31 gennaio 2011

La catastrofe di sentire gli altri

Che io non lo so come descriverlo ma so di sentire le persone prima che si presentino a voce.
Hanno un odore, un modo di camminare, uno sguardo che parla troppo e mi fa ipotizzare cose che non confuterò mai o forse sì.
Io sapevo, ad esempio, che Alessandra era un attrice o un'artista più semplicemente ma non potevo dirglielo prima che lei me lo comunicasse. Capite? L'avrei spaventata!
Allo stesso modo non posso dire (dopo la rivelazione) ciò che ho supposto tra me e me perché poi non c'è più gusto.
E' un po' come quando al milionario danno la risposta esatta e tu, a scoppio ritardato, affermi che era proprio quella che avevi in testa!
Insomma, è un cane che si morde la coda.

Però fa niente. Va bene così. Sento questa magia colorata di blu e la lascio lì.



27 gennaio 2011

Appartenenza


Com'è difficile interrompere la lettura di questo Libro e abbandonare lo stato di melanconia dolce in cui sembro essere precipitata...
Le orecchie non sentono altro a parte le Parole. Tutto si sussegue rapidamente e ho come la sensazione di Vivere dentro le pagine, nel più profondo di questa trama superba così meravigliosamente intessuta da un maestro che (guarda caso) è nato lo stesso giorno di mio nonno, l'8 novembre...

Non voglio dormire, non voglio credere ancora una volta che ciò che mi circonda sia reale.
Siamo nel 2011 ed io non sento aderenza. I libri che gli altri leggono non m'interessano. I programmi che guardano alla TV non mi soddisfano. La superficialità fredda della loro interiorità non mi lascia alcuna emozione appiccicata addosso.

A diciassette anni solevo dire: "Sono persa nel mio '800" e oggi, quasi alla soglia dei venticinque, non posso esimermi dall'affermare lo stesso...
Ci sono cose che non posso nascondere o negare nemmeno a me stessa.
Non m'importa di essere additata per pazza. Io so benissimo di non appartenere a questo Qui e a questo Dove...

Sono persa nel mio '800, non è vero?





24 gennaio 2011

Doubts

Faccio un bilancio e trovo che forse sto sbagliando tutto.
Ma sì, saranno le mestruazioni (mi dico). Fino al mese prossimo potrò tirare un sospiro di sollievo...

Sto conoscendo troppe persone in questo periodo. I loro stili di vita sono così diversi dai miei che avverto la solita sensazione di estraneità.
Parlo con Sara e le chiedo "Che musica ascolti?" Risponde "Quel che capita".

Vorrei essere anch'io, a volte, una persona "quelchecapita" ma non lo sono.
Ogni risposta che ricevo per me è indice di qualcosa di più complesso.
Parte una sottilissima delusione sottopelle. La delusione di chi sa di essere solo con la propria complessità e le proprie infatuazioni passeggere.

Come Penelope, ogni sera, tesso e disfo la mia tela ma, al contrario di lei, non ho scopo alcuno.

Ultimamente sto mettendo in discussione parecchie cose. Amicizie e sentimenti in generale. Devo compiere dei sacrifici per salvare ciò in cui credo.
Un tempo credevo in molte cose e, con la maestria di un equilibrista, sapevo mantenerle in piedi.
Ora mi accorgo di aver dato la priorità a Qualcuno e di aver messo la mia vita nelle sue mani.
Intestardita al massimo, non ho pensato all'approvazione degli altri. Ho protetto il mio tesoro dalle critiche e mi sono tappata le orecchie per non sentirle. Ché le critiche rivolte a chi amo sono molto più dolorose di quelle sulla mia pelle.
E così, in ultima analisi, mi sono rifugiata in questo Amore dimenticando tutte le ricorrenze e le "cose pallose".

Che cosa sono le "cose pallose"? Beh, il dover "condividere" il proprio amore, farlo conoscere a parenti e amici anche se non se ne ha alcuna voglia. Talvolta è per me terribilmente faticoso fare le presentazioni e dover "palesare" (per non dire giustificare) un sentimento solo perché qualcuno, dall'esterno, non lo comprende. Ed è ancora peggiore se questo qualcuno è una persona che credevi ti conoscesse alla perfezione.
Un brufolo sotto pelle è insomma il dolore. Che sei costretto a lasciare lì finché non passa da solo.

E se stessi sbagliando tutto? E se l'essermi lasciata sconvolgere la vita da questa creatura non fosse la cosa giusta? E se le critiche esterne avessero davvero un senso?

Non lo so. Lascio tutto in sospeso.

Ho dimenticato il latte nel forno a microonde. L'avrò messo cinquanta minuti fa a scaldare. Chissà che aprendo lo sportello non esca fuori un eco mostro con cui fare amicizia. Il mio prof di Spagnolo lo diceva sempre che l'alimento che estrai dal microonde non è più la stessa cosa che hai inserito all'inizio...

Sulla scia di questo pensiero assurdo quanto "lieto", io Vi saluto.


21 gennaio 2011

Ho scelto di...

