Ho sempre amato guardare il mio uomo da tutte le angolazioni.
Vederlo cambiato eppure ritrovarlo sempre.
In penombra da sotto il mento, illuminato all'angolo del suo occhio, dal ginocchio quando s'inclina e dal collo alto che guarda all'ingiù.
Ma la mia angolazione preferita è quella da sotto la mascella, quando mi sembra che il suo viso sia fatto con la squadra e che le sue narici aggraziate taglino l'aria. Mi piace così tanto che non posso fare a meno di assaltarlo.
E allora lo studio con i baci e mi avvinghio a lui perché non voglio sentirne la mancanza quando se ne va.
Non sapevo guardarlo in quei suoi occhi dal taglio particolare un po' discendente... Anche se fossero stati inespressivi, quella forma avrebbe sempre parlato per lui.
Immaginavo di abbracciarlo, di farmi un po' carico del suo male ma io ero la persona meno indicata per farlo.
Gli ricordavo Lei, quella stessa lei che l'aveva fatto stramazzare al suolo per l'ennesima volta.
Ed io stavo in mezzo a questi cuori cristallizzati che pulsavano ancora, stancamente, l'uno per l'altro; esasperati da quelle troppe prove. Ché lui spesso si era lasciato cadere all'indietro sperando che lei potesse sostenerlo ma non c'era riuscita. Era sempre stato lui l'unico a farle da scudo in tutti quegli anni.
Parlavo con lei ma sentivo lui. Raccapricciante ogni parola fuoriuscita dalle sue labbra. In quel momento non potevo sopportare più nulla, come se le conseguenze di un simile trattamento fossero rimaste in eredità a me passando da lui.
Che brutto è stare in mezzo a chi non dovrebbe mai essere scisso e sentire la potenza dei loro sensi rifrangersi sulla propria pelle, senza pietà.
Sperare di essere Eros e scagliare una freccia che riesumi quell'infinito. Amarli entrambi e non poter far nulla a parte piangere la loro disgrazia. Controllare giudizi e pregiudizi senza mai esporsi sconvenientemente.
Mi sfiora un pensiero profondo.
Mi sfiora e sento i brividi sulla pelle.
L'idea di perdermi in uno sguardo e di farlo mio per sempre.
Capisci cosa intendo, in un mondo fatto di effimero?
La sensazione di riconoscere qualcuno di autentico fra le tante novità...
Riconoscerlo e sentire che è bello lasciarlo crescere dentro, fino alla fine dei giorni.
E' un figlio il Sentimento. Un figlio invisibile eppure gigantesco.
Ci scopriamo padri prima ancora di sentire una manina che ci stringe il mignolo.
Accade quando ci culliamo nel sogno comune di restare Insieme.
Allora difendiamo strenuamente quella creatura dalle brutture circostanti.
E sai perché?
Perché abbiamo scelto di conoscere e solo dopo di sapere.