riprende il controllo della situazione. Chissà se lei ha mai visto "In the mood for love" e lo ha capito...
Chissà se sa cosa significhi rimanere appesi alla Musica e ai ricordi concatenati per così tanto tempo...

Io che credo nel Destino non vivrò mai nel presente.


Sleeping

Sleeping