Ed è quando succedono queste cose che capisci che sei un ingrato, che non hai capito niente, che la maggior parte delle volte ti accanisci per nulla, che certi dolori non sono degni di essere definiti tali...
28 maggio 2011
27 maggio 2011
Essa
Capita poi che t'innamori di una canzone, mentre fa da sfondo ad una pubblicità semi sconosciuta trasmessa sporadicamente dalla TV... E' bastata un'unica volta.
Io confesso di tradirti un giorno sì e l'altro no con Lei, la Musica.
Io confesso di tradirti un giorno sì e l'altro no con Lei, la Musica.
L'importante era odiare
Il solito pensiero: che la gente ci ha proprio voglia di odiare e di scagliarsi contro l'altro.
Basta un qualsiasi pretesto e poi ci si attiva.
Gli esempi nella storia si sprecano: le esecuzioni capitali, le torture, i gladiatori, la corrida ecc... Tutti "giochi" esposti al pubblico. Quel pubblico che ama osservare il lato perverso dell'uomo e se ne vuole dipartire per raggiungere l'assoluzione.
Penso al medioevo, alle risa e agli applausi. Il gioco era un divertimento, per quanto crudele.
Oggi siamo solo un attimino più "politically correct" e celiamo il gaudio per paura di diventare sospetti e potenzialmente colpevoli. Solo per questo ci mettiamo sulla faccia la comoda maschera dell'innocenza, mentre puntiamo il dito contro il carnefice.
D'altra parte il cuore pulito è un'altra faccenda...
Oggi ho avuto la sfortuna di capitare su un servizio di "Mattino 5", dedicato all'arresto di "Zia Cosima".
Vorrei evitare di commentare tale "scelta stilistica" e procedere con la mia analisi...
Bene, molti cittadini di Avetrana si sono appostati davanti all'abitazione di Cosima Serrano Spagnolo al solo scopo di aggredirla d'insulti e urla di disprezzo. Tutto questo si è andato a confondere con gli applausi e i sorrisi rivolti alle forze dell'ordine che hanno svolto il loro encomiabile mestiere.
Ci sono i giusti e gli sbagliati e Cosima Serrano è diventata del tutto sbagliata nel giro di poco tempo.
Ancora nessuno sa chi sia il vero colpevole ma poco importa...
L'importante era sfogare le proprie pulsioni in pubblico.
L'importante era individuare il cattivo per sentirsi un pochettino meglio.
L'importare era Odiare.
Basta un qualsiasi pretesto e poi ci si attiva.
Gli esempi nella storia si sprecano: le esecuzioni capitali, le torture, i gladiatori, la corrida ecc... Tutti "giochi" esposti al pubblico. Quel pubblico che ama osservare il lato perverso dell'uomo e se ne vuole dipartire per raggiungere l'assoluzione.
Penso al medioevo, alle risa e agli applausi. Il gioco era un divertimento, per quanto crudele.
Oggi siamo solo un attimino più "politically correct" e celiamo il gaudio per paura di diventare sospetti e potenzialmente colpevoli. Solo per questo ci mettiamo sulla faccia la comoda maschera dell'innocenza, mentre puntiamo il dito contro il carnefice.
D'altra parte il cuore pulito è un'altra faccenda...
Oggi ho avuto la sfortuna di capitare su un servizio di "Mattino 5", dedicato all'arresto di "Zia Cosima".
Vorrei evitare di commentare tale "scelta stilistica" e procedere con la mia analisi...
Bene, molti cittadini di Avetrana si sono appostati davanti all'abitazione di Cosima Serrano Spagnolo al solo scopo di aggredirla d'insulti e urla di disprezzo. Tutto questo si è andato a confondere con gli applausi e i sorrisi rivolti alle forze dell'ordine che hanno svolto il loro encomiabile mestiere.
Ci sono i giusti e gli sbagliati e Cosima Serrano è diventata del tutto sbagliata nel giro di poco tempo.
Ancora nessuno sa chi sia il vero colpevole ma poco importa...
L'importante era sfogare le proprie pulsioni in pubblico.
L'importante era individuare il cattivo per sentirsi un pochettino meglio.
L'importare era Odiare.
23 maggio 2011
Indaco
Che forse mi piaceva la malinconia di quei momenti in cui sapevo che sarei entrata
ancora una volta
in una persona.
Con l'inganno vi accedevo e provavo una magra consolazione.
Millemila volte ho perso e quasi dimenticato
le infinite persone che ho incrociato, anche solo a parole.
Le ho ritrovate in una sera sperduta di quasi estate.
Ho assaggiato le atmosfere di cui mi hanno impregnato ormai anni fa.
Ho pianto, ah se ho pianto!
Che nessuno potrà mai capire il mio scacco matto.
Naso, orecchi, lingua e mani sono gli assi che celo nelle maniche a sbuffo.
A volte li ignoro, a volte ci affogo.
Così, felice, ritrovo quel magma indaco che è la mia memoria...
ancora una volta
in una persona.
Con l'inganno vi accedevo e provavo una magra consolazione.
Millemila volte ho perso e quasi dimenticato
le infinite persone che ho incrociato, anche solo a parole.
Le ho ritrovate in una sera sperduta di quasi estate.
Ho assaggiato le atmosfere di cui mi hanno impregnato ormai anni fa.
Ho pianto, ah se ho pianto!
Che nessuno potrà mai capire il mio scacco matto.
Naso, orecchi, lingua e mani sono gli assi che celo nelle maniche a sbuffo.
A volte li ignoro, a volte ci affogo.
Così, felice, ritrovo quel magma indaco che è la mia memoria...
L'ecomostros
"Chi non ha peccato, scagli la prima pietra"
Io non ne ho mai scagliate, perché non mi sono mai ritenuta innocente o integerrima.
Ho commesso degli errori e fatto soffrire ma questo non significa che io non abbia sofferto in prima persona.
Anch'io sono stata tradita e ho subito il comportamento apparentemente crudele e sconsiderato di molte persone che ritenevo care.
Tuttavia, ho rivalutato queste ultime col tempo.
Non ho mai voluto credere (né mai lo crederò) che esista il bianco o il nero.
Esistono tutte le scale di grigio intermedie ed esiste, altresì, la prospettiva.
Mi sa che tale concetto non è granché chiaro...
Io posso essere buona, cara e simpatica per molte persone e allo stesso tempo risultare falsa, sprezzante ed egocentrica per altre.
Per questa seconda categoria, non c'è molto da fare a parte rassegnarsi e ammettere che non si può essere perfetti agli occhi di tutti.
Eppure, nonostante ciò, c'è sempre qualcuno disposto a farti sentire orribile per il resto dei tuoi giorni e a ricordarti come una "stronza" (per usare il più carino dei termini...)
Ecco, io non sopporto tutto questo! Non sopporto l'egocentrismo che traspare da questo atteggiamento.
La persona che giudica si sente automaticamente innocente, buona e vittima di un mostro. Questo mostro, con la sua piccolezza, ha tuttavia la capacità d'innalzare l'altro, la vittima.
Nessuno si chiede mai se il mostro abbia anche dei lati buoni o perché abbia agito in un dato modo.
D'altra parte, dichiarare di essere buoni e delineare perfettamente il profilo del cattivo, farebbe innalzare l'autostima di chiunque.
Onestamente ho passato il 60% della vita a farmi esami di coscienza e ad ostentare leggerezza e menefreghismo laddove invece c'erano soltanto profondo dolore e rammarico per il male arrecato.
Sì, è colpa mia ma non ci posso fare niente se sono raffinata pure in questo...
La verità è che a me piace troppo quando qualcuno si fa un'idea pessima di me e poi capisce di aver sbagliato tutto e realizza che sono buona... :)
Questo "esercizio" mi serve a capire chi vale davvero e chi non molto.
Siamo tutti bravi a risultare fantastici appena conosciamo qualcuno che ci piace. Chi non dà il meglio di sé?
Ma che cos'è il dopo? Cos'è la verità dell'altro?
Se mostro tutti i pregi all'inizio, dopo resta solo il peggio.
Meglio il contrario, almeno per me :)
Bacini a tutti, anche a quelli che mi ricorderanno come un mostro. Io non lo farò.
Firmato, l'Ecomostros.
16 maggio 2011
La cucaracha
L'altra mattina mi sono svegliata come di consueto alle h 5.15 e sono andata in bagno per lavare la faccia e il petto. Mi sono messa il deodorante della Borotalco sotto le ascelle e quello della Malizia sul torace. Ho aperto un nuovo campione di elisir di giovinezza in omaggio e me lo sono spalmato sulla faccia per idratarmi ben bene.
Poi sono partita alla volta della cucina per preparare la colazione e ho attaccato internet e acceso il pc per guardare il meteo e, soprattutto, le massime e le minime. Non riesco più a capire come devo vestirmi per evitare che la gola (e solo lei, badate!) si ammali. Fin quando me ne fregavo stava sempre bene, ora che me ne frego sta sempre male. Ma queste cose sono come l'amore: una volta che le hai provate, non puoi più tornare indietro. E così non posso più essere la diciassettenne sconsiderata delle mie prime lezioni di canto quando, impavida come Sandokan, uscivo di casa a bordo della bicicletta coi capelli bagnati e la neve che ballava il valzer su di me...
Dicevo (che sennò finisce che non finisco...) che ho acceso il pc e mi sono accorta che era scarico e stava per andare in ibernazione nonostante il termostato segnasse 27°C. Ho afferrato allora il caricabatterie con la stessa audacia che userebbe un rianimatore al defibrillatore ma sono arrivata troppo tardi perché il pc ha esalato i suoi ultimi respiri prima di capitolare nella gravosa accensione della spia arancione, segno inequivocabile di una morte lenta per congelamento...
E' stato un brutto momento. Per levarlo da quello stato avrei dovuto spegnerlo brutalmente tenendo premuto il tasto dell'accensione per poi attaccarlo al respirat.... Cioè, scusate, al caricabatterie!
Mi sono avvicinata al divano per prenderlo e lì vicino, sull'angolo concavo della parete, si trovava la presa della corrente cui avrei dovuto attaccarlo.
Alzo lo sguardo e capisco di non essere sola...
Uno scarafaggio lungo 3,5 cm dotato di antenne e colorito catrame, mi sta dando le spalle immobile.
Allora io prorompo in un urlo strozzato in gola, spezzato in due tempi, caratterizzato da note prima acute e poi gravi. Mi sento svenire e supplico mio padre di salvarmi. Giunge mia mamma, sempre sull'attenti, sensibile ad ogni mia manifestazione pedante. Si dispera quanto me. Mia sorella sogghigna schifata e mio padre, piuttosto scosso e ancora intorpidito dal sonno, fa da scudo umano e lo affronta prontamente.
"Scopa. Carta igienica. Presto, fate presto!"
Sembra una puntata di E.R. però fa niente.
Tutti tornano a letto e una qualche forma di calma sembra essersi ristabilita. Io, però, devo ancora prepararmi e correre a lavoro.
Esco di casa in tempo record e la mia giornata, stranamente, procede bene,
Ho ripensato più volte a quello scarafaggio e al perché se ne stava lì.
Non credo che esista un tribunale per loro o, se esiste, colleziona cause perse.
Per quale motivo ho dovuto ucciderlo? Per intrusione in una proprietà privata? O perché, semplicemente, era brutto?
L'ho ucciso perché era un intruso?
Forse si era soltanto perso e non aveva nessuno al mondo con cui stare.
Su quale base uno scarafaggio lo scaccio e un cagnolino no?
E' che fa troppo male ammettere che l'apparenza conta...
Comunque, è da due giorni che ho un mal d'orecchio lancinante e mi chiedo... Sarà mica la vendetta dello scarafaggio?
Arrivederci.
Poi sono partita alla volta della cucina per preparare la colazione e ho attaccato internet e acceso il pc per guardare il meteo e, soprattutto, le massime e le minime. Non riesco più a capire come devo vestirmi per evitare che la gola (e solo lei, badate!) si ammali. Fin quando me ne fregavo stava sempre bene, ora che me ne frego sta sempre male. Ma queste cose sono come l'amore: una volta che le hai provate, non puoi più tornare indietro. E così non posso più essere la diciassettenne sconsiderata delle mie prime lezioni di canto quando, impavida come Sandokan, uscivo di casa a bordo della bicicletta coi capelli bagnati e la neve che ballava il valzer su di me...
Dicevo (che sennò finisce che non finisco...) che ho acceso il pc e mi sono accorta che era scarico e stava per andare in ibernazione nonostante il termostato segnasse 27°C. Ho afferrato allora il caricabatterie con la stessa audacia che userebbe un rianimatore al defibrillatore ma sono arrivata troppo tardi perché il pc ha esalato i suoi ultimi respiri prima di capitolare nella gravosa accensione della spia arancione, segno inequivocabile di una morte lenta per congelamento...
E' stato un brutto momento. Per levarlo da quello stato avrei dovuto spegnerlo brutalmente tenendo premuto il tasto dell'accensione per poi attaccarlo al respirat.... Cioè, scusate, al caricabatterie!
Mi sono avvicinata al divano per prenderlo e lì vicino, sull'angolo concavo della parete, si trovava la presa della corrente cui avrei dovuto attaccarlo.
Alzo lo sguardo e capisco di non essere sola...
Uno scarafaggio lungo 3,5 cm dotato di antenne e colorito catrame, mi sta dando le spalle immobile.
Allora io prorompo in un urlo strozzato in gola, spezzato in due tempi, caratterizzato da note prima acute e poi gravi. Mi sento svenire e supplico mio padre di salvarmi. Giunge mia mamma, sempre sull'attenti, sensibile ad ogni mia manifestazione pedante. Si dispera quanto me. Mia sorella sogghigna schifata e mio padre, piuttosto scosso e ancora intorpidito dal sonno, fa da scudo umano e lo affronta prontamente.
"Scopa. Carta igienica. Presto, fate presto!"
Sembra una puntata di E.R. però fa niente.
Tutti tornano a letto e una qualche forma di calma sembra essersi ristabilita. Io, però, devo ancora prepararmi e correre a lavoro.
Esco di casa in tempo record e la mia giornata, stranamente, procede bene,
Ho ripensato più volte a quello scarafaggio e al perché se ne stava lì.
Non credo che esista un tribunale per loro o, se esiste, colleziona cause perse.
Per quale motivo ho dovuto ucciderlo? Per intrusione in una proprietà privata? O perché, semplicemente, era brutto?
L'ho ucciso perché era un intruso?
Forse si era soltanto perso e non aveva nessuno al mondo con cui stare.
Su quale base uno scarafaggio lo scaccio e un cagnolino no?
E' che fa troppo male ammettere che l'apparenza conta...
Comunque, è da due giorni che ho un mal d'orecchio lancinante e mi chiedo... Sarà mica la vendetta dello scarafaggio?
Arrivederci.
10 maggio 2011
Le rouge et le noir
Oggi sono entrata in metro che ero già stanca. Forse è per questo che un uomo sudamericano dagli occhi timidi e teneri ha lasciato quel posto libero apposta per me.
Io mi sono avvicinata al sedile vuoto e ho guardato quell'uomo come per dirgli "E' sicuro che non vuole sedersi?" e allora lui ha sorriso ed è rimasto in disparte.
Ecco io in quel momento sono sprofondata nella tenerezza e ho pensato (come spesso mi capita) che gli extracomunitari devono condurre un'esistenza davvero stremante qui...
Spesso osservo i loro abiti dismessi e quelle mani bianche di terra o d'intonaco ancora da miscelare e mi chiedo chi sono stati prima di arrivare qui, quali studi hanno intrapreso, se hanno amato e lasciato persone come ho fatto io. Me lo chiedo ogni volta che realizzo che queste persone non le vuole nessuno.
Chi mai, tra di noi, ha stretto amicizia con questi Signori No? Chi li ha mai seguiti?
Spesso e volentieri mi viene una gran voglia di farlo. Mi piacerebbe condurre uno studio sociologico sulle loro vite e parlare con loro liberamente, come farei con qualsiasi altra persona.
Oggi ho rivisto un uomo probabilmente filippino che io chiamo "Gaia" solo perché somiglia dannatamente ad una mia ex compagna di scuola che porta questo nome. La sua grazia è tale che verrebbe voglia di abbracciarlo. I suoi occhi sono mandorle schiuse lucidate dal sonno perpetuo. Ha un nasino minuscolo leggermente all'insù e una bocca/cuore che sorride sempre. La malinconia dei suoi occhi contrasta quell'espressione ridente in maniera brutale e il cuore mi si colma di tristezza. Lo vedo andare via ogni giorno mentre parla da solo, in direzione Maciachini... Chissà chi è.
Poi penso a Delia.
Delia è una bella donna di mezza età che ho conosciuto in metro qualche mese fa. Ci siamo incontrate per due giorni consecutivi agli stessi orari e questo ci ha molto sorpreso a tal punto che abbiamo finito per presentarci. La cosa ci ha molto divertito. Ci eravamo notate da subito per il modo di vestire. Siamo entrambe creative e amanti degli oggetti sfarzosi ma di modici prezzi. Lei, però, è molto più curata di me quanto a bijotteria e visite dall'estetista...
Inizialmente credevo che fosse lesbica. Mi guardava con aria intrigante e complice e devo ammettere di averne subito un qualche fascino. La prima cosa che mi ha detto è stata: "Io ti ho notata perché tu vesti in maniera strana. Io adoro le persone particolari e tu sei bella. Sembri uscita da un'altra epoca. Io, di solito, mi faccio i fatti miei ma se incontro qualcuno di particolare devo conoscerlo".
Da quel momento siamo entrate in confidenza ed io ho capito che è una donna sensibile, fedele, passionale, ironica, frivoletta, ipercritica e un po' razzista. Al di là di questo, mi piace passare quei pochi minuti che mi dividono dal lavoro con lei. Mi dà l'illusione di essere in una puntata di "Sex and the city" anche se poi io non parlo mai di sesso...
Delia è fatta per esistere solo in quella fascia di tempo. E' un personaggio di passaggio e forse niente più.
Vedete, lei non potrebbe mai soffermarsi sulla bellezza di "Gaia" perché non conosce il nero, vede solo colori in tinta pastello...
Questo mi fa sentire sola ma allo stesso tempo felice.
Ho viaggiato in tante persone oggi. E' questo il motivo per cui non mi porto libri dietro. Verrei strappata via da questi frammenti perfetti che non hanno nome.
Non potrei allora cedere il posto a chi ne ha bisogno e non chiede per troppa educazione.
Non potrei imparare a leggere il labiale.
Non potrei capire a chi appartiene un determinato odore.
2 maggio 2011
?
Vado pazza per i fuori programma.
Voglio trascorrere una notte strana fatta di film e viaggi in auto.
Mi piace l'ebrezza che dà il vino rosso.
Quando guido sola sfrecciando nel nero e ascoltando musica classica ad alto volume, io mi sento Viva.
C'è stato un tempo in cui, ad ogni temporale estivo, io uscivo sul balcone e mi sdraiavo a terra solo per lasciarmi attraversare da quelle scariche. E allora capivo d'essere un tutt'uno con gli elementi e non pensavo più al resto.
Guarivo perché ero un super Dio finalmente pago. Non mi serviva niente, non dovevo dimostrare nulla al mondo o a me stessa. Sapevo soltanto piangere di gioia.
Chissà dove diavolo sono finita.
Voglio trascorrere una notte strana fatta di film e viaggi in auto.
Mi piace l'ebrezza che dà il vino rosso.
Quando guido sola sfrecciando nel nero e ascoltando musica classica ad alto volume, io mi sento Viva.
C'è stato un tempo in cui, ad ogni temporale estivo, io uscivo sul balcone e mi sdraiavo a terra solo per lasciarmi attraversare da quelle scariche. E allora capivo d'essere un tutt'uno con gli elementi e non pensavo più al resto.
Guarivo perché ero un super Dio finalmente pago. Non mi serviva niente, non dovevo dimostrare nulla al mondo o a me stessa. Sapevo soltanto piangere di gioia.
Chissà dove diavolo sono finita.
From ve veri dip ov mai art
Obama su Osama: "Il mondo ora è migliore"
V.C. al Mondo: "Sarai migliore solo quando creperemo tutti e ti lasceremo solo"
V.C. al Mondo: "Sarai migliore solo quando creperemo tutti e ti lasceremo solo"
Iscriviti a:
Post (Atom)
Sleeping