1. Ridere senza che la mia ilarità sia dettata dall'abuso di droghe o alcol
2. Amare l'anima di una persona prima ancora del suo aspetto
3. Indossare abiti non firmati ma belli per me
4. Non mangiare al Mc Donald's o al Burger King
5. Fare la raccolta differenziata anche se poi mischiano tutto insieme
6. Sposarmi anche se tutti optano per la convivenza "perchèèpiùrassicurante"
7. Considerare tutto ciò che ho, quotidianamente.
8. Conoscere le persone che mi attraggono, per il piacere di scambiarci due chiacchiere
9. Non tenere il rancore acceso
10. Spegnere la TV quando sono sola in casa
11. Scaricare film da internet nell'attesa di permettermi l'acquisto
12. Far l'amore finché non sono stravolta
13. Abbracciare e baciare chi adoro, senza pormi il problema dell'attaccamento
14. Cucinare torte quando sento troppo amore dentro
15. Chiamare una persona quando la penso
16. Ascoltare i sogni altrui e dar loro spazio
17. Fare colazione con latte e cereali ma magari anche altro
18. Canticchiare a bassa voce anche se cammino da sola
19. Cedere il posto a chi è in una condizione di disagio
20. Mettermi il rossetto rosso quando voglio sentirmi française

Ma, soprattutto, ho scelto di essere una Donna e non una femmina...


20 gennaio 2011

Der labirinto femminile, talmente profondo che nun l'ho capito!!

Il labirinto femminile...Er labirinto degli analfabbeti!

Riporto il commento di questo blogger perché lo condivido appieno.
Credo sinceramente che certe "iniziative pubblicitarie" siano alquanto pericolose per la salute mentale della gente.
Mi spiego meglio...

Uno spot del genere può essere ritenuto motivo di satira per quelle persone che sono ancora munite di senso critico e di autonomia di pensiero. Io ci spero sempre che tali soggetti siano la maggioranza ma chissà perché ho il sentore che non sia così. Ho smesso di avere fiducia nei miei concittadini e non sto qui ad elencarvi i motivi che mi hanno portato a crederlo.. Scadrei nel solito cicaleccio che non serve né a chi la pensa come me e nemmeno a chi è d'idee opposte.
E dire che quest'altisonante materia chiamata "Comunicazione" ce l'hanno propinata in tutte le salse e a qualsiasi ora del giorno... Dovremmo sapere come si fa ad entrare in contatto con l'altro e invece utilizziamo ogni pretesto per far la guerra verbale.

Per questo mi rifiuto di comunicare se so già che ci sarà sempre una fetta di popolo che apprezza l'Arcuri e i suoi filmetti smilzi costati, tuttavia, moltissimi denari... Questa gente si lascerà abbindolare dalla sua bella faccetta e non si documenterà su cosa sia questa "sensazionale opera", talmente speciale che anche Lele Mora ha GIUSTAMENTE pensato di promuoverla:




Il 50% del suo discorso io non l'ho recepito. Evidentemente sono sorda o forse troppo incolta per poter comprendere la ricercatezza dei termini utilizzati dal Mora, grandissimo intellettuale dei nostri tempi...
Gli chiederemo delucidazioni in merito e lo stimeremo per aver riportato in auge un linguaggio così aulico, caduto ormai in disuso e perso tra i corridoi dell'Accademia della Crusca...



Dalla satira passo alla tristezza più profonda... Ché troppe idiozie ho ascoltato e vorrei che l'unico Suono fosse la Musica... Buon ascolto!



14 gennaio 2011

Eredità

Le persone sono commistioni di altre persone. Sono infiniti che passeggiano per strada, contenitori d'esperienza multipla.
Ho sempre fatto pensieri strani, per qualcuno perversi...
Ché se io faccio l'amore con Te, in fondo lo faccio anche con tutte le donne che hai amato.
Un po' mi ha incantato, questo pensiero.
La possibilità di osare l'inosabile. Arrivare a chi mai si dovrebbe...
In fondo le ho amate anch'io per l'eredità che ti hanno lasciato addosso.

E oggi sei Tu, così come io ti conosco. Dolorosamente le ringrazio.


12 gennaio 2011

11 gennaio 2011

10 gennaio 2011

Canto di nevrosi

So che non serve a nulla scrivere queste cose ma qualcosa dovrò pur fare...
Ho il solito bisogno di correre nuda, al freddo, per le strade del mio paese, urlando come una pazza. Non posso perché poi, nel momento in cui dovessi riacquistare la mia sanità mentale, potrei morire di vergogna ed ammazzarmi per non sopportare le critiche della gente.

Quello che voglio dire è che sono arrabbiata con te e che odio svegliarmi al mattino col tuo siluro nella testa. Sono stanca di volerti bene perché se non te ne volessi avrei senz'altro pace.
Sono arrabbiata, sopra ogni cosa, con la mia mente e col mio cuore, o forse col semplice fatto di essere umana in un mondo fatto di umanoidi (e scusate la presunzione ma devo coccolarmi un po'!)

In ultima analisi, vaffanculo!

Oggi ho detto un'infinità di parolacce. Mi fanno male come venti sigarette al giorno. M'imbruttiscono ma che ci volete fare? Ognuno ha i propri vizi.

M'illudo che proferendole potrò curare il mio dolore della perdita.
M'illudo, appunto...

Buona serata a Voi, anime quiete che forse (malcapitate) mi leggete...

I must be an acrobat

Fino a qualche anno fa rifiutavo qualsiasi tipo di relazione umana per evitare di soffrire.
Qualche tempo dopo ho preso a traghettarmi da un innamoramento all'altro per distruggere la profondità dei miei sentimenti.
Oggi faccio il peripatetico su queste vie. Una mediatrice senza condizione di "mezzo".
Un po' presente e un po' fuggitiva.
Un po' misantropa e un po' filantropa.

La cerco, la via... Ma rimangono rigurgiti di me sparsi qua e là, riflessioni lasciate a metà, rapporti esasperati e altri lasciati a se stessi.

E poi capisco che è tutta colpa di Marchionne, di Casini, di Obama, di Fini, di Monica Setta, di Patrizia Daddario, di Fabrizio Corona, di Cristina d'Avena, di Prodi, di Berlusconi, di Quagliarella, di tantissimi nomi a caso presi con l'amo... Zeri che si spacciano per umani e non sono nulla. La solita somma uguale a se stessa che qualcuno, però, sembra voler calcolare.

E la Differenza, invece, che cos'è? Chi la calcola? Chi ha voglia?

Non mi state capendo? Se qualcuno vede un ordine preciso in queste parole gettate al Vento, apparentemente dominate dal caos, è perché ha deciso di avere voglia...



"Don't believe what you hear
Don't believe what you see
If you just close your eyes
You can feel the enemy
When I first met you girl
You had fire in your soul
What happened your face of melting in snow?
Now it looks like this
And you can swallow
Or you can spit
You can throw it up
Or choke on it
And you can dream
So dream out loud
You know that your time is coming 'round
So don't let the bastards grind you down

No, nothing makes sense
Nothing seems to fit
I know you'd hit out
If you only knew who to hit
And I'd join the movement
If there was one I could believe in
Yeah I'd break bread and wine
If there was a church I could receive in
'Cause I need it now

To take the cup
To fill it up
To drink it slow
I can't let you go
I must be an acrobat
To talk like this
And act like that
And you can dream
So dream out loud
And don't let the bastards grind you down

Oh, it hurts baby
What are we going to do? Now it's all been said
No new ideas in the house and every book has been read

And I must be an acrobat
To talk like this
And act like that

And you can dream
So dream out loud
And you can find
Your own way out
And you can build
And I can will
And you can call
I can't wait until
You can stash
And you can seize
In dreams begin
Responsibilities
And I can love
And I can love
And I know that the tide is turning 'round
So don't let the bastards grind you down"



7 gennaio 2011

Agli inetti

Chi mi ama mi segua! Chi non mi ama, invece, non mi segua. Però, poi, non mi venga a dire che ha fatto il possibile per trattenermi...


Potrei sfoggiare un urlo assordante.



3 gennaio 2011

Io non so gridare, canto.

Non potrò mai impedire alla mia mente di cullarsi nell'illusione.

Sono una collezionista d'invisibili e dolorosissime delusioni.
Sul mio volto non compare alcuna ruga d'espressione. La mia voce non cambia inflessione.

E' dentro, però, che sento un ingranaggio spezzarsi e cado giù ogni maledetta volta.
Si apre una voragine e quasi non riesco a respirare.
Chi causa queste rotture non coglie nulla. Mi chiede come sto ed io comando l'azione.

Poi riattacco il telefono e piango dentro perché fuori sarebbe davvero troppo.


2 gennaio 2011

Demodé




“Midnight the stars and you”, i tacchi medi, i collants trenta denari, il mio cappellino antisesso, il piumino che mi avvolge il collo teneramente, il mio visetto cadaverico, la sigaretta lunghissima e stretta che vorrei stringere tra le labbra e che non stringo, le mie gambe stupende e oscene, quell’incredibile tepore che m’invade il corpo e la sensazione perpetua di essere stata ovunque e da nessuna parte.

Cammino sola, lentissima e calda, incurante del freddo. Le orecchie sono sigillate nella musica. Tutto ciò che ho intorno è finto, non esiste davvero. L’ovatta avvolge i miei piedi, il sapore che ho in bocca è un cioccolatino finissimo che non ho mai scartato. Sto tornando a casa ma vorrei che il viaggio non terminasse mai, che quella nuvola di panna che m’insegue non si staccasse mai più dal mio intero corpo.

E invece si stacca mentre il dito indice pigia il tasto del citofono che reca scritto il mio cognome. Ho davvero un nome e cognome?

La Musica finisce in quell’istante. 

Potrei meccanicamente riportarla indietro ma so che un momento così non ritornerà mai più...





Sleeping

Sleeping